Capitolo 9-2

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I resti di Peter Minus erano seppelliti nel cimitero del villaggio in cui sua madre era vissuta fino alla morte. Gli addetti del Ministero, con l'aria imbronciata per essere stati tirati giù dal letto alle prime luci dell'alba, muovevano svogliatamente le bacchette spostando la terra per riportare alla luce la bara. Sara li osservava, la schiena appoggiata alla parete della piccola chiesa, una sigaretta stretta convulsamente tra le dita. Frank documentava tutto per il rapporto ufficiale.

Sirius era innocente.

Una piccola parte di lei era così felice di quella scoperta da farle venir voglia di piangere. Un'altra parte di lei era un grumo di dolore pulsante che minacciava di mandarla in pezzi. Si aggrappava alla sigaretta e alla parete della chiesa per non crollare, ma tutto congiurava contro di lei. Anche i ricordi.

Ogni pretesto era valido per rivivere qualche momento trascorso con Sirius. Una litigata nei corridoi di Hogwarts, il loro primo appuntamento, la volta in cui era stato ferito dai Mangiamorte e aveva temuto di perderlo, la prima volta che aveva visto il suo appartamento.

Ma il ricordo più potente di tutti era quello del matrimonio di Lily e James. La chiesa a cui era appoggiata assomigliava molto a quella in cui si erano sposati i Potter e il pensiero era sufficiente a precipitarla nei ricordi del giorno che aveva cambiato tutto.

Per una volta non era dovuta sgattaiolare via da Hogwarts di nascosto, come quando aveva accompagnato Lily a scegliere il vestito. Aveva ottenuto il permesso dal Professor Silente, anzi aveva viaggiato con lui in una delle carrozze. Anche Silente era invitato al matrimonio.

Sara era emozionata. Per la prima volta partecipava al matrimonio di un'amica e non di qualche lontano parente di cui non sapeva niente. Era contenta per Lily. Lei e James sembravano molto felici insieme e meritavano di godersi quella giornata speciale, anche se tutto il resto stava andando a rotoli. A Hogwarts non arrivavano molte notizie, ma quello che leggevano sulla Gazzetta del Profeta era sufficiente a far drizzare i capelli in testa.

Avevano scelto di sposarsi nella chiesa di Godric's Hollow, il villaggio dove sarebbero andati a vivere. Per il rinfresco invece avevano trovato una vecchia villa con un grande salone non lontano da lì. Era disabitata da tempo, ma i proprietari avevano accettato di affittarla per un giorno. Da quello che Lily le aveva raccontato nelle sue lettere, avevano fatto miracoli per rimetterla in sesto in tempo.

Arrivati a Godric's Hollow, Sara si separò da Silente. Era partita indossando semplici vestiti babbani, con l'idea di cambiarsi all'arrivo. Il vestito elegante che aveva comprato apposta per l'occasione e le era costato metà dei suoi risparmi non avrebbe retto un viaggio in carrozza volante da Hogwarts. Si infilò nel pub del villaggio, si chiuse nel bagno e si cambiò. Il piccolo specchio sopra il lavandino non era proprio l'ideale per truccarsi, ma fece del suo meglio. Non voleva sfigurare accanto alle amiche di Lily.

Mentre attraversava di nuovo il pub e tornava in strada, diversi avventori si voltarono a guardarla. L'imbarazzo per il suo abbigliamento, inappropriato per un pub, le strisciò su per il collo scaldandole le guance. Uscendo controllò il proprio riflesso nel vetro della porta. Sembrava che il vestito fosse a posto, anche se si sentiva un po' ridicola coi tacchi alti. Non era abituata a portarli. Per fortuna la chiesa non era distante.

