Capitolo 9-4

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Gocce di sudore freddo scivolavano lungo la spina dorsale di Sara. Stava viaggiando verso Londra con i resti riesumati di Peter Minus nel bagagliaio e con in testa un piano piuttosto vago per far emergere la verità. Sapeva che Frank, seduto al posto del passeggero, continuava a lanciarle occhiate preoccupate, ma temeva che se avesse aperto bocca per parlare avrebbe detto una cosa di troppo. O avrebbe vomitato ancora.

Tutto quello che sapeva era che non poteva essere lei a fare la scoperta. Dai rapporti ufficiali non poteva, non doveva risultare che fosse stata lei a scoprire che Peter Minus era un Animagus, né che il taglio era stato autoinflitto e nemmeno che era ancora vivo. Se un giorno fosse venuta fuori la sua precedente relazione con Sirius, tutto questo avrebbe potuto invalidare l'indagine e rimettere in discussione il caso. Non lo poteva permettere. Doveva essere Frank a fare le scoperte fondamentali, in quel modo nessuno avrebbe potuto mettere in dubbio l'obiettività del procedimento.

Tutto quello che doveva fare era dirigerlo nella direzione giusta senza che se ne accorgesse. Una cosa facile.

Quando arrivarono al Dipartimento, portando con loro la cassetta contenente il dito di Minus, diverse teste si voltarono a osservare il loro passaggio. In nessun posto, neanche a Hogwarts, le voci correvano in fretta come al Ministero. La loro carriera era appesa a un filo. Un passo falso, un errore e sarebbe stata la rovina.

Ma non aveva importanza.

Tutto quello che importava era che Sirius era innocente e lei doveva riuscire a provarlo. A ogni costo. Se nel farlo avesse distrutto la sua carriera, ne sarebbe comunque valsa la pena. Però poteva ancora cercare di salvare quella di Frank.

Evitando i colleghi che cercavano di fermarli per fare domande, raggiunsero la stanza per l'esame delle prove e si chiusero la porta alle spalle. Era ora di mettere in atto il suo piano.

"Va bene, conosci il protocollo." Sara fece un cenno con il mento verso la cassetta, poi si chinò a prendere la macchina fotografica da uno stipetto. "Tu esegui le prove e io documento."

"Io? Non preferiresti farlo tu, Capo?" Frank aveva la fronte increspata dalla perplessità.

"No. Vorrei che lo facessi tu. Sei perfettamente in grado. Avanti."

Frank Parker conosceva il protocollo a menadito, così come gli altri membri della sua squadra. Era stata lei a stilarlo e aveva insistito perché lo imparassero. L'aveva pensato per standardizzare il modo in cui venivano trattati i reperti e per essere sicura che non sfuggisse mai niente per disattenzione o superficialità. Tutti i reperti venivano sottoposti alla stessa serie di incantesimi e test, sempre nello stesso ordine, in modo da accertare la presenza di incantesimi, tracce di pozioni, fatture. E trasfigurazioni.

Mentre Frank iniziava la procedura, annotando su una pergamena la data, l'ora e il luogo, Sara iniziò a scattare foto della cassetta sigillata. Frank indossò i guanti e la aprì con un colpo di bacchetta. L'odore che ne uscì gli fece storcere il naso, ma si trattava solo di un dito, inumato da più di dieci anni. Quello che restava erano praticamente soltanto ossa.

"D'accordo, al lavoro. Mentre procedi, raccontami quello che fai."

Frank eseguì. Estrasse i resti dalla cassetta e li posò sul tavolo ben illuminato. Aprì sportelli e cassetti e prese a montare una serie di alambicchi e serpentine contenenti pozioni di diversi colori.

"Per prima cosa eseguirò i test per verificare la presenza di tracce dell'utilizzo di pozioni, ante mortem e post mortem."

Era una faccenda lunga. Richiedeva tempo e pazienza, e Sara cominciava a sentirsi a corto di entrambe. Aveva sprecato così tanto tempo che pensarci le faceva rivoltare lo stomaco. Ancora una volta aveva giudicato male Sirius, proprio come quando si erano conosciuti, e ancora una volta era stata smentita. Ma allora era stato l'errore di una ragazzina arrogante che stava sulla difensiva per natura. Quale scusa poteva trovare adesso? Continuava a essere una sciocca che non vedeva a un palmo dal naso fino a quando non sbatteva la faccia nel muro.

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