"L'ultima lettera di Harry non sembra molto promettente."
Lily passeggiava avanti e indietro nel giardino sul retro di Grimmauld Place, una pergamena tra le mani. James e Sirius si bloccarono nell'atto di sradicare un cespuglio di rovi che opponeva una fiera resistenza.
"In che senso?" James raddrizzò la schiena e si avvicinò alla moglie per leggere la lettera sopra la sua spalla, lasciando Sirius a vedersela coi rovi.
Ne avevano abbastanza di pulizie e riordino. Se proprio dovevano fare qualcosa di utile, si sarebbero dedicati a rendere utilizzabile il giardino. L'attività aveva diversi benefici. Permetteva loro di stare fuori da quelle mura opprimenti, dava loro molto da fare visto lo stato pietoso in cui versava, ed era molto più stancante che spolverare scaffali. Dopo un'intera giornata di lotta contro i rovi e i rampicanti che tentavano di prendere il sopravvento, Sirius era abbastanza stanco da riuscire a dormire per almeno qualche ora consecutiva. Una benedizione.
"Che cosa dice la lettera?" Abbandonò la lotta per avvicinarsi, ma la battaglia era solo rimandata.
"Che ha iniziato le lezioni di Occlumanzia con Severus." Lily gli porse il foglio perché leggesse coi suoi occhi. Dalle parole di Harry era chiaro che detestava ogni minuto trascorso con Piton, ma allo stesso tempo cercava di non far preoccupare i suoi genitori.
"Non capisco perché Silente abbia insistito per questa cosa." James si sfilò i guanti da lavoro e li scagliò con rabbia in un secchio vuoto. "Con Piton, poi. C'era da aspettarselo che andasse così."
"Harry deve imparare a chiudersi a Voldemort e Severus è un esperto in questo, lo sai anche tu." Lily alzò gli occhi al cielo.
"Chi ci dice che sia davvero dalla nostra parte? Silente si fida, lo so. Ma parliamo di uno sporco voltagabbana. Potrebbe cambiare di nuovo bandiera alla prima occasione." James marciò verso la casa. Lily guardò Sirius, poi sospirò e seguì il marito all'interno.
Sirius indugiò fuori ancora un po'. Era quasi ora di pranzo, ma faceva un freddo cane. Non aveva ancora voglia di andare a rinchiudersi là dentro. Non aveva neppure voglia di andare a discutere l'argomento fiducia e voltagabbana. Piton gli dava sui nervi, l'avrebbe volentieri preso a pugni ogni volta in cui gli faceva pesare il fatto che lui era bloccato a Grimmauld Place mentre il resto dell'Ordine era in giro a compiere missioni importanti, e non dubitava che lui avrebbe volentieri ricambiato il favore per vendicarsi di quando erano ragazzi. Non si fidava di Piton. Ma chi era lui per decidere chi fosse degno di fiducia? In fondo, si era fidato di Peter.
In ogni caso, avrebbe fatto il possibile per sottrarre Harry a quella tortura. Silente doveva trovare qualcun'altro per insegnargli Occlumanzia.
"Sirius," la voce della Signora Weasley lo raggiunse dalla porta sul retro, "il pranzo è quasi pronto e Tonks sarà qui a momenti."
Sirius sospirò. "Arrivo Molly, grazie." Ripose gli attrezzi da giardino in un piccolo capanno accanto al muro di cinta, tolse i guanti da lavoro e tornò in casa trascinando i piedi. Visto che Tonks non era ancora arrivata, si concesse una doccia calda, una manna dopo il tempo trascorso al freddo. Era stanco e indolenzito. Bene.
Ormai aveva accettato di non poter fare niente, tranne aspettare. Era come bloccato in un circolo vizioso. Ogni giorno si ripeteva allo stesso modo. Si svegliava prestissimo, vagava per Grimmauld Place fino all'ora di colazione, poi si metteva al lavoro con James. Per tutto il tempo aspettava notizie di Tonks, che divideva il suo tempo tra il Ministero e il Quartier Generale. Ogni sera discuteva con gli altri ripetendo sempre le stesse cose fino a notte fonda, poi si trascinava a letto dove dormiva qualche ora. Poi ricominciava da capo.
Quando scese in cucina, Tonks era appena arrivata. Aveva l'aria stanca. Il suo compito di sorvegliare Sara la teneva al Ministero molte più ore del solito.
"Oh, eccoti," lo accolse Remus. "Aspettavamo te per cominciare."
Sirius sedette al suo solito posto all'angolo del tavolo e attese che Tonks iniziasse a raccontare. Nel frattempo, si riempì il piatto di stufato e patate.
"Pare che oggi la White vada ad Azkaban." Tonks si ficcò in bocca un pezzo di pane e lo masticò prima di ricominciare a parlare. "Non so bene perché, ma è uscita dal Dipartimento con Parker in tarda mattinata. Hanno preso i lasciapassare per la prigione."
"Si sa il motivo?" Remus passò le patate a James senza guardarlo, i suoi occhi erano fissi su Tonks.
"Non ne ho la minima idea. Mi dispiace ragazzi, vorrei potervi dare più informazioni, ma non so come fare ad avvicinarmi di più."
"Non preoccuparti, dai" Lily posò una mano sulla spalla di Tonks. "Vedrai che presto concluderà le indagini e allora sapremo tutto."
Sirius guardò il suo stufato. Gli era passata la fame. Di nuovo. Il giorno della conclusione delle indagini non sarebbe arrivato abbastanza presto.
Finito il pranzo, Tonks si buttò su un divano per dormire qualche ora mentre Lily aiutava Molly a sistemare la cucina.
"Che dici, ricominciamo?" James fece un cenno verso la porta verso il giardino.
Sirius esitò. Si gettò un'occhiata alle spalle per assicurarsi che Remus non lo stesse ascoltando, poi condusse James più distante. "Puoi coprirmi fino a stasera?"
"Dove vuoi andare?"
Il suo primo istinto fu di mentire, ma non aveva senso farlo con James. "Voglio andare a Hogwarts."
"Cosa? Perché?"
"Perché Harry ha bisogno di qualcuno con cui parlare o finirà per fare qualcosa di avventato."
"Vengo con te."
"No, James. Non puoi. Davvero, non puoi farti vedere fuori da qui. E ci sono molte meno probabilità che prendano un cane che un cervo. Però devi coprirmi con gli altri. Tornerò entro ora di cena."
Sirius poteva capire la lotta interiore che James stava combattendo. Avrebbe voluto poter avere l'amico con sé. Sarebbe stato più giusto che andasse lui a parlare con suo figlio, ma non poteva permetterglielo. Alla fine, James chinò la testa e cedette. "Va bene, ti coprirò."
Senza farselo ripetere, Sirius si affrettò a salire le scale fino alla sua vecchia stanza. Aveva avuto un'idea e voleva metterla in pratica. Frugò tra le sue cose fino a trovare quello che cercava, poi uscì silenziosamente dalla porta sul retro di Grimmauld Place. Si trasformò in Felpato e scivolò indisturbato in strada.