Sul sagrato gli ospiti cominciavano a radunarsi. Sara riconobbe diverse persone, nessuno che conoscesse a sufficienza da avvicinarsi a chiacchierare. Si sentiva un po' fuori posto, ma era andata per Lily. A lei faceva piacere che ci fosse e questo doveva bastare. Tuttavia, entrare in chiesa portando il borsone con i vestiti di ricambio non poteva andare, avrebbe rovinato l'effetto della pochette coordinata col vestito. Attese in disparte che gli altri prendessero posto in chiesa, poi si avvicinò ad una delle fioriere, si gettò un'occhiata intorno e nascose la borsa tra la fioriera e il muro della chiesa. L'avrebbe recuperata più tardi.

Fuori c'era un bel sole, era una giornata di maggio insolitamente calda, ma la chiesa all'interno aveva il freddo tipico degli antichi edifici di pietra. Sara si strinse la stola sulle spalle e scelse un posto nelle ultime file.

"Ma guarda chi si vede."

Sara si voltò. "Remus, che piacere vederti!"

"Lily sarà contenta che tu sia riuscita a venire. Perché non vieni a sederti con noi?" Remus fece un gesto verso le prime panche della chiesa. Sara seguì la linea tracciata dalla sua mano. Peter era vicino all'ingresso e indicava agli ospiti in quale parte della chiesa sedere. James invece era in piedi a pochi passi dall'altare. Accanto a lui c'era Sirius.

"Non sono sicura che sia una buona idea." Sara tornò a guardare Remus.

Lui aveva l'aria divertita. "Pensi di evitare Sirius per tutto il giorno?"

"Non proprio. È che ho promesso a Lily che avrei fatto del mio meglio per non litigare con lui, almeno oggi. Forse è meglio— come dire— non sfidare la sorte."

"Capito. Come vuoi. Se cambi idea sai dove trovarci."

Remus si avvicinò al portone per accogliere gli altri ospiti e Sara prese posto nell'ultimo banco. Gli amici di Lily e James continuarono ad arrivare fino a riempire la piccola chiesa. C'erano tutte le amiche di Lily, alcune accompagnate, altre no. Un gruppetto di tre ragazze percorse la navata verso l'uscita, tenendosi sotto braccio e ridacchiando. Sara colse una parte della loro conversazione e dovette sforzarsi per non voltarsi a guardarle.

"Lo sposo non è niente male oggi. Lily ha fatto un bel colpo."

"Io sono più interessata al testimone dello sposo. È davvero un bocconcino! Cosa non gli farei."

La terza non sembrava così assatanata. "E dai, siamo in chiesa. Almeno trattenetevi fino al ricevimento."

Il commento però non sortì alcun effetto. "Con chi è venuto Sirius?"

"È questo il bello! È venuto da solo."

Le loro risate si spensero mentre uscivano sul sagrato, probabilmente per aspettare l'arrivo di Lily. Sara guardò verso l'altare. Sirius era ancora accanto a James, ignaro dei piani di conquista ai suoi danni. Era davvero affascinante, con il completo elegante, la cravatta, i capelli appena tagliati. Stava dicendo qualcosa a James, che gli diede una pacca sulla spalla. Anche James stava molto bene, ma Sirius era a un altro livello. Lo era sempre stato.

Prima che Sara potesse distogliere lo sguardo, Sirius si voltò verso di lei. Sembrò sorpreso per un momento, poi alzò una mano per salutarla. Sara si chiese se non stesse salutando qualcuno alle sue spalle e si voltò a controllare. Quando si girò di nuovo verso l'altare, Sirius aveva un sorrisetto divertito. Sara scosse la testa e sollevò una mano per salutarlo a sua volta.

Forse non sarebbe stato così difficile andare d'accordo con lui quel giorno.

"Capo, hanno finito." La voce di Frank Parker la distolse dai suoi ricordi. "Perché sorridi?"

"Uh? Non sto sorridendo." Sara staccò le spalle dalla parete e raggiunse gli addetti. Avevano estratto la cassetta che conteneva il dito di Minus. "Va bene, torniamo al Ministero. Abbiamo del lavoro da fare."

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