"Sei un cretino!" Remus gridava a pieni polmoni. Raramente Sirius l'aveva visto tanto arrabbiato. Lily era alle sue spalle, le braccia incrociate e lo sguardo torvo. "Come ti è venuto in mente di fare una cosa così stupida?"
James si teneva in disparte. Lo scintillio nello sguardo diceva che era combattuto tra prendere le sue parti e prenderlo in giro. "Remus, lascialo in pace. Vorrei vedere te a stare sempre chiuso qua dentro. In fondo non è successo niente."
"Non è successo niente, ma sarebbe potuto succedere. È stata un'imprudenza. E per cosa? Per fare un giro."
Remus aveva ragione. Da un punto di vista razionale quello che diceva era vero. Era un ricercato ed era uscito dal suo rifugio senza motivo. Per fortuna non aveva detto a nessuno dove era stato. Se Remus avesse saputo che si era trasformato per intrufolarsi nel suo vecchio appartamento, probabilmente l'avrebbe preso a schiaffi.
"E dai, Remus." James fece un passo avanti per mettersi in mezzo. "Che ti è successo? Hai perso il senso dell'avventura."
Remus alzò le braccia a cielo e voltò loro le spalle. "Mi arrendo. È proprio com'è sempre stato con voi due insieme. Non riuscivo a farvi ragionare quando avevamo sedici anni, e non ci riesco ora."
Lily non parlava, ma la sua disapprovazione si spandeva per la stanza come un gas. Remus era sul punto di andarsene, ma si voltò e piantò gli occhi in faccia a Sirius. "Dove sei stato?"
Merda. Stava diventando inquietante come Piton. Solo che Remus non aveva bisogno di trucchetti per leggergli nel pensiero.
"In nessun posto in particolare. Mi sono sgranchito le zampe." Ma anche mentre mentiva, Sirius sapeva che era inutile. Remus avrebbe trovato il modo di farlo parlare, e lui non aveva poi così tanta voglia di negare. Voleva svelare il mistero del suo appartamento. Chi l'aveva conservato inalterato?
Remus gli puntò contro un dito. "Ti conosco abbastanza da sapere che quando non ti difendi e lasci che sia James a farlo, è solo perché hai qualcos'altro da nascondere."
Sirius attraversò il salotto e andò a sedersi sul divano, accavallando le gambe. "Sai Remus, mi conosci così bene che dovresti dirmi anche cosa sto nascondendo, così potremmo farla finita."
"Sei impossibile." Remus sedette sulla poltrona davanti a lui, i gomiti piantati sulle ginocchia.
"Sirius, dove sei stato?" Lily sedette accanto a lui sul divano e gli posò la mano sul braccio. Poteva riversare il suo sarcasmo su Remus, ma non su di lei.
Sirius sospirò e si passò le mani tra i capelli, mentre James si appollaiava sul bracciolo del divano accanto a sua moglie. "Sono andato a casa mia."
Il silenzio calò sulla stanza.
"In che senso?" chiese Remus, "Questa è casa tua."
"No. Sono andato nel mio appartamento, quello dove stavo prima di essere arrestato."
"E che cosa ci sei andato a fare?" James aveva un sopracciglio sollevato.
Sirius si strinse nelle spalle. "Ci sono arrivato per caso. E poi ero curioso." Abbassò lo sguardo sul tavolino al centro del salotto. "E mi mancava. A parte qualche cosa, è ancora come l'ho lasciato."
"Sul serio?" Lily aggrottò la fronte.
"Sì."
"E cosa c'è di diverso?"
"Beh, il frigo è vuoto. Non ci sono luce e acqua. E manca il mio vecchio maglione blu scuro." Sirius si voltò a guardare Remus. "Tu ne sai niente?"
