CORDA SPEZZATA
Canticchiando, scesi le scale, sistemandomi la maglietta con una mano e strofinandomi la faccia con l'altra. Era stata una notte davvero stancante anche se non avevo fatto nulla eccetto aspettare che Harry tornasse a casa. Quando furono le 3 e di lui non c'era ancora nessuna traccia, decisi di andare a dormire. Se andava tutto bene, sarebbe potuto rimanere a dormire a casa di un suo amico.
Ma nemmeno il caffè caldo che bruciò la punta della mia lingua mi fece svegliare. Avevo un terribile mal di testa a causa dell'assenza di sonno e i miei occhi si chiudevano ogni due secondi.
In qualche modo, riuscii ad arrivare in soggiorno e mi sarei seduta sul divano se non fosse già stato occupato. Vidi un grande torso nudo, sul cuscino erano posati dei ricci scompigliati, ma non fu questa visione a darmi fastidio, a ferirmi. La cosa che mi ferì fù che là, affianco a lui, stava stesa una rossa che dormiva pacificamente sul suo petto come se lui fosse stato suo.
La mia tazza di caffè cadde al suolo emettendo un suono devastante, e quel suono mi ricordò tanto quello che aveva appena fatto il mio stesso cuore. Harry borbottò e aprì gli occhi, girando pigramente la testa nella mia direzione.
Io ero in piedi, immobile, mentre li guardavo con la bocca spalancata.
La vista mi feriva, ad ogni respiro che emettevo una coltellata mi attraversava il petto.
"Sasha." Harry sussurrò scioccato e sembrò avvertire solo il quel momento il peso della rossa sul suo petto perchè guardò in basso disgustato, spostandola immediatamente da lui, gesto che la fece svegliare.
"Cosa.. oh." Disse lei quando mi vide. Non avevo ancora detto una parola e non avevo intenzione di farlo dato che non ne avevo. Non ero in grado di formulare un discorso figuriamoci dire una sola parola.
"Sasha." Harry ripetè il mio nome come se questo minimizzasse il dolore. Harry si alzò e la rossa afferrò velocemente i suoi vestiti e se li mise, realizzando che nessuno la voleva ancora lì.
Inciampai all'indietro, sentii solo in quel momento il liquido caldo sotto i miei piedi, il quale era sparso su tutto il pavimento, così come i minuscoli pezzetti che prima componevano la tazza.
"Non è.. non volevo.."
"Vattene." Sussurrai, la mia voce tremante e roca, capace di dire una sola parola, quella.
"Sasha, piccola, mi dispiace. Non stavo pensando, ero ubriaco.. io.. non significa niente."
Una risata sarcastica scappò dalle mie labbra e tutto quello che riuscii a fare fù accucciarmi per raccogliere i pezzi sul pavimento, non prestando attenzione ad Harry. Gli avevo già detto cosa volevo che facesse. Non volevo ascoltare quanto era dispiaciuto, volevo solo che se ne andasse e non tornasse mai più.
"Sasha, hey." Implorò, e toccò gentilmente il mio braccio che strattonai via.
"No. Sai cosa? Me ne vado io. Lascio questo cazzo di appartamento, te e tutto questo. Fottiti, che si fotta tutto questo. Cazzo!" Urlai, il mio corpo tremava di dolore e rabbia.
4 MESI DOPO
Ero sdraiata sul divano con affianco la mia migliore amica, Isabelle. Stavamo entrambe fissando il soffitto, ma rimanevamo in silenzio. Lei era l'unica dalla quale potevo correre quando andava davvero male, era l'unica che mi accoglieva quando non avevo nessun'altro da cui andare, era l'unica che aveva ascoltato i miei sfoghi e i miei pianti, di giorno in giorno.
"Sono passati quattro mesi, Sasha." Disse Isabelle, sospirai. Lo sapevo quanti giorni prima lo avevo lasciato. Lo sapevo perfettamente, e ogni mattina quando mi alzavo senza lui al mio fianco mi veniva ricordato cosa avevo perso a causa del suo errore.
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Harry Styles Imagines // libro due (Italian Translation)
Fanfiction(2) Una collezione di 'immagina' su Harry Styles scritte da dearharold. -Le storie NON sono mie, ma sto traducendo il secondo libro originariamente scritto in inglese con il consenso dell'autrice. Tutti i crediti, meriti o complimenti vanno all'autr...
