Capitolo 15-2

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"Allora, che è successo ieri sera?" Lily diede di gomito a Sirius e gli rivolse un sorriso carico di sottintesi. Stavano lavorando insieme in cucina per sgomberare il tavolo in previsione dell'arrivo degli altri membri dell'Ordine.

"Niente, Lils. Abbiamo solo parlato. Come ti ho già detto le altre cinquanta volte in cui mi hai fatto la stessa domanda."

Sirius provava un certo disagio nel ricordare la conversazione della sera precedente. Non era andata come si era immaginato. Ma a dire la verità non era nemmeno sicuro di che cosa si fosse aspettato. Da una parte aveva la sensazione di camminare sulle uova. Doveva andare piano, un passo alla volta, per non spezzare quel fragilissimo equilibrio. Dall'altro gli sembrava di sprecare tempo. Avevano perso quindici anni, non voleva perderne ancora. Amava Sara e voleva stare con lei.

Sirius si bloccò con una tazza sporca in una mano e un piatto vuoto nell'altra.

Amava Sara.

Certo che la amava, chi voleva prendere in giro.

Eppure fino a quel momento non lo aveva ammesso neppure con se stesso.

Cercò di sfuggire a Lily, con la scusa di andare a fumare fuori perché Molly avrebbe sentito la puzza di fumo a chilometri di distanza. Abbandonando la cucina alle sue cure, sgusciò verso la porta sul retro e si appoggiò con le spalle alla parete. Si accese una sigaretta e aspirò la prima boccata.

Faceva freddo, ma andava bene così. Aveva bisogno di un attimo di lucidità per esaminare quello che era appena successo nella sua testa.

Amava Sara.

Era così chiaro.

Fino a quel momento aveva come mantenuto una sorta di riserva. Era stato sicuro di amare ancora l'idea che aveva di lei, il ricordo della ragazza che era stata, quella che aveva continuato a vivere nella sua mente per tutto il tempo che aveva trascorso ad Azkaban prima e in fuga poi. Ma che cosa sarebbe successo una volta fatti i conti con la realtà?

La vera Sara White, quella che era diventata un'Auror e aveva dimostrato la sua innocenza, si era rivelata molto diversa da come l'aveva immaginata. Almeno in superficie. Tuttavia, parlando con lei, osservandola in quelle poche ore che avevano trascorso insieme, Sirius aveva capito che in fondo l'essenza era la stessa di sempre. Era ancora la sua Sara. E se l'aveva amata quando era giovane e ridicolmente impreparato a un sentimento così, non poteva fare a meno di amarla adesso.

Combattendo contro la tentazione di lasciarsi andare a riflessioni melense, Sirius scrollò la cenere dalla sigaretta e aspirò un'altra boccata di fumo.

La logica gli diceva di andare cauto. Non poteva aspettarsi che Sara provasse lo stesso. Lei era andata avanti con la sua vita, mentre lui era rimasto fermo a rimuginare sul passato. Se anche era libera in quel momento, probabilmente aveva avuto delle storie in passato.

Sirius strinse la sigaretta tra i denti e il tizzone bruciò vivido sulla punta. Il pensiero di un altro uomo insieme a Sara gli faceva venire una gran voglia di spaccare qualcosa, ossa umane possibilmente. 

Ma non poteva certo fargliene una colpa. Lo aveva creduto un assassino e un traditore. Era normale che fosse andata avanti, anzi era sorprendente che una donna tanto speciale fosse ancora sola.

La gelosia retroattiva era un problema suo e suo soltanto.

La domanda vera era: che fare adesso? Continuare ad andare coi piedi di piombo correndo il rischio di perdere altro tempo? O buttare la prudenza alle ortiche e fare quello che moriva dalla voglia di fare?

"Non ti riconosco più." La voce di James lo fece trasalire e la sigaretta gli cadde a terra. "Tanto per cominciare sei distratto. Un tempo non sarei riuscito a prenderti di sorpresa così. E poi stai sempre a rimuginare. Felpato, ti stai trasformando in Remus?"

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