Capitolo 15-1

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Sara bussò alla saracinesca quasi completamente abbassata davanti alla porta della libreria. Il metallo rimbombò sotto il suo pugno ma dall'interno non arrivò alcun suono, nonostante si intravedesse una luce. "Signor Martin? È lì dentro?" Il negozio era chiuso ma dalla porta socchiusa e dalla luce accesa si intuiva la presenza di qualcuno all'interno. "Signor Martin!". 

Quella mattina Roger aveva controllato i registri dei negozi di maghi. La libreria di Britannia Street non figurava da nessuna parte, quindi apparteneva a un Babbano. Roger e Sara erano partiti subito per andare a controllare, ricevuta in pugno, nella speranza che il libraio potesse dar loro qualche informazione sul libro o sulla Teophilius Roth, magari su entrambi.

"Capo, non credo che risponderà." Roger si era abbassato sulle ginocchia per sbirciare sotto la saracinesca sollevata solo qualche decina di centimetri. 

Sara si guardò alle spalle. Quella zona della strada non era particolarmente frequentata. Gli altri negozi erano ancora chiusi e I passanti sembravano assolutamente privi della benché minima curiosità nei loro confronti. Si abbassò sulle ginocchia accanto a Roger e guardò a sua volta.

Nella penombra distinse un pavimento consunto, molti scaffali disordinati alle pareti e un bancone che occupava metà della parete di fondo della stanza. A destra del bancone, spuntavano i piedi di un uomo chiaramente riverso a terra.

Sara gemette. "Merda." Poi si raddrizzò. "Roger chiama."

Mentre il ragazzo si appartava lontano da occhi Babbani indiscreti per inviare un messaggio al Ministero e convocare una squadra, Sara infilò la spalla sotto la saracinesca e spinse per forzare l'apertura. Quando l'ebbe alzata del tutto, spinse con il gomito la porta socchiusa ed entrò con cautela, cercando di non calpestare tracce importanti mentre andava a controllare l'uomo.

Quando aggirò il bancone e poté vederne il volto, si rese conto che la fretta era inutile. Quell'uomo era morto, i suoi occhi sbarrati fissavano il soffitto senza vederlo. E a giudicare dall'aspetto del cadