Capitolo 2 - 2

913 39 0
                                        

Sirius aveva lo stomaco sottosopra, gli occhi sbarrati e la bocca asciutta come se avesse mangiato sabbia.

Lily e James?

Non era possibile. Forse aveva esagerato con il Whiskey Ogden Stravecchio di Mundungus la sera prima. Eppure anche gli altri li vedevano. I ragazzi erano sconvolti. Harry sembrava sul punto di svenire. Molly fissava il pavimento polveroso. L'unico ad aver mantenuto un minimo di presenza di spirito sembrava essere Remus.

Si avvicinò a James e Lily, ancora legati, e li liberò con un lieve tocco di bacchetta che fece svanire le corde. Quindi porse il braccio prima a Lily poi a James aiutandoli a rimettersi in piedi.

"Ma che diavolo vi prende?! Che succede? Dove siamo?! Cos'è questo posto? Chi sono queste persone?" domandò James d'un fiato.

La sua fame di informazioni era comprensibile. Ma cosa si risponde a un amico morto quindici anni prima che compare nella tua soffitta mentre tu reggi un piumino da polvere?

Silenzio.

"Ragazzi, è uno scherzo?" Sirius aveva quasi dimenticato quanto potesse suonare gentile la voce di Lily. "Se è uno scherzo non è poi molto divertente. Ho lasciato Harry da solo sul pavimento del salotto."

Al sentir nominare Harry, Sirius si voltò a guardare il ragazzo in carne ed ossa. Probabilmente non aveva mai sentito le voci dei suoi genitori. Sorprendendo tutti, il primo ad agire fu proprio Harry. Si alzò lentamente dal pavimento, tremava come una foglia. Si avvicinò a sua madre e la guardò con la testa leggermente piegata da un lato, mentre lei era ancora rivolta verso Remus. Le sfiorò un braccio con la mano, come se volesse accertarsi della sua consistenza fisica.

A quel contatto Lily si voltò e sobbalzò per la sorpresa.

"Santo cielo! Sei identico a—"

"Sono Harry." Lo disse in un sussurro che si udì appena.

"Harry? Harry chi?" James si voltò a sua volta verso il ragazzo.

"Harry Potter."

James sbiancò e Lily dovette afferrarsi al braccio del marito per non cadere. Un rumore proveniente dal piano di sotto riportò tutti alla realtà. Sembrava che Grattastinchi stesse litigando ancora con il Libro Mostro dei Mostri di Hermione.

Sirius riuscì a riscuotersi dallo stato di trance in cui era piombato e fece un passo in avanti entrando nel cono di luce di una finestra.

"James—" ma non aveva idea di come continuare.

James si voltò verso di lui. "Amico, che ti è successo? Sembri invecchiato di quindici anni."

"In effetti... più o meno..."

Quella che seguì fu una lunga conversazione, tanto lunga che ad un certo punto tutti si trovarono seduti sul pavimento. Prima dovettero accertarsi che fossero veramente Lily e James e non qualche trucco architettato dai Mangiamorte; tuttavia i due risposero senza esitare a tutte le domande poste da Sirius e Remus.

Harry si teneva a una certa distanza dai suoi genitori ma li guardava come se non avesse mai visto nient'altro nella sua vita. Apparivano come due giovani di circa ventidue anni, l'età che avevano quando Voldemort li aveva attaccati, l'età che avevano quando Harry aveva poco più di un anno.

Sirius e Remus si alternarono nel dare spiegazioni, per quanto tutta la situazione fosse surreale e per molti aspetti inspiegabile. Raccontarono che si trovavano quindici anni avanti rispetto a loro, che quello era diventato il quartier generale dell'Ordine della Fenice, che il ragazzo così simile a James era loro figlio.

...Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora