"Sara, che bello vederti." Il benvenuto di Remus sembrava sincero. Come Sara aveva previsto, invece, James non sembrava particolarmente entusiasta del suo arrivo. Ma Sara non aveva intenzione di farsi rovinare la serata dal suo broncio.
Per ragioni che non voleva nemmeno provare a capire erano tornati al punto di partenza. Aveva impiegato anni a guadagnarsi la fiducia di James e ora doveva ricominciare tutto da capo.
Sedendosi al tavolo della cucina, Sara sospirò. Ci avrebbe pensato più avanti, un tassello alla volta. Non riusciva a concentrarsi su tutte quelle cose allo stesso tempo.
"Novità dal Ministero?" chiese Lily mettendole davanti una tazza di tè e un piatto di biscotti.
"Niente di particolarmente rilevante. Non sono ancora riuscita ad andare nell'ufficio del Ministro per le mappe dell'Ufficio Misteri. Ma credo che la cosa migliore sia decidere un giorno e mettere in atto il piano."
"Quale piano?" chiese James.
"Quello di cui abbiamo parlato ieri. Io entro e qualcuno distrae Caramell tenendolo occupato per qualche minuto. Non dovrebbe servire altro."
"E questo ti sembra un piano?" James incrociò le braccia sul petto.
Sara mimò il suo gesto e si appoggiò con la schiena alla spalliera della sedia. "Hai un'idea migliore?"
James si limitò a sbuffare e prendere un biscotto dal piatto. A quanto pareva no, non aveva un'idea migliore. Sara si concesse un lievissimo sorriso di esultanza. Primo punto per lei.
"Potrebbe aiutarti Ninfadora," disse Remus. "È al Ministero ogni giorno, in qualsiasi momento deciderai di agire sarà pronta. Lo so che ti ha dato fastidio che ti abbia seguita, ma ti puoi fidare di lei."
"Dato fastidio è un eufemismo, ma capisco perché l'ha fatto," Sara bevve un sorso di tè. "Forse dovrei provare a chiederlo a Kingsley," disse Sara quasi ridendo.
"Aspetterei di averlo trasformato in un tuo fan," commentò Lily.
"Parlerò con Tonks alla prima occasione. Prima ci mettiamo in movimento meglio è." Sara era tornata seria. Intrufolarsi nell'archivio privato del Ministro della Magia avrebbe potuto costarle la carriera, ma la cosa non la preoccupava.
Era molto strano che non la preoccupasse. Lei viveva per il suo lavoro al Ministero. Se l'avesse perso che cosa avrebbe fatto?
"E la chiamata di ieri?" Sara sospirò e prese tempo bevendo un altro sorso di tè e addentando un biscotto. Erano davvero ottimi. Rifletté vagamente sull'opportunità o meno di condividere i dettagli di un caso in corso, ma non era come se James e Lily potessero andare a diffondere notizie riservate, anche se avessero voluto, e tutta la situazione era talmente surreale che i confini tra ciò che era opportuno fare e ciò che non lo era apparivano decisamente sfumati.
"Riguardava un omicidio. Un mago è stato ucciso in casa sua. Un altro. Nessuna traccia, nessun indizio. La solita storia." Sara fissava il piano di legno dell'antico tavolo ma nella mente le scorrevano le immagini della scena del crimine.
"Perché dici 'un altro'?" chiese James guardandola incuriosito.
"Perché negli ultimi mesi è successo spesso. Più spesso di quanto non sia mai capitato prima. Vittime di omicidio, uccisi tendenzialmente nelle loro abitazioni. Soprattutto si è trattato di maghi e streghe che vivevano da soli, senza familiari vicini oppure addirittura senza nessun legame. Questo è leggermente diverso."
"In che cosa?" chiese Sirius. Si era seduto accanto a lei e, per rispondergli guardandolo in faccia, Sara dovette girarsi. Averlo così vicino le faceva perdere il filo del discorso. Era la sua immaginazione o riusciva a sentire il calore che irradiava dal suo corpo?
