"Scusa, non ho capito? Cosa intendi dire?" James fissava Sirius con gli occhi sgranati, gli occhiali tondi che amplificavano l'effetto.
Sirius sorrise. Ora che l'aveva ammesso ad alta voce, era come se un peso gli si fosse sollevato dallo stomaco. Era liberatorio. E finalmente aveva un obiettivo. "Intendo dire che, qualunque sia l'esito delle indagini, ho intenzione di andare da Sara e raccontarle la verità."
"Ma potrebbe arrestarti! È un'Auror adesso, ricordi? E se non ti stesse a sentire? E se ti attaccasse e ti riportasse ad Azkaban prima di darti il tempo di spiegare?"
"James, non essere ridicolo," Lily si intromise. "Sara non farebbe mai una cosa del genere."
James si alzò e posò le mani sulle spalle della moglie. "Lo so che è tua amica, ma potrebbe non essere la persona che ricordi. Potrebbe essere cambiata. Non possiamo correre questo rischio."
Lily sbuffò e scosse la testa, ma non rispose. Sirius si alzò a sua volta e si avvicinò per guardare James negli occhi. "Senti, non ho detto di aver già stabilito tutti i dettagli. Troverò un modo. Se riuscirò a convincerla a starmi a sentire, le dirò tutto. L'ho tenuta all'oscuro per troppo tempo. Sta brancolando nel buio per causa nostra. Essere onesto con lei è davvero il minimo che possa fare."
"Devi parlarne con Silente prima. Non puoi farlo senza il suo consenso."
"È la mia vita. Sono stato a sentire Silente fin troppo a lungo. Posso farlo e lo farò." Sirius cominciava a perdere la pazienza. Possibile che non potesse neanche respirare senza il permesso di Silente? Ma il punto probabilmente era un altro. James non aveva mai visto di buon occhio la sua storia con Sara. La reputava un rischio per la sicurezza di Sirius e dell'Ordine, ma con il tempo sembrava che fosse venuto a patti con l'idea. Ora invece pareva tornato al punto di partenza.
La conversazione era bloccata. Sirius si voltò a guardare Remus, in cerca di appoggio.
Remus sospirò e guardò prima James, poi Sirius. "Sono d'accordo che tu debba parlarne prima con Silente. Non so quali piani abbia riguardo a Sara, ma credo che vorrà coinvolgerla. D'altro canto," si voltò verso James, "sono convinto che possiamo fidarci di Sara e che, come minimo, sarà disposta ad ascoltare."
Sempre molto diplomatico.
James sbuffò e si avviò verso la porta della cucina. "Fa come vuoi, ma poi non dire che non ti avevo avvertito." Poi scomparve verso l'ingresso della casa.
Sirius lo seguì, ignorando Lily. "Lascia perdere, Sirius. Fa così solo perché è preoccupato."
Lo raggiunse in giardino, dove James aveva ricominciato a strappare rovi ed erbacce.
"Mi vuoi spiegare, una volta per tutte, perché ti dà così fastidio?" Sirius strappò un mazzo di erbacce dalle mani di James costringendolo a guardarlo in faccia. "È sempre stato così. All'inizio pensavo che fosse perché non ti fidavi di lei, ma poi credevo che conoscendola meglio avessi capito che possiamo fidarci. Cos'è cambiato ora?"
James smise di lavorare e sospirò. Quando rispose guardava Sirius dritto in faccia. "Non mi dà fastidio. Mi fa paura. Perché tu perdi la testa quando c'entra lei. Ed è pericoloso."
Sirius incrociò le braccia davanti al petto. "Senti chi parla. Quando si tratta di Lily tu non capisci più niente."
"È diverso, è mia moglie." James distolse lo sguardo e tornò a concentrarsi sulle erbacce.
"Era così anche prima che diventasse tua moglie."
"Non stiamo parlando di me qui, ma di te. Hai perso la testa fin dal primo momento, dal mio matrimonio. Lei ti cambia, e non sono sicuro che sia una buona cosa."
