Sirius non riusciva a smettere di fissare la foto sulla prima pagina del giornale di quella mattina. Ritraeva Caramell che parlava a un gruppetto di giornalisti, i flash dei fotografi che baluginavano di tanto in tanto. Il titolo sopra la fotografia recitava "Clamoroso errore al Ministero", poco sotto il sottotitolo era "Sirius Black, noto criminale, è stato dichiarato innocente".
Ma quello che aveva catturato il suo sguardo era una figura in secondo piano. Si teneva in disparte, appoggiata alla parete di quello che sembrava un corridoio, le braccia incrociate davanti al petto e faceva di tutto per ritrarsi dai fotografi. Ma Sirius l'avrebbe riconosciuta ovunque.
Era lei.
Sara.
La vedeva in quella foto per la prima volta da quando le aveva detto addio nella Stamberga Strillante. Era cambiata, ma era sempre bellissima. Forse ancora più bella. C'era qualcosa di duro nella sua espressione, una luce affilata negli occhi, ma aveva ancora quella piega sarcastica nella bocca, come se davanti a lei ci fosse un mondo che gli altri non riuscivano a vedere e che la divertiva con le sue stranezze.
Sirius era solo in cucina. Remus, Lily, James, i signori Weasley e Tonks erano ancora a dormire. La sera prima, quando Tonks e Kingsley erano tornati con la notizia dell'esito dell'udienza, era scoppiata una festa improvvisata. Molly aveva cucinato per tutti mentre gli altri gli davano pacche sulle spalle e facevano brindisi in suo onore.
Avevano mandato un messaggio a Silente, che si era precipitato a Grimmauld Place con un gran sorriso e aveva preso parte ai festeggiamenti. Avevano scritto una lettera ad Harry, cercando di non dire niente di compromettente e usando un codice. Avevano bevuto, mangiato, scherzato, riso e perfino cantato fino a sfinirsi.
Sirius si era sentito felice, leggero, come non gli capitava da anni, finché a notte inoltrata si era trovato solo nella sua stanza a cercare di riposare. Ma non c'era riuscito.
Una volta solo, Sara gli aveva di nuovo riempito la mente. Dov'era? Cosa stava facendo? A che cosa stava pensando? Era felice?
Il solo motivo per cui non si era trasformato in Felpato per andare a cercarla era che Silente gli aveva detto quella sera stessa di volerla coinvolgere nell'Ordine della Fenice, però voleva farlo coi dovuti modi e molta cautela.
Ora se la trovava davanti in quella foto. Bella, sicura di sè, con lo sguardo serio e fiero, le dita impazienti che tamburellavano sul braccio mentre Caramell si rivolgeva ai microfoni. Non aveva l'aria contenta, dava l'impressione di volersi trovare ovunque tranne che lì. Continuava a ritrarsi contro il bordo della fotografia, come se potesse sfuggirvi.
Era così preso dalla foto che non aveva nemmeno letto l'articolo. Staccò gli occhi da Sara con uno sforzo e cercò di concentrarsi sulle parole della Gazzetta del Profeta. Cominciava con un editoriale scritto dal Direttore del giornale in persona.
Anche ai migliori capita di sbagliare, ma la differenza tra coloro che prendono sul serio il loro ruolo nella guida e nella difesa del mondo magico e coloro che invece si curano solo della fama e del profitto, sta nella capacità di ammettere questi errori.
Ed è dunque con profonda e sincera ammirazione che dobbiamo guardare al coraggio con cui Cornelius Caramell ha ammesso davanti a tutti gli errori commessi dal Ministero nel gestire la sfortunata storia di Sirius Black.
Ieri sera, al termine di una lunga e complessa seduta del Wizengamot, il Primo Ministro ha rilasciato una dichiarazione destinata a sconcertare il mondo della magia: Sirius Black è innocente.
Una nuova indagine, condotta dietro suggerimento dello stesso Caramell, ha portato alla luce elementi nuovi e imprevisti che hanno condotto a questa conclusione. Ed è stato con la sua tipica onestà e lungimiranza che il Primo Ministro ha deciso di sottoporre queste nuove scoperte al consiglio, pretendendo che facesse la cosa giusta, dimostrandoci ancora una volta che il mondo magico è in buone mani.
