Frank Parker era sconvolto, scioccato.
Avevano per le mani una cosa così grossa che faticava a comprenderne le conseguenze. E Sara si comportava in modo strano. Aveva un luccichio nello sguardo che lo terrorizzava. Erano chiusi nel suo ufficio a esaminare le prove da ore. Avevano controllato e ricontrollato. Tutto tornava. C'erano ancora molte domande senza risposta, per esempio perché Minus avrebbe dovuto uccidere tutte quelle persone per poi sparire, ma le prove parlavano chiaro. Non era stato Sirius Black. Avevano arrestato un uomo innocente e l'avevano lasciato a marcire ad Azkaban per anni, senza motivo.
Quando la cosa fosse diventata di dominio pubblico, sarebbe scoppiato un pandemonio.
Frank si guardò intorno. L'ufficio di Sara era un disastro. C'erano pile di documenti accatastati sul pavimento, cerchi di caffè lasciati dalle tazze vuote su ogni superficie, vecchi giornali e fotografie sparpagliati sulla scrivania. Solo la lavagna bianca su cui avevano raccolto tutti gli elementi era chiara e ordinata. Era tutto lì.
Sara aveva i capelli arruffati per tutte le volte in cui ci aveva passato le dita in mezzo. Il posacenere posato sulla scrivania minacciava di traboccare da un momento all'altro. Doveva essere esausta quanto lui, ma sembrava posseduta da un fuoco che la spingeva ad andare avanti. Ancora e ancora.
Frank si passò le mani sul volto e si stropicciò gli occhi. "C'è ancora una cosa che non capisco."
"Quale?"
"Il giornale. Sei ancora convinta che Black ci abbia visto qualcosa che l'ha indotto a fuggire?"
Sara si agitò sulla sedia e sospirò. "Sì. E credo anche di aver capito cosa."
Quella era una novità. "Davvero?"
"Mi è venuto in mente solo dopo aver fatto i test sul dito." Sara abbassò lo sguardo sul piano della scrivania e scartabellò per trovare il giornale giusto. Glielo porse e gli fece un cenno col mento. "Vai all'ultima pagina."
Frank afferrò il giornale e lo aprì. Fece scorrere lo sguardo sul foglio da cima a fondo, una volta, due. Poi lo vide. Nella fotografia della famiglia che aveva vinto il premio Super Galeone d'Oro della Gazzetta del Profeta c'era un topo. "Merda". Avvicinò il viso alla pagina. Era proprio un topo.
"L'hai visto anche tu?"
Frank sollevò lo sguardo. "Credi che Black sapesse che Minus era un Animagus? E che l'abbia riconosciuto?"
Sara guardò il soffitto per un momento. "È probabile. Te l'ho detto, a scuola erano amici."
"Quindi è per questo che ha deciso di evadere?"
Sara si strinse nelle spalle e sospirò. "Non possiamo esserne sicuri, ma è probabile."
"Incredibile." Frank staccò la pagina della Gazzetta del Profeta e si alzò per andare ad aggiungerla alla lavagna. Poi si voltò verso Sara. "Che cosa facciamo adesso?"
Sara spense l'ennesima sigaretta nel posacenere e si alzò dalla sedia. "Andiamo dal Direttore a dirgli che Sirius Black è un uomo innocente."
