PANIFICIO
Le quattro in punto.
Sono solo le quattro della mattina e devo già essere al lavoro. Comunque, il calore della piccola panetteria dove lavoro è una buona accoglienza. La luca in cucina è accesa quindi so che anche Barbara, o il giovane dipendente Harry è già qui.
"C'è qualcuno?" Chiamo e il secondo dopo il dipendente Harry esce dalla cucina.
"Ciao Lauren, immagino di doverti mostrare come funziona qui." Harry dice e allunga la mano. La prendo. La sua mano è calda e morbida mentre ce la stringiamo educatamente.
"Direi di andare in cucina. Dobbiamo fare del pane." Harry dice e mi accorgo che ci stiamo ancora stringendo la mano. Velocemente, tolgo la mia e ridacchio imbarazzata.
Insieme, andiamo in cucina ed Harry mi spiega dove si trova ogni cosa e come tutto funziona. Poi, cominciamo ad impastare in silenzio. E' un tipo di silenzio imbarazzante. Nessuno di noi sa cosa dire dal momento che non ci conosciamo molto.
Ogni tanto, azzardo una sbirciata di lato e guardo come i suoi ricci spuntano da sotto il beanie nero, o il modo in cui le sue labbra piene sono leggermente arricciate verso l'alto, o come i suoi occhi verdi come il mare si illuminano quando racconta una barzelletta ed io rido un po'.
"Lauren, puoi prendere della farina? E' laggiù." Harry dice ed indica il retro della piccola cucina.
Con l'enorme ciotola di farina in mano, torno da Harry che si gira e allunga le braccia per prendere la ciotola pesante piena di quest'ultima. Le nostre mani si scontrano e inciampo sui miei piedi. Tutta la farina finisce sul grembiule di Harry e sul suo maglione.
"Oddio, mi dispiace." Dico e mi mordo il labbro per non scoppiare in una risata. Harry guarda i suoi vestiti sporchi in maniera scioccata.
"Ed io che pensavo di essere goffo." Harry borbotta e prova a togliere la farina dal grembiule.
Velocemente, cammino verso il lavandino e bagno uno strofinaccio per Harry, ma mi blocco quando lui mi rompe un uovo in testa. Tutto il tuorlo gocciola giù per i miei capelli. Ansimo.
"Harry!" Urlo e mi giro di scatto per vederlo dritto in piedi a pochi passi da me, e con altre tre uova in mano.
"Non sarei dovuto venire così vicino." Harry minaccia e solleva la mano con le due uova.
Mi guardo intorno e trovo il latte. Apro la bottiglia e gli rovescio il contenuto addosso. Harry urla e reagisce immediatamente rompendomi le due uova sulla spalla. La nostra piccola battaglia di uova, farina e latte continua finché io ed Harry non siamo completamente coperti da questi ingredienti.
Alla fine, Harry è davanti a me con una bottiglia di latte ed io tengo in mano una piccola ciotola piena di farina. Ci fissiamo e aspettiamo che l'altro si avvicini. È Harry che fa il primo passo.
Ma invece di versarmi in testa la bottiglia di latte, mi bacia ed io faccio cadere la ciotola dallo shock. Harry mi spinge contro il bancone e cammina sopra la ciotola che ora si trova per terra. Le mie mani viaggiano per le sue braccia fino ai capelli, che afferro saldamente. Le sue labbra sanno di tuorlo d'uovo, farina e latte, ma nonostante ciò hanno un loro sapore.
"Guarda che casino che hai creato." Harry sussurra e mi bacia ancora.
Poi mi solleva così sono seduta sul piano di lavoro. La sua mano libera scorre sulla mia gamba e finisce sulla mia schiena, poi mi tira ancora più vicina al suo corpo.
Ma improvvisamente sento del liquido freddo gocciolare dai miei capelli e lascio andare un urlo. Harry mi sta versando il latte sopra la testa un'altra volta.
"Basta, basta, basta Harry!" Rido e lui mi segue. Quando la bottiglia è vuota, Harry la mette accanto a me e prende a coppa le mie guance per baciarmi di nuovo.
Poi, si sposta un po' e rimaniamo a fissarci senza fiato. Le labbra di Harry formano un sorriso ed io non posso fare a meno di ricambiarlo.
"Ti piacerebbe uscire con me oggi?"
"Se comprende latte, farina o uova, no." Rispondo e ridacchio.
"Ti prometto che il cibo sarà già finito."
"Beh in questo caso, amerei uscire con te."
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Harry Styles Imagines // libro due (Italian Translation)
Fanfiction(2) Una collezione di 'immagina' su Harry Styles scritte da dearharold. -Le storie NON sono mie, ma sto traducendo il secondo libro originariamente scritto in inglese con il consenso dell'autrice. Tutti i crediti, meriti o complimenti vanno all'autr...
