Capitolo 9-6

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Quel pomeriggio Sirius si chiuse nella stanza di sua madre con Fierobecco, prese il sacco di topi morti dall'armadio e iniziò a lanciarli uno a uno verso l'ippogrifo, immaginando che ognuno fosse Codaliscia. Era stata tutta colpa sua. Lui era stato il vigliacco che aveva tradito i suoi amici per passare dalla parte di Voldemort, aveva venduto Lily e James, aveva distrutto tutte le loro vite solo per salvare quell'insignificante pelle da quattro soldi. Se non fosse stato un tale codardo, niente di tutto questo sarebbe successo, James e Lily non sarebbero morti, lui non sarebbe finito in prigione e ora non sarebbe stato lì a chiedersi se Sara avesse una relazione con qualcuno. Invece sarebbe stato insieme a lei, ormai probabilmente sarebbero stati sposati e avrebbero avuto dei figli.

Dio.

Si sfregò la faccia e passò le dita tra i capelli già in disordine. Faceva così male pensarci che era come avere sempre mal di stomaco.

Magari invece si stava illudendo. Forse si sarebbero lasciati e anche se tutto fosse andato in modo diverso ora sarebbe stato solo lo stesso. Non l'avrebbe mai saputo. Era inutile rimuginare.

La verità era che James poteva aver ragione. Tonks non aveva mai detto che Sara avesse una relazione, ma in realtà non aveva detto niente sulla sua vita privata. E anche se non era sposata o ufficialmente fidanzata, questo non significava che non ci fosse qualcuno nella sua vita.

Chiunque fosse, aveva una gran voglia di prenderlo a pugni fino a fargli dimenticare il suo stesso nome. Eppure non poteva fargliene una colpa. Solo uno stupido non si sarebbe innamorato di Sara.

Lanciò un altro topo e Fierobecco lo prese al volo con uno scatto della testa. Ripose il sacco dentro l'armadio in mezzo alle pellicce di sua madre e andò a sedersi sul sedile alla finestra. Il vetro freddo era piacevole contro la fronte. Fuori la strada era grigia e silenziosa, ma Sirius vedeva poco di quello che c'era oltre il vetro. La sua mente era occupata in un altro tempo e in un altro luogo. I ricordi erano la sola cosa che gli impediva di impazzire e vi ricorreva sempre più spesso.

La sera del matrimonio di Lily e James, dopo aver recuperato le chiavi dell'auto di Remus, si era voltato per tornare da Sara, ma lei non era più sulla pista da ballo dove l'aveva lasciata. Se n'era andata senza di lui?

Si era guardato intorno febbrilmente per un attimo, poi, favorito dall'altezza, l'aveva individuata vicino al tavolino degli sposi. "Ah, eccoti qui." Non se n'era andata. Si era solo spostata per salutare Lily e James. "Andiamo?"

"Certo."

Sirius fece un cenno a James per indicargli che sarebbe tornato. James ricambiò con un'occhiata interrogativa, ma Sirius la ignorò mentre Lily scuoteva la testa con aria divertita. Prendendola di nuovo per mano, condusse Sara oltre la pista, fuori nel giardino e verso l'auto di Remus. Le tenne aperto lo sportello per farla salire, poi si mise al volante.

Ora che erano soli, non c'era più la musica in sottofondo e il brusio degli invitati attorno a loro, sembrava tutto stranamente più reale. Stava volontariamente scegliendo di trascorrere del tempo con Sara White. Aveva parlato con lei, ballato con lei, e non solo gli era piaciuto, ma avrebbe voluto rifarlo. Il cuore gli batteva leggermente più in fretta del normale e sentiva lo stomaco chiuso, come se avesse saltato un gradino particolarmente alto. Aveva fatto il suo dovere, si era sforzato di trattarla cordialmente per il bene di Lily e James, ma questo andava oltre. Non aveva più niente a che fare con la promessa che aveva fatto al suo migliore amico.

L'albergo dove Sara alloggiava non era lontano, ma Sirius guidò lentamente, cercando qualcosa da dire. Doveva dire qualcosa, qualsiasi cosa. Non gli erano mai mancate le parole con le ragazze, ma adesso si trovava in un territorio inesplorato. Avevano fatto dei passi avanti, ma il loro equilibrio era così fragile che una parola sbagliata poteva rovinare tutto.

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