02 - Opera d'arte (au)

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WORK OF ART

"Quindi, è interessato a questo dipinto?" Chiesi al ragazzo davanti a me che guardava il quadro con sguardo sospettoso.

Eravamo in piedi davanti a quel quadro da almeno un'ora, provavo a venderlo all'uomo, ma ogni volta veniva fuori con nuove domande, osservazioni e fastidiose proposte.

"Quanto devo pagare per questo quadro?"

"£1500," Dissi per quella che sembrava la centesima volta, "se dice che vuole portare un po' di colore nel suo ufficio. Il dipinto non è complicato da abbinare, è semplice con diversi effetti che lo rendono interessante. Regalerebbe al suo ufficio una bella atmosf-"

"Lo prendo." Disse un'altra voce proveniente da dietro il ragazzo. Quando questo fece un passo indietro vidi un altro ragazzo in piedi davanti a noi, che diede una veloce occhiata al dipinto prima di focalizzarsi su di me.

Lo fissai di rimando, principalmente guardai i suoi occhi verde chiaro che mostravano arroganza e dolcezza allo stesso tempo. Sebbene fossi completamente catturata da quegli occhi verdi riuscii a distogliere lo sguardo. Ma essi rimasero su di me. I suoi capelli scuri stavano in un ciuffo tenuto alto in modo da scoprire la fronte, lasciando però liberi i ricci ai lati. Il ragazzo era vestito con dei jeans neri stretti e una maglia bianca.

Ma l'uomo con cui stavo parlando prima mi risvegliò dai miei pensieri quando disse: "Mi scusi, signore, ma stavo già pensando io di comprare questo dipinto."

"Beh, lei sta ancora pensando, mentre io ho già preso una decisione." Rispose il ragazzo e un piccolo sorriso crebbe sul mio viso quando camminò verso di me, "Sono Harry Styles."

"Si, okay, buongiorno Signor Styles. Sono la signorina Y/L/N." Dissi, porgendo la mia mano che incontrò la sua, calda e morbida.

"Qual è il suo primo nome?"

"Y/N."

"Bene, Y/N, insieme al dipinto è compresa anche lei nell'acquisto?" Chiese spavaldo facendomi ridere rumorosamente.

"Credo debba contraddirla. Non sono compresa nel suo acquisto per il semplice fatto che non può comprarmi." Dissi, incrociando le mani sulla schiena.

Un ghigno comparve sulle labbra di Harry. Era come se il mio rifiuto non l'avesse toccato affatto.

"C'è un altro modo per vederla allora?"

"Si, potrebbe comprare altri quadri la prossima settimana così ci potremmo riincontrare." Risposi, contrattando più del solito. Lui era sicuramente un bell'uomo, avrà avuto sicuramente delle belle mani ma non mi sarei mai dimenticata in cosa consisteva il mio lavoro.

"E posso-"

"Signore, voglio davvero contrattare-" L'altro ragazzo ci interruppe.

"Vuole stare zitto ora?" Harry chiese arrabbiato.

"Okay, mi scusi ma devo andare." Il mio primo cliente disse frustrato, girandosi per andarsene. I miei occhi si allargarono e lo seguii più veloce che potei.

"No, signore! Signore Cooper, la prego aspetti! Noi possiamo- Io posso.." Urlai dietro di lui ma non mi ascoltò. "Perfetto, fottutamente prefetto." Mormorai e mi girai, solo per correre contro Harry.

"Lei mi ha fatto perdere un potenziale cliente," lo accusai, "ce l'avevo quasi fatta! Ha idea di quanti soldi ho perso per colpa sua? Grazie per avermi rovinato la giornata." Dissi e lo sorpassai, incrociando le braccia sul petto mentre mi dirigevo in ufficio. Ma sentii dei passi pesanti dietro di me, che mi seguivano.

"Hey, hey, hey, Y/N. Calmati, okay? Mi dispiace, non era mia intenzione." Si scusò, "Come posso farmi perdonare?"

