Capitolo XXXVIII

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Con un profondo respiro mi decido ad abbassare la maniglia.

Probabilmente mi sto facendo troppe paranoie, come mio solito.

Non è possibile che io debba dormire con Mitsuo. I suoi nonni non ci metterebbero mai nella stessa stanza so... - Ciao. - mi saluta.

Infrangendo così le flebili convinzioni che stavo cercando d'impormi.

Il biondo è su un materassino posto sul pavimento, seduto rigidamente sulle ginocchia.

Le spalle dritte e la mano incerta sollevata ancora in saluto.

- Ciao. - entro nella stanza a disagio.

Quindi è davvero così.

E dire che mia madre e Sora sono riuscite a convincere mio padre anche grazie alla rassicurazione "Stanno per andare a dormire dai suoi nonni, figurati se li metteranno in camera assieme."

Invece... guarda un po', "figurati" un cavolo.

- Prima che tu dica qualunque cosa... - para una mano davanti a sé, col viso in fiamme - Giuro che non è stata una mia idea. A quanto pare i nonni già avevano messo in conto di dividerci così, anzi... nemmeno si sono posti il dubbio che non volessimo dormire nella stessa stanza. -

- Lo so che non è stata una tua trovata. - sospiro, sentendo la tensione volare via. Lasciando il posto alla tenerezza.

È così imbarazzato.

Al punto d'aver fatto sparire la mia di agitazione.

- Non sei il tipo da fare una cosa del genere senza avvisarmi. Tanto più che fatichi pure a guardarmi, figuriamoci se te la senti di dormire con me. Un conto era a Capodanno, che dovevamo stare tutti e quattro assieme, ma... noi due soli... - scuoto il capo ridacchiando, mentre deposito nel borsone i miei indumenti.

- Noi due soli... cosa? - domanda tentennante.

- È troppo no? Anche se, in fondo non capisco più cosa c'è d'agitarsi. Dormiremo solo nella stessa stanza, come quando si fa un pigiama party. Ok che siamo una coppia, ma... - le mie parole vengono bloccate, come il mio polso.

Lo sguardo di Mitsuo puntato nel mio, mentre mi tiene con la schiena al bordo del materasso.

- M-Mitsuo? - mi perdo nei suoi dorati occhi.

- Ne abbiamo già parlato, Ruri. Non devi abbassare la guardia in questo modo. - s'avvicina facendo sfiorare il mio naso col suo.

- C-Che vuoi dire? Quello era un discorso di quando non stavamo assieme... - tento di non guardarlo.

Cosa che ahimé mi risulta impossibile.

L'intensità con cui mi sta osservando la sento fin nelle ossa.

Nell'anima...

- E con ciò? Stai forse dicendo che ora non vale più? Che posso farti tutto ciò che mi passa per la testa? - le sue labbra quasi toccano le mie.

Rendendomi difficile pensare.

Tutto ciò che riesco a sentire è il suo corpo premuto sul mio, il respiro sulla mia pelle...

Come si è creata questa situazione?

Un secondo fa era in preda al panico da imbarazzo. Ed ora è qui che mi guarda con occhi più che eloquenti.

Boccheggiando - M-Mitsuo... sei troppo vicino... -

- Hai idea di che significa, per un ragazzo, avere nella stessa stanza la propria amata? Non dovresti sentirti così rilassata, sono pur sempre un uomo. - sussurra ad un soffio da me.

Due Come Noi La tua prossima ossessione. Scoprilo ora