Capitolo 3 - 3

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Frank Parker non sapeva che cosa pensare. Che Sara White avesse delle stranezze l'aveva sempre saputo, fin da quando lei era stata il suo Auror Guida anni prima, ma il suo comportamento per quell'ultimo caso era più strano del solito. Sara era un'Auror eccezionale e fuori dal comune e aveva i suoi metodi. Metteva nel lavoro una dedizione e un'abnegazione straordinaria, sempre, ma in quel caso rasentava l'ossessione.

Era così concentrata sui documenti che la circondavano che non si era accorta di essersi tracciata una riga d'inchiostro sulla guancia. Aveva ignorato l'ora di pranzo, ora si stava avvicinando rapidamente l'ora di cena e non sembrava avere intenzione di muoversi dalla scrivania.

Ore e ore prima, il Direttore del Dipartimento si era presentato nell'ufficio di Sara con alcune scatole di documenti. Non aveva detto altro che "Non me ne faccia pentire." Poi se n'era andato. Da allora Sara era immersa nella lettura di quei documenti e aveva lasciato a lui il compito di revisionare i fascicoli sull'evasione di Black e dei dieci Mangiamorte.

L'orologio alla parete scandiva il tempo con il ticchettio della lancetta dei secondi. La stanza era così silenziosa che Frank sentiva quel ticchettio martellargli nelle orecchie. Le parole sui fogli che aveva sotto il naso non avevano più senso.

Aveva bisogno di fare una pausa.

Si schiarì la voce, "Capo."

"Uh?" Sara non sollevò neanche lo sguardo.

Frank stiracchiò le braccia sollevandole sopra la testa. "Capo, io vado a prendere dell'altro caffè. Tu vuoi qualcosa?"

Sara finalmente alzò la testa e guardò l'orologio. "Non mi ero resa conto che fosse così tardi. Andiamo a mangiare un boccone."

Si diressero in silenzio verso gli ascensori del Ministero. Frank non riusciva a capire che cosa frullasse per la testa del suo capo. Si era chiusa a riccio ed era strano. A lei piaceva lavorare condividendo idee e informazioni, ragionava ad alta voce, coinvolgendo i suoi collaboratori.

Era brava a insegnare, anche se non lo voleva ammettere. Frank aveva visto diversi gruppi di giovani reclute penderle letteralmente dalle labbra, perché Sara incarnava la passione per il lavoro di Auror e i giovani appena usciti dall'Accademia lo percepivano, anche se inconsciamente.

Quel silenzio lo disturbava. Frank attese fino a quando non furono seduti da Lucilla con un piatto fumante davanti, poi parlò. "Capo, va tutto bene?"

Lo sguardo che Sara sollevò verso di lui aveva qualcosa di sperduto, come se la sua domanda l'avesse tirata fuori da un sogno non esattamente piacevole e fosse leggermente disorientata. "Sì, tutto bene Frank. Perché?"

"Mi chiedevo cosa ci fosse in quelle scatole che ha portato il Direttore. Non hai detto una parola su quei documenti." Non gli piaceva essere tenuto all'oscuro. Credeva che ormai Sara si fidasse di lui. Da quando Prosperus se n'era andato, era diventato il suo collaboratore più stretto.

Sara finì di masticare lentamente il boccone e sospirò. Poi posò la forchetta e alzò lo sguardo verso di lui. Lo sguardo non era cambiato rispetto a poco prima. Era forse più vigile, ma non meno fosco.

"Sono documenti che provengono dall'archivio del Ministro. Riguardano l'indagine sulla strage di Godric's Hollow. Quando Black fu arrestato, Crouch si occupò dell'inchiesta, personalmente."

"Sì, mi pare di ricordare qualcosa dai giornali."

"Crouch era noto per essere un funzionario meticoloso e spietato con i Mangiamorte. Sicuramente gli fu affidata l'inchiesta per chiudere la faccenda al più presto. Voldemort era appena stato sconfitto e nessuno voleva più parlare di stragi e Mangiamorte."

"Aspetta," Frank sollevò una mano. "La cronologia è un po' confusa. La strage di Godric's Hollow è avvenuta dopo la caduta di Tu-Sai-Chi?"

Sara strinse le labbra e guardò in basso verso il piatto. "Poco dopo. La stessa notte." Sara aveva una strana espressione che Frank non le aveva mai visto in volto. "Tu eri troppo giovane, ma cerca di capire la situazione. Era appena finito un incubo, e con appena intendo da poche ore, che subito si è ripresentato un rigurgito di tutta quella violenza e quell'orrore scatenato dai Mangiamorte. Sotto due forme, una è stata la strage di Godric's Hollow e l'altra l'attacco ai Paciock."

"I Paciock?"

"Frank e Alice. Furono attaccati e torturati dai Mangiamorte fino alla follia."

"Merda."

"Già. In questa atmosfera, Bartemius Crouch si occupò delle due inchieste. Portò i Lestrange e il suo stesso figlio davanti al Winzengamot e sbatté Black in galera."

"Aspetta... hai detto suo figlio?" Frank si rese conto di essere rimasto con la bocca aperta per l'orrore e si affrettò a richiuderla. Come Auror aveva imparato a non farsi coinvolgere dai casi, ma quella storia dava i brividi.

"Sì, uno degli accusati per l'attacco ai Paciock era Bartemius Crouch Jr." Sara si appoggiò all'indietro allo schienale della sedia. "Sai che Bellatrix Lestrange e Black sono parenti?"

"Ora che mi ci fai pensare, nei documenti sull'evasione di Black c'è una scheda con il suo albero genealogico. Sono cugini, vero?"

Sara annuì. "E tu pensi che Crouch sia stato obiettivo nel giudicare il cugino della donna che riteneva responsabile di aver trascinato suo figlio nell'infamia?"

Frank si sfregò una mano sul collo. "Non dev'essere stato un momento facile per Crouch."

"Suppongo di no." Sara poggiò i gomiti sul tavolo e si sporse in avanti. "Ma questo non era una buona giustificazione per mandare un uomo in prigione senza processo."

"Senza processo?"

"Senza processo." Sara rimase in silenzio per un momento, forse per dargli il tempo di digerire la notizia. "Anche Crouch doveva esserne consapevole. Infatti ha archiviato i documenti nell'archivio privato del Ministro. Per questo ho dovuto chiedere al Direttore per averli."

"E cos'hai scoperto?" Ora Frank cominciava a capire perché Sara si fosse immersa nella lettura di quei documenti.

"Per ora non molto, a parte il fatto che le indagini sono state frettolose e superficiali."

"Sembra che Crouch avesse fretta di chiudere." Frank non aveva idea cosa avrebbero potuto fare dopo tutti quegli anni, ma sembrava che ci fosse davvero qualcosa che non andava in quella storia. "Che cosa facciamo?"

Sara sospirò. "Io ho iniziato a farmi un'idea, ma ora mi servono anche i tuoi occhi."

"Va bene. Rientriamo." Finalmente cominciavano a ragionare.

***

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