"Riportando indietro il mio cliente, Signor Sty-"

"Harry."

"Harry," Dissi, pronunciando il suo nome mentre tenevo un tono di voce arrabbiato, "il mio cliente se n'è andato per colpa tua e della tua arroganza! E se avesse avuto tanti amici che amano l'arte come lui? E ora? Ora, non gli andrà a dire quanto siamo bravi. Abbiamo probabilmente perso un gruppo di clienti perché tu devi essere rude!"

"Whoah, calmati! Lui mi ha interrotto mentre stavo parlando e non avevo motivo di essere gentile."

"Non avresti dovuto essere così rude, comunque."

"Gli ho solo detto di chiudere la bocca."

"Non avevi nessun diritt-" Ma venni interrotta da una perdita d'aria. Harry mi spinse dietro l'angolo contro il muro. Ero intrappolata tra il suo corpo e la parete fredda. Sollevai le mani, provando a spingerlo via ma sembrava impossibile.

"Tesoro, basta ad arrabbiarti. Se ti fa sentire meglio ti compro il quadro per il doppio del prezzo. E ho dei buoni amici che amano l'arte. Parlerò loro di questo posto." Disse Harry, il suo respiro si scontrava con il mio viso ma non mi importava. Volevo solo baciarlo e non pensare alle responsabilità.

"Non chiamarmi tesoro."

"Amore?" Un ghigno evidente sulle sue labbra.

"No, non darmi nomignoli," risposi, girai la testa di lato per interrompere il contatto visivo. "Ma, ci sarebbe un modo per farti perdonare."

"Quale sarebbe quest'altro modo?" Ghignò Harry. Le sue dita afferrarono il mio mento e girarono il mio viso verso di lui. L'altra mano andava su e giù sul mio fianco. Mi dimenticai completamente delle altre persone che avrebbero potuto scoprirci da un momento all'altro.

"Avresti potuto chiedermi di uscire," dissi essendo ora l'unica a ghignare, "ma hai scelto la via più costosa, ma non mi interessa in realtà. Mi piacciono entrambi i modi."

"E se facessi entrambe le cose?" Chiese Harry e un'ondata di coraggio mi colpì. Le mie mani afferrarono il colletto della sua maglietta, portandolo più vicino a me ma lasciando ancora lo spazio tra le nostre labbra.

"Questa è sicuramente un'altra possibilità." Sorrisi, le mie dita accarezzavano il suo petto. Mi faceva sentire strana il fatto di essere così a mio agio stando pressata contro la parete da un ragazzo che stava quasi per baciarmi nel mio posto di lavoro.

"Quindi, Y/N, verresti ad un appuntamento con me?" Disse Harry guardando per un secondo la mia scollatura prima di tornare sui miei occhi.

"No." Dissi, mordendomi il labbro fermando il ghigno che stava nascendo sul mio viso. Harry corrugò le sopracciglia, confuso per la mia risposta.

"Sei una a cui piace giocare. Mi piace," Commentò, sogghignando, le sue mani ancora sui miei fianchi, "Sai, se ci conoscessimo da più tempo ti bacerei proprio ora." Harry sussurrò, le sue labbra dannatamente vicine alle mie, provai a controbattere ma la mia bocca era secca.

"Perché abbiamo bisogno di conoscerci da tanto?" Sussurrai, sperando che Harry prendesse le mie parole come un invito a baciarmi.

Le sue labbra si scontrarono con le mie e tutta l'aria uscì dai miei polmoni. Mosse le sue labbra lentamente e sensualmente, facendomi impazzire con un solo bacio.

"Domani, alle 7, davanti a questo negozio. Ti verrò a prendere qui." Harry mormorò contro le mie labbra, i suoi occhi ancora mezzi chiusi.

"Ho detto di no."

"Non mi interessa, amore."

Harry Styles Imagines // libro due (Italian Translation)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora