Il lavoro nella soffitta era lungo e terribilmente noioso. La stanza era immersa nella penombra a causa della sporcizia incrostata sui vetri delle finestre. Lo spesso strato di polvere attutiva i suoni e prendeva alla gola. Per non parlare della quantità di ciarpame che la famiglia Black aveva accumulato lassù nel corso delle generazioni.
Poco dopo l'inizio dei lavori, Ginny e Hermione si erano unite agli altri e le operazioni procedevano in uno strano silenzio, reso spesso dalla polvere e interrotto solo da qualche occasionale esclamazione di stupore o di disgusto a seconda del reperto rinvenuto.
A Sirius, in fondo, non dispiaceva essere lì. Non era come combattere i Mangiamorte, ma la fatica lo distraeva dalla frustrazione e provava un sottile piacere nell'ammucchiare gli averi della sua famiglia in grossi sacchi della spazzatura.
Per pranzo avevano consumato velocemente dei panini, accompagnati da succo di zucca, poi avevano ripreso a lavorare. Molly sembrava posseduta dal fuoco sacro della pulizia.
Fu nel primo pomeriggio che cominciarono ad accadere cose strane.
"Ehi! Chi è stato?" Harry si guardava intorno disorientato.
"Che succede?" Ron colse l'occasione per stiracchiarsi la schiena e distogliere lo sguardo dalla cassa piena di testi di magia nera su cui era chino.
"Qualcuno mi ha colpito sulla schiena."
"Harry caro, non c'è nessuno dietro di te. Forse sei solo stanco, perché non ti riposi un po'?" Il tono materno di Molly Weasley faceva impazzire Sirius anche quando non era rivolto a lui. Se Harry diceva di essere stato colpito, allora doveva essere vero. Sirius e Remus si scambiarono un'occhiata al di sopra dell'ammasso di indumenti che stavano smistando. Non sembrava ancora il caso di preoccuparsi, ma una sensazione di disagio si impadronì di lui.
Qualche minuto più tardi Hermione chiese a Ginny di passarle uno straccio per pulire uno scaffale, che finalmente era stato svuotato, ma quando la ragazza si avvicinò alla scatola dei detersivi fu sbalzata all'indietro e cadde atterrando sul sedere.
"Ma che diavolo sta succedendo?" domandarono all'unisono Fred e George.
Sirius e Remus estrassero le bacchette. Ora era il caso di preoccuparsi. Poteva esserci qualche strana maledizione nascosta da sua madre in una delle casse sparse nella soffitta. Non sarebbe stata la prima volta da quando avevano iniziato a ripulire Grimmauld Place. Sirius e Remus presero a perlustrare la soffitta palmo a palmo. Anche Harry estrasse la bacchetta, ma prima ancora che fosse completamente fuori dalla tasca dei jeans, Sirius lo fermò. "Mettila via, non vorrai fare magie fuori dalla scuola."
Harry sbuffò, ma obbedì. Tutti avevano sospeso le loro attività per osservare. Pareva tutto a posto, ma proprio quando stavano per rimettersi al lavoro accadde la cosa più strana. Il pavimento cominciò a tremare leggermente.
Molly strillò mentre un vaso cadeva da uno scaffale andando in mille pezzi. Tutti si aggrapparono al supporto più vicino. Ginny cercò di guadagnare l'uscita, ma cadde rovinosamente a terra a causa delle vibrazioni.
Come era iniziato, quella specie di terremoto si fermò, ma non fecero in tempo a chiedersi che cosa fosse stato che il pavimento prese a liquefarsi proprio al centro della stanza.
Le ragazze strillarono e si ritrassero contro il muro. Molly afferrò Ron per il bavero della camicia mentre scivolava verso il centro del pavimento. Una fortissima folata di vento spalancò porte e finestre e quella che sembrava l'onda d'urto di un'esplosione sbalzò tutti all'indietro facendoli cadere sul pavimento. Il rumore arrivò dopo. Si sentì un forte rombo e poi uno scoppio che riempì la stanza di un denso fumo verde azzurro.
Dopo, soltanto la quiete.
"State tutti bene?" La voce di Lupin emerse da qualche parte oltre la cortina di fumo.
Da ogni parte della soffitta arrivarono deboli rassicurazioni. Sembrava che nessuno si fosse fatto male. Sirius si spazzolò le mani sulle ginocchia e si alzò in piedi, la bacchetta in pugno.
"Ma... ma... che cosa è stato?" La signora Weasley aveva la voce rotta dalla preoccupazione.
Sirius scrutò nel fumo che ancora riempiva la stanza. C'era qualcosa che si muoveva.
"Fuori le bacchette!" gridò. "Tutti quanti! Maggiorenni e non."
Remus e Sirius furono i primi a riaversi, mentre il fumo cominciava a dissiparsi uscendo dalle finestre aperte. Avanzarono fianco a fianco, le bacchette puntate avanti a loro verso il punto da cui si era sprigionato il fumo, lo stesso in cui si era deformato il pavimento. Qualcosa si muoveva nella cortina nebbiosa. Sembravano due figure.
"Fermi!" ruggì Sirius mentre le due ombre assumevano contorni più distinti. Sembravano umani.
Come spinti da una sola mente, Sirius e Remus esclamarono un incantesimo e sottili corde andarono ad avvolgersi attorno ai due intrusi. Caddero a terra legati come salami, esclamando per l'attacco a sorpresa.
"Ahi!"
"Ma che—"
Le voci erano quelli di un uomo e una donna.
"Chi siete?" domandò Sirius. La penombra della soffitta gli impediva di vedere distintamente i volti.
"Sirius? Sei tu?" Quella voce— Sirius si sentì mancare la terra da sotto i piedi e la sua presa sulla bacchetta vacillò.
"Non può essere." Le parole di Remus furono poco più di un sussurro.
"C'è anche Remus," disse la voce femminile. "Vi pare questo il modo di trattarci?"
Sirius deglutì e guardò Remus. Sembrava smarrito quanto lui. Molly e i ragazzi sembravano essersi dimenticati di alzarsi dal pavimento. Sirius aveva la bocca asciutta, era bloccato con la bacchetta a mezz'aria, non sapeva se credere alle proprie orecchie.
Il fumo ormai era del tutto svanito e la poca luce della soffitta era più che sufficiente per riconoscere l'uomo e la donna. Lui aveva capelli neri arruffati e un paio di occhiali tondi sul naso. Lei aveva lunghi capelli rossi e due incredibili occhi verdi.
Lily e James Potter erano a Grimmauld Place.
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Al Lettore
Innanzi tutto grazie mille per aver letto fino a qui! Spero che il primo capitolo di Black and White ti sia piaciuto. Molto presto pubblicherò il secondo.
Sono molto affezionata a questa storia, che ho iniziato a scrivere tanto tempo fa e ora ho deciso di riprendere e rimaneggiare un po'. Scrivere fanfiction è divertente e liberatorio, mi permette di passare del tempo con i personaggi che amo e di indulgere nella mia passione per i flashback (mea culpa).
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