Capitolo 15 - 8

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Sara si sentiva stupida.

Molto, molto stupida.

Aveva passato la giornata al lavoro a desiderare di trovarsi a Grimmauld Place. Doveva concentrarsi sui casi di omicidio ma continuava a pensare a Sirius, alla loro conversazione nella stanza con Fierobecco, ma anche a Lily e a tutte le cose che doveva dirle.

Ma ora che era dove voleva essere non faceva altro che pensare ai due casi di omicidio totalmente irrisolti che gravavano sulla sua scrivania. Aveva l'occasione di stare con Lily — e con Sirius — e invece si preoccupava del lavoro.

Ma ancora peggio era che, adesso che si trovava nella biblioteca del padre di Sirius, con davanti la prima occasione concreta di scoprire qualcosa, non riusciva a concentrarsi sulla ricerca del libro. Ogni centimetro della sua pelle era quasi dolorosamente consapevole di trovarsi da sola con Sirius dietro una porta chiusa.

Definire la collezione del signor Black biblioteca non era eccessivo. Situata al piano nobile della casa, la stanza era decisamente la più grande tra quelle che Sara aveva visto fino a quel momento. Al centro dominava una pesante scrivania intarsiata, che in quel momento si vedeva appena, coperta com'era da cataste di libri e rotoli di pergamena. Le pareti erano tappezzate di scaffali in legno scuro che andavano dal pavimento al soffitto; perfino le finestre erano circondate da libri su tutti e quattro i lati. Alle spalle della scrivania, alcune teche contenevano i pezzi più pregiati della collezione.

Lily le aveva accennato che stavano sistemando, ripulendo e catalogando la biblioteca, ma fino a quel momento Sara non aveva realizzato la portata dell'impresa.

Quando aveva lasciato la cucina, guidata dall'impazienza febbrile di verificare se davvero poteva esserci una copia di Le Pieghe del Tempo, non si era nemmeno resa conto di non sapere dove si trovasse la biblioteca.

Sirius l'aveva seguita e le aveva fatto strada, su per la scala fiancheggiata dagli inquietanti ritratti e teste di elfi domestici, lungo un corridoio e fino alla doppia porta attraverso la quale si accedeva al sancta sanctorum di Orion Black.

"Non mi sembra che abbiamo trovato quel libro per adesso," aveva detto Sirius, "ma in caso mi fosse sfuggito possiamo controllare qui." Sulla scrivania erano appoggiati lunghi rotoli di pergamena su cui a tratti Lily e a tratti Remus avevano riportato titoli e autori. Sara riusciva a riconoscere entrambe le calligrafie.

Avevano fatto scorrere lo sguardo sui rotoli, dividendosi il lavoro, ma il libro non si trovava tra quelli già catalogati. Non restava che esaminare il resto. E così si erano messi al lavoro, ai capi opposti della stanza per procedere lentamente verso il centro.

Sara deglutì e rimise a posto un libro che non aveva niente a che fare con quel che cercava. Gettò un'occhiata alla sua destra. Sirius era concentratissimo nella ricerca e non la degnava di uno sguardo. Ma che cosa si era aspettata?

L'ultima volta che si erano trovati da soli, nella camera di sua madre, l'aveva respinto. Lui si era avvicinato, le aveva messo le mani sulle spalle — bastava il pensiero a farla avvampare — e lei si era tirata indietro, ma era stata più che altro la sorpresa. 

Di tutte le cose che avrebbe potuto dire, si era scusato con lei. Come se avesse fatto qualcosa di male. Come se non fosse stato vittima del dramma che li aveva colpiti entrambi.

E poi le aveva detto Mi sei mancata.

Dio. Anche lui le era mancato.

All'inizio era stato come andare in giro con un coltello costantemente piantato nello stomaco, dilaniata tra l'odio che provava per lui per aver tradito Lily e James e l'odio che provava verso se stessa perché non riusciva a dimenticarlo né, evidentemente, a smettere di provare qualcosa per lui.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Feb 01, 2022 ⏰

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