Capitolo 8-1

691 35 0
                                        

"Auror White, non sono sicuro di capire che cosa mi sta chiedendo." Il Direttore del Dipartimento si agitò sulla sedia. "Vuole riesumare i resti di Peter Minus?"

"Esatto." Sara fece un passo verso la scrivania. "Signore, mi rendo conto che possa sembrare strano, ma ha una sua logica."

"Me lo auguro. Mi sta chiedendo di scoperchiare la tomba di quello che è considerato un eroe nazionale."

Frank si sfregò il collo. "Ecco, a questo proposito, l'opinione pubblica potrebbe dover rivedere un po' la sua posizione."

Il Direttore del Dipartimento gli rivolse un'occhiataccia prima di tornare a concentrarsi su Sara. "Si spieghi, Auror White."

"Certo." Sara si lanciò in una dettagliata spiegazione dei test che avevano effettuato e delle conclusioni tratte. Con la bacchetta, ricreò la scena in miniatura. Sottili figure opache e fumose si muovevano a mezz'aria davanti al Direttore, spiegando le loro scoperte.

Alla fine della spiegazione, il Direttore si sfregava il mento con una mano, gli occhi fissi dove fino a poco prima c'erano le piccole figure fumose. "Cosa vuole dimostrare riesumando un dito?"

Sara si strinse nelle spalle. "Non ne sono sicura. Sto solo cercando di vagliare tutte le opzioni. Non è rimasto molto su cui lavorare dopo tutto questo tempo."

"Auror White, le ho affidato una missione. Trovare Sirius Black."

"Con tutto il rispetto, quando ho accettato l'incarico le ho detto che avrei fatto a modo mio. Non sono abituata a lasciare piste non battute. E soprattutto, se vogliamo davvero avere una probabilità di trovare Sirius Black, dobbiamo comprendere le sue motivazioni. È chiaro che setacciare il paese non serve a niente. Bisogna cambiare strategia, entrare nella sua testa per capire perché sia fuggito. Solo così avremo un'idea di dove possa essere."

"Il perché è molto semplice." Il Direttore si alzò e piantò i pugni sulla scrivania. "Era rinchiuso, è scappato. Non serve trasformarsi in psicomaghi per capirlo."

Sara non ci voleva credere. Nonostante tutto quello che era successo con suo figlio e con il Torneo Tre Maghi, il nome di Crouch suscitava ancora abbastanza timore reverenziale da rendere impossibile mettere in dubbio il suo operato. Il Direttore però era una persona ragionevole. Doveva convincerlo. "Ma il punto è perché aspettare tutto quel tempo? Perché restare ad Azkaban per dodici anni, continuando a professare la propria innocenza? E se ci fosse qualche aspetto che non abbiamo considerato? Se ci fosse qualcosa che è sfuggito durante le prime indagini? Abbiamo il dovere di scavare più a fondo. Io non—"

Il Direttore scosse la testa e alzò una mano. Sara si zittì. Non aveva senso insistere. Il Direttore indurì la mascella. "Ho la sensazione che non si fermerà davanti a un rifiuto."

Sara sollevò le sopracciglia. "Diciamo che potrei trovare il sistema di ottenere comunque le informazioni che cerco."

"Deve darmi un po' di tempo. Non avremo questa autorizzazione alla leggera. Non faccia niente di stupido o avventato nel frattempo. Questa storia è già abbastanza complicata così, senza che lei si metta a violare le procedure."

Non era proprio la risposta che aveva sperato, ma meglio di niente. Fece un cenno con la testa a Frank affinché la seguisse fuori.

"Beh, direi che è andata bene."

"Speravo ci desse subito il via libera, ma non si può avere tutto. Ora dobbiamo solo decidere cosa fare nel frattempo."

Fecero una deviazione fino a quella che veniva pretenziosamente chiamata area relax. In realtà era una stanza arredata con mobili che sembravano usciti da una svendita di roba di terza mano dove gli Auror potevano andare a prendere un caffè o mangiare uno spuntino. Una grande caffettiera di vetro e metallo sibilava dolcemente in un angolo del bancone di legno che costeggiava una parete. Con un colpo di bacchetta Frank tramutò il sibilo in uno sciacquio e l'aroma di caffè fresco prese a spandersi per la stanza, poi si voltò verso Sara. "Qualche idea, Capo?"

Che cosa voleva fare? Non c'erano molte cose che potesse fare in attesa di avere il permesso di riesumare il dito di Peter Minus. Continuare a rimuginare sempre sugli stessi documenti aveva poco senso. Sara dubitava che ci fosse altro da scoprire tra quelle carte. Aveva bisogno di nuove informazioni, ma non c'erano molti posti in cui andarle a cercare.

Sara accettò la tazza di caffè che Frank le porgeva. Stava per rispondere alla sua domanda, quando un gruppetto di Auror entrò nell'area relax. Scosse leggermente la testa. Non era un buon momento per terminare la conversazione.

Uno degli Auror si avvicinò con passo baldanzoso e Sara riprese a bere il suo caffè. Doveva finirlo il più in fretta possibile e andarsene.

"Allora White," l'Auror si fermò a pochi passi da lei. "È vero quello che si dice? Che hai fatto le scarpe a Kingsley Shacklebolt?" Aveva stampato in faccia un sorrisetto cospiratorio, ma parlava a voce abbastanza alta da farsi sentire da tutta la stanza. Con la coda dell'occhio, Sara vide diverse teste voltarsi verso di loro.

"Regin, come sempre sei male informato. Non ho fatto le scarpe a nessuno. Mi hanno affidato un incarico e io sto facendo il mio dovere. Avrei fatto a meno di questa gatta da pelare, credimi." Sara buttò giù metà del caffè e si affrettò a lavare la tazza nell'acquaio nell'angolo. Quella conversazione stava suscitando fin troppo interesse. Collins e Dashwood fingevano di sbocconcellare uno spuntino ma stavano chiaramente ascoltando. L'Auror coi capelli rosa, Ninfadora Tonks, non nascondeva nemmeno l'interesse. Guardava apertamente verso di loro.

Ethan Regin si avvicinò ancora. "Faccio fatica a crederlo. A te piace stare al centro dell'attenzione. Non è così? È per questo che non condividi le informazioni coi tuoi colleghi. Vuoi tenere i casi più succosi per te. Per prenderti tutto il merito."

"Non è così e lo sai. Se c'è una cosa che detesto è stare al centro dell'attenzione. L'unico motivo per cui mi assegnano i casi più succosi, come li chiami tu, è che io sono in grado di risolverli. Se ci fossero più Auror competenti e meno spacconi in questo Dipartimento, tutti noi che amiamo stare al centro dell'attenzione potremmo dividere la gloria con altri."

Sara fece per allontanarsi, Frank che la seguiva come una guardia del corpo, ma Regin era di un altro avviso. "Allora non lo neghi? Ti stai occupando di Sirius Black?"

Sara strinse la mascella e si voltò. "Non avrebbe senso negarlo. Per quello che vale, Kingsley Shacklebolt ha fatto un ottimo lavoro. Io sto solo cercando di portare avanti il mio, senza bastoni tra le ruote." Era certa che tutti nella stanza l'avessero sentita e che avrebbero riportato la conversazione ai colleghi.

Mentre marciavano verso l'ufficio, Sara si rivolse a Frank. "Dobbiamo capire perché Black sia fuggito proprio in quel momento. Voglio scoprire che cosa lo abbia spinto a farlo."

"Ma come?"

"Dobbiamo andare ad Azkaban."

...Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora