Capitolo 9-1

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"Frank!" Sara arrestò la corsa con una derapata davanti al cubicolo di Parker.

"Oh Capo, il Direttore è appena passato per dire che abbiamo l'autorizzazione a riesumare la salma di Minus." Frank voltò la sedia verso di lei. "Capo, ti senti bene?"

Sara era piegata in due con le mani sulle ginocchia mentre cercava di riprendere fiato. "Mi serve il giornale del giorno in cui Caramell è andato ad Azkaban. Subito."

"Certo, vado a cercarlo in archivio." Frank si alzò dalla sedia. "Hai sentito quello che ti ho detto sul dito?"

Sara valutò rapidamente le opzioni. "Ormai è buio. Ci occuperemo del dito domani. Questa sera il giornale."

Mentre Frank partiva alla carica verso l'Archivio, Sara si voltò verso l'open-space. Diversi Auror erano voltati nella sua direzione e la guardavano incuriositi. Nell'entusiasmo di avere una nuova pista, era stata meno discreta. Non poteva continuare a lavorare lì con il rischio che qualcuno andasse a ficcare il naso.

Andò incontro a Frank a metà strada mentre tornava dall'Archivio con una copia del giornale in pugno. "Andiamo via da qui. Cambiamo aria. Ci farà bene cambiare un po' ambiente."

"Come vuoi. Dove andiamo?"

A Sara venne in mente un solo posto. Mezz'ora dopo entravano nel suo appartamento. Non aveva mai portato nessuno dei colleghi a casa sua. A parte Prosperus. E Michael Chilton.

"Bell'appartamento." Frank si guardava intorno restando accanto alla porta.

Sara gli fece un cenno. "Vieni in cucina. Mettiamo insieme qualcosa per cena poi ci mettiamo al lavoro." Il successo delle loro ricerche le aveva messo fame.

Il ragazzo la seguì. "Tu sai cucinare?"

"Perché sei così sorpreso? Certo che so cucinare. Credi che mi abbiano cresciuta i lupi?" Non c'era molto tra cui scegliere nel frigorifero. Sara raccolse gli ingredienti per improvvisare una pasta e si mise all'opera mentre Frank apriva cassetti e stipetti alla ricerca di piatti e posate.

"A un certo punto pensi di dirmi che cosa ti ha detto il Ministro oppure devo tirare a indovinare?"

Sara sospirò. "Mi ha raccontato della sua visita ad Azkaban. Ha detto di aver visto Black quel giorno." Fece scivolare la cipolla tritata in una casseruola dove sfrigolava già dell'olio. "Ha detto che Black gli è sembrato lucido, presente a sé stesso. E che gli ha chiesto il giornale."

"Ah, ora capisco." Frank sistemò i bicchieri poi aprì il frigo ed estrasse un paio di birre. "Credi che Black abbia letto qualcosa in quel giornale che l'ha indotto a fuggire."

"L'idea è quella." Con qualche giro di bacchetta, Sara fece scaldare l'acqua fino a farla bollire. Poi salò e buttò gli spaghetti. Con uno scatto del polso incantò un coltello perché tagliasse i pomodori a cubetti. Quelli andarono a tuffarsi nella casseruola insieme alla cipolla sfrigolante. "Voglio esaminare quel giornale da cima a fondo. Ci dev'essere qualcosa. Ci dev'essere per forza."

"Non sarà facile. Black potrebbe averci trovato qualsiasi cosa e noi potremmo non accorgercene nemmeno. Ci vorrebbe qualcuno che lo conoscesse davvero bene."

"Già. Ci vorrebbe proprio."

Sara nascose il viso chinandosi sui fornelli. Salò il sugo di pomodoro, aggiunse un pizzico di origano e mescolò. E se avesse trovato qualcosa che Frank non poteva capire? Come avrebbe fatto a spiegarglielo? Detestava nascondergli le cose. Non era abituata a mentire alla sua squadra.

Mangiarono rapidamente e chiacchierando del più e del meno, ma Sara non vedeva l'ora di tornare al lavoro. Per mettersi all'opera si spostarono in salotto, con abbondanti scorte di snack e bevande. Divisero il giornale in sezioni e iniziarono a esaminarlo, una sezione a testa. Sara passò tutto al setaccio. Non solo gli articoli, ma anche le didascalie delle foto, i piccoli cartigli in cima a ogni pagina con la data e il numero di pagina, e ogni fotografia.

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