07 - Mia (au)

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MIA

Arrabbiata, mi girai sulla sedia e fissai lo schermo del mio computer. Come si permetteva di flirtare con le sue dipendenti davanti agli occhi della sua fidanzata che ero io? Mi azzardai a dare uno sguardo alla scena e lo vidi guardare la ragazza, che era persa nel suo mondo, con un mezzo sorriso che faceva impazzire le donne. E la donna con cui stava parlando stava quasi per sbavare su tutta la scrivania mentre gli parlava.

Harry Styles era il mio capo e io la sua segretaria e dipendente, ma avevamo una relazione segreta. Non voleva che si sapesse in ufficio per evitare che gli altri dipendenti pensassero che potessi avere dei vantaggi dato che ero la sua ragazza. Tuttavia, alcuni dipendenti sospettavano che tra noi ci fosse qualcosa dal momento che io ed Harry avevamo fatto cose erotiche nel suo ufficio un po' troppe volte.

Ma anche se la nostra relazione era un segreto in ufficio, lui non aveva diritto di flirtare con le altre donne, e nemmeno di guardarle nello stesso modo in cui guardava me. Volevo prendere la ragazza dai capelli, allontanarla da Harry e farle capire che era mio.

Comunque, non potevo dare la colpa a lei. Non era colpa sua se il suo capo (ovvero il mio ragazzo) era incredibilmente attraente. Specialmente quando indossava un completo da lavoro, come il suo petto muscoloso si intravedeva da sotto la maglietta, o come leccava le sue labbra, o come si passava le dita tra i capelli..

Decisi così di non prendere la ragazza dai capelli e trascinarla via da lui ma mi affidai alla mia pazienza e l'autocontrollo di Harry. Se lui poteva flirtare con le altre donne, anche io potevo flirtare con altri uomini. Mi alzai e uscii dal mio ufficio sorpassando Harry senza guardarlo.

Entrai nell'ufficio di un dipendente che mi aveva chiesto ripetute volte di uscire e continuava a farlo. Certamente, lo avevo sempre rifiutato dal momento che avevo già qualcuno con cui uscire ma questa volta avevo cambiato idea. Harry odiava questo ragazzo, non come lavoratore o come persona, ma perché continuava a flirtare con me. Dovevo spesso stare a sentire come Harry lo odiava perché continuava a chiedermi di uscire, quindi sapevo che tipo di effetto potesse avere la mia azione sul mio ragazzo.

"Hey John." Lo salutai mentre mi allungavo leggermente per posare la mia mano sul bordo della sua scrivania. "Volevo chiederti se ti va di andare fuori a pranzo?"

"Noi? Io e te insieme?"

"Si."

"Non viene nessun'altro con noi?"

"No, solo io e te."

"Certi, mi piacerebbe!" Esclamò felice mentre ridacchiai, prese la giacca e il cappotto. Lasciammo il suo ufficio e vidi Harry guardarci. Colsi l'opportunità per girarmi e afferrare il colletto della maglia di John.

"Sei incredibilmente attraente in questo completo." Dissi e John spalancò la bocca, non sapendo cosa rispondere. Con la cosa dell'occhio vidi Harry venirci incontro. John prese la mia mano e deglutì quando vide Harry e la sua espressione seria.

"Dove stai andando?"

"A pranzo con John, signor Styles." Risposi innocente. Harry afferrò la mia mano e mi portò più vicina a lui e di conseguenza lontana da John. Provai a nascondere il sorriso che stava crescendo sulle mia labbra ma non funzionò.

"Non credo proprio." Mi disse e si girò verso John. "E lei, signor Walker, può trovarsi un'altra compagnia per il pranzo. Lei è già occupata." Harry ringhiò e mi portò con lui nel suo ufficio.

Harry sbatté la porta e la chiuse a chiave. Sentivo la temperatura della stanza aumentare gradualmente e il mio respiro accelerare, ma ero soddisfatta perché avevo ottenuto ciò che volevo.
Un Harry geloso.

"A cosa cazzo stavi pensando mentre flirtavi con John?" Ringhiò e mi spinse contro il bordo della scrivania. "Sai quanto odio quel ragazzo. Cazzo, lo odio, cosa cazzo ti è passato per la testa? Toccarlo come se fossi sua."

"Ho solo detto che era attraente in quel completo."

"L'hai fatto, eh?" Disse Harry, e mi fece sedere sulla scrivania.

"Penso anche," Dissi e alzai lo sguardo verso i suoi occhi verdi che stavamo bruciando di rabbia e gelosia. "Come i suoi muscoli si tendono contro la giacca." Dissi, le mia dita correvano sul tessuto della giacca di Harry, sentivo i suoi muscoli tendersi.

"Non hai nessun diritto di parlare così degli altri uomini, almeno finché sei mia."

"Lo sono ancora? O hai già trovato qualcun altro? Cosa mi dici della donna alla reception? O ancora, la nuova dipendente. Ti ho visto fissarla, Harry." Gli dissi e sbottonai i primi due bottoni della sua camicia. "Quelle donne ti stavano facendo impazzire con i loro vestiti corti."

"Non ė vero." Disse e si chinò, la sua fronte contro la mia, le punte dei nostri nasi si toccavano, ma non le nostre labbra. "Tu sei l'unica a farmi impazzire."

"Allora perché stavi flirtando con quelle donne?" Dissi, portando la nostra conversione ad un livello più serio. "Lo odio. Odio vederti fissare il sedere delle altre donne. Lo odio davvero tanto."

"Io amo te, Ruth, solo te." Disse Harry e mi baciò rudemente, le sue dita afferrarono le mie cosce facendomi più vicina a lui. "Tu sei mia, piccola, solo mia."

"E tu? Tu di chi sei?" Chiesi, volendo disperatamente sentire che lui era mio come io lo ero.

"Sono tuo." Disse e mi baciò, seppellii le mie dita nei suoi capelli, accarezzandoli. Il mio lucidalabbra rosso stava perdendo il suo colore a causa dei rudi baci di Harry. Le sue labbra si spostarono sul mio collo, scesero poi sul mio petto, lasciando una scia di baci.
La parola 'mia' era mormorata contro la mia pelle e mi sentivo in paradiso mentre le sue labbra lavoravano sulla mia pelle bollente.

"Ti amo così tanto, piccola." Sussurrò Harry, il suo pollice accarezzò il mio labbro inferiore prima di provarmi che ero solo sua.

Harry Styles Imagines // libro due (Italian Translation)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora