Capitolo 1 - 2

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Sirius Black era nella cucina del numero 12 di Grimmauld Place. Sorseggiava una tazza di caffè mentre leggeva la Gazzetta del Profeta, un gomito appoggiato alla mensola del camino che occupava parte del muro. Remus Lupin, seduto a un capo del tavolo, scriveva freneticamente su una pergamena. Gli unici rumori che si sentivano erano il frusciare delle pagine del giornale e lo scricchiolio della piuma sulla pergamena.

Era troppo presto per gli altri, stavano ancora tutti dormendo. Solo Arthur Weasley era già uscito per recarsi al Ministero. Molly, la moglie di Arthur, si sarebbe alzata a momenti e allora la cucina sarebbe stata piena dello scoppiettio del fuoco, dell'acciottolio di stoviglie e del profumo di deliziosi manicaretti. Da ragazzo a Sirius piaceva poltrire a letto, era sempre l'ultimo ad alzarsi, ma dopo Azkaban— beh, dormire non era più il piacere che era stato un tempo.

Giunto a un paragrafo particolarmente interessante dell'articolo che stava leggendo, sbottò in una risata secca. Remus alzò lo sguardo dal suo lavoro. "Cosa c'è di così divertente?"

"Senti qua. Così si spiega l'evasione dei Mangiamorte. Il Primo Ministro Cornelius Caramell, intervistato dai nostri inviati, ha rivelato che le prime indagini hanno portato a concludere che l'evasione dei Mangiamorte è strettamente legata a Sirius Black. 'I prigionieri non potevano in alcun modo evadere senza un aiuto dall'esterno e l'unico che avrebbe potuto fornirglielo è Sirius Black'. Non posso fare a meno di trovarlo divertente."

Remus si limitò a scuotere la testa alzando gli occhi al soffitto e riprese a scrivere. Sirius ripiegò il giornale, nauseato da quelle sciocchezze, e sedette al tavolo.

Era l'inizio dell'ennesima giornata che avrebbe trascorso a Grimmauld Place senza fare nulla. Vagava da una stanza all'altra, collaborando di tanto in tanto alle operazioni di pulizia e riordino. Non osava ammetterlo, non voleva sembrare un ingrato, ma era stato molto meglio vivere nella grotta ai bordi di Hogsmeade piuttosto che in quella casa piena di ricordi spiacevoli. Gli pareva di essere fuggito da una prigione solo per farsi rinchiudere in un'altra. E il ghigno che aveva Severus Piton ogni volta che passava al quartier generale stava diventando sempre più difficile da ignorare.

Silente lo trattava come un bambino cattivo sorpreso a rubare le caramelle, ma lui era un uomo adulto, ne aveva passate tante. Aveva sofferto, lottato, aveva avuto la libertà a un soffio da lui e ora niente di tutto questo sembrava avere più importanza. Non avrebbe meritato un po' più di rispetto? Invece veniva lasciato con Molly e i ragazzi alle prese con grembiule e piumino.

Era molto più di quanto potesse sopportare.

L'arrivo di Molly gli impedì di continuare a rimuginare. "Buon giorno!" Nonostante tutto la signora Weasley riusciva a sorridere sempre.

Remus rispose con calore al saluto, mentre Sirius parlò appena. L'atteggiamento di Molly lo indisponeva, lo trattava come uno dei suoi figli, con tutti i pro e i contro che questo comportava.

"Gradite qualcosa per colazione?" Aveva appena messo piede in cucina e aveva già indosso il grembiule a quadretti. Forse ci andava perfino a dormire con quel grembiule. Prima che Sirius o Remus potessero rispondere, aveva iniziato ad armeggiare con pancetta, uova e pane da toast.

"Non disturbarti, Molly. Abbiamo già fatto colazione." Remus indicò le due tazze di caffè.

Molly sbuffò impercettibilmente e dopo pochi istanti pose davanti a loro un piatto di toast imburrati coperti di marmellata di albicocche. Sirius sentì di dover partecipare alla conversazione in qualche modo e, mentre addentava un toast, chiese la prima cosa che gli venne in mente.

"Allora, la riunione è per stasera?"

"Sì, subito prima di cena, come al solito. Giusto, Molly?"

"Già, ma temo che ceneremo piuttosto tardi. Non ho idea dell'ora in cui potrebbe tornare Arthur dal lavoro. Dopo la convalescenza ha trovato un sacco di arretrato da sbrigare in ufficio."

L'aggressione che Arthur aveva subito al Ministero, nonostante lo avesse debilitato fisicamente, lo aveva reso ancor più determinato nello svolgere il suo compito per l'Ordine della Fenice. Per questo aveva insistito per tornare al lavoro il più presto possibile.

Poco dopo l'arrivo di Molly, sulla soglia della cucina, comparvero i gemelli Fred e George, Ron e Harry, tutti scompigliati e con gli occhi gonfi di sonno.

"Mamma perché dobbiamo alzarci così presto? Siamo in vacanza!" Fred mugolò mentre si trascinava sulla sedia di fronte a Remus.

"Già è vero!" Ron si lasciò cadere accanto al fratello. "E poi perché le ragazze non sono ancora qui?"

"Per rispondere a entrambi. Dobbiamo finire di riordinare questa casa e c'è ancora un mucchio di lavoro da fare. E le ragazze non sono ancora qui perché ieri sera, mentre voi giocavate a Sparaschiocco, mi hanno aiutato fino a tardi per ciò dormiranno un'ora in più."

La risposta della signora Weasley non lasciava spazio alle repliche. I ragazzi presero a mangiare la loro colazione in silenzio, guardandosi l'un l'altro dietro le tazze. Sirius notò che cercavano di prolungare il più possibile la durata del pasto, probabilmente per ritardare il momento di mettersi al lavoro. Da quando erano tornati a Grimmauld Place per le vacanze di Natale, Molly aveva rimesso anche loro all'opera per riordinare la casa.

"Allora Molly, qual è l'arduo compito che ci proponi oggi?" domandò Sirius.

Molly non colse o finse di non cogliere il sarcasmo nella domanda. "La soffitta non è stata ancora toccata, così pensavo che potremmo mettere un po' d'ordine lì."

"Bene! Fantastico! Un antro polveroso è l'ideale per trascorrere una così bella giornata!" George sbuffò nella sua ciotola di latte.

La signora Weasley ignorò le proteste e sollecitò i ragazzi a sbrigarsi. Terminata la colazione si alzarono e si diressero verso la soffitta. Molly terminò di rassettare la cucina e, mentre si avviava verso la scala, posò una mano sul braccio di Sirius. "Sirius, puoi darci una mano? Con il tuo aiuto sarà più facile decidere cosa conservare e cosa eliminare."

"Forza... rimango anch'io ad aiutare. Potrebbe essere divertente." La risposta di Remus precedette la sua. In qualche modo riusciva a farlo sentire in colpa anche quando non diceva niente di diretto. Con un sospiro, Sirius si avviò lungo le scale. A quanto pareva, non aveva scelta.

Si preannunciava un'altra giornata da incubo.

***

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