Capitolo 7-2

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Sara aveva mandato a casa Frank. Era tardi, e avevano lavorato tutta la notte precedente. Due giorni senza dormire in un letto decente erano abbastanza. In fondo, quel caso aveva aspettato quattordici anni, poteva aspettare qualche ora.

Anche lei aveva avuto intenzione di andare a dormire un po', ma la curiosità era troppo forte. Riemergendo dalla vecchia aula di tribunale, si assicurò che Frank si dirigesse all'uscita, poi, con la scusa di riporre in ufficio il fascicolo con le fotografie, tornò al Dipartimento.

Gli Auror del turno di notte che non erano in giro per rispondere a qualche chiamata d'emergenza, indugiavano alle loro scrivanie. Il turno di notte contava pochi elementi reperibili per le emergenze e nessuno di loro era stupito di vedere Sara lavorare fino a tardi.

Nella stanza per l'esame dei reperti, Sara accese la luce con un colpo di bacchetta e chiuse la porta a chiave. Non voleva essere disturbata.

Lei e Frank avevano già fatto l'inventario delle buste e delle scatole contenenti i reperti, per questo andò a colpo sicuro verso la scatola con gli effetti personali di Black. Indossò un paio di guanti e la aprì.

In cima alla pila, piegati malamente c'erano un paio di vecchi jeans e un maglione scuro. Lo stomaco di Sara si fece piccolo come un nodo. Ricordava quei vestiti come se fosse passato un giorno. Sirius non era il tipo da avere un guardaroba ampio e vario, e quelli erano tra i suoi capi preferiti.

Merda. L'aveva fatto ancora. Aveva pensato a lui come 'Sirius'.

Scosse la testa per schiarirsi le idee. Doveva darsi una calmata e restare concentrata. Estrasse dalla scatola i jeans e il maglione e li stese sul tavolo. Tracciando a mezz'aria una linea curva con la bacchetta, fece comparire dei globi luminosi che lasciò a fluttuare a mezz'aria sopra il tavolo per avere un po' più di illuminazione.

Su un bancone alle sue spalle erano posate diverse bottiglie di vetro scuro, contenenti svariate pozioni. Ne scelse una e cominciò a spargerla sui vestiti. Una volta terminato, mormorò un incantesimo. "Sanguis Revelio." Sul maglione comparve una striscia, stretta e lunga, come una traccia di gocciolamento dall'alto verso il basso. Sara prese un'altra pozione che fece gocciolare sulla traccia, per renderla visibile in modo permanente. Poi estrasse una macchina fotografica da uno stipetto e scattò delle foto del reperto.

Quelle tracce erano compatibili con il resoconto secondo cui Black aveva un labbro spaccato e il naso sanguinante, ma la quantità di sangue non si avvicinava nemmeno lontanamente a quella che avrebbe dovuto esserci se fosse stato investito dai resti di Minus.

Tornando a rivolgere l'attenzione alla scatola, Sara estrasse l'articolo successivo. Un pesante giubbotto di pelle nera. Lo ricordava fin troppo bene. Era stata lei a regalarglielo, in occasione del suo compleanno. Aveva dato fondo ai suoi risparmi per comprarlo, ma non le era importato. Sirius l'aveva apprezzato così tanto che non aveva più indossato altro.

Ripeté la procedura per cercare tracce di sangue, sforzandosi di non pensare a quante volte avesse visto quel giubbotto o a tutte le volte in cui Sirius gliel'aveva posato sulle spalle perché faceva freddo e la sua giacca era troppo leggera. Anche sul giubbotto, c'erano al massimo poche gocce di sangue. Niente di significativo.

Nella scatola con gli effetti personali restavano una busta contenente i soldi che Black aveva in tasca al momento dell'arresto, la carta d'identità e la patente, e una busta piatta che non poteva contenere più di un foglietto ripiegato. Sara la raccolse, incuriosita. Non ricordava di aver letto altro nell'elenco degli effetti personali.

Sulla busta era apposto un sigillo di ceralacca con lo stemma del Ministero. Avrebbe dovuto registrare l'apertura del reperto nel rapporto sull'esame delle prove, ma qualcosa la trattenne. Poteva sempre farlo dopo. Ruppe il sigillo con un colpo secco e sbirciò all'interno.

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