Capitolo 14 - 1

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Sara entrò nel Dipartimento degli Auror a passo di carica. Era emozionata, sconcertata, su di giri. Aveva la testa piena di domande, di emozioni, di pensieri. Aveva appena rivisto Sirius. 

E Lily. E James. Era sconvolta, eppure non lo era. Aveva avuto il cuore in gola per tutto il tempo, eppure era felice. Stupidamente felice.

Ora però doveva mettere da parte tutto per rimettersi al lavoro, chiudere ogni pensiero riguardo all'Ordine della Fenice e a Grimmauld Place e alle persone che c'erano in quella casa in una scatola e lasciarlo lì. Almeno per un po'. 

"Va bene, Frank. Aggiornami mentre andiamo." Frank la stava aspettando con una cartellina tra le mani e una valigetta nera appoggiata accanto ai piedi. "Che cosa abbiamo?"

Insieme iniziarono a camminare lungo il corridoio. "Roger e Olga sono già sul posto. Theofilius Roth è stato trovato morto dalla sorella, in casa sua. La sorella era andata a trovare un'amica in Cornovaglia ed è stata via per cinque giorni. Quando è tornata, ha trovato il fratello riverso sul pavimento del salotto." 

Sara premette il pulsante dell'ascensore per andare nell'Atrium. "Qualche segno di effrazione?"

"No. La signora Roth sostiene che la porta fosse chiusa a chiave al momento del suo arrivo, così come tutte le finestre. Anzi, ha dovuto usare la bacchetta per aprire il catenaccio. La porta era chiusa dall'interno."

"Causa del decesso?"

"È ancora da chiarire, ma sembra Maledizione Senza Perdono."

Sara sospirò e si grattò un sopracciglio. Si profilava un altro di quei casi con pochissimi indizi e nessun sospettato plausibile. Frank uscì dall'ascensore e svoltò nel corridoio che conduceva al parcheggio con i mezzi di servizio del Ministero. Sara lo seguì fino a un'auto che li stava aspettando, un inserviente teneva aperto lo sportello e aveva già acceso il motore.

Percorsero in silenzio il tragitto dal Ministero alla scena del crimine. Erano in un sobborgo babbano composto prevalentemente da villette tutte uguali. Le case, con non più di due piani e i soffitti bassi, si succedevano una accanto all'altra, distinguibili solo dal colore differente delle porte e dallo stato di cura variabile dei giardini.

Frank fermò l'auto accanto al marciapiede dell'ennesima via uguale alle altre. C'erano già altri veicoli del Ministero fermi davanti a un cancello basso pitturato in verde scuro. La casa dei Roth era una delle più curate. La vernice bianca delle persiane era stesa in modo perfetto, senza sbavature o sbucciature. L'erba del fazzoletto di prato davanti alla casa era tagliata a regola d'arte e il cespuglio di rose sotto la finestra a bovindo era potato e regolato in modo da avere una forma quasi perfettamente circolare.

"Capo," Roger li accolse davanti alla porta d'ingresso. Sfilò un paio di guanti di lattice e li infilò in una busta di plastica. "Vuoi vedere prima la scena oppure preferisci parlare con la sorella della vittima?"

Sara sbirciò attraverso la finestra illuminata a destra della porta. Al tavolo di una piccola cucina sedeva una donna con i capelli grigi corti e le spalle curve in avanti su una tazza di qualcosa di fumante. "Prima voglio vedere la scena."

Roger annuì e le porse soprascarpe usa e getta e guanti in lattice. Sara li indossò prima di entrare, sotto lo sguardo scettico e vagamente divertito dei Tiratori Scelti e degli Obliviatori. Il loro compito era pattugliare la zona e occuparsi di qualsiasi babbano dovesse andare a ficcanasare. Da sempre trovavano ridicoli i protocolli che Sara aveva introdotto, mescolando le pratiche magiche con le procedure babbane. Lo stesso valeva per molti dei suoi colleghi del Dipartimento. Ma lei sapeva che la cosa più importante per risolvere un caso era preservare la scena del crimine e l'avrebbe fatto, che i suoi colleghi la trovassero ridicola oppure no.

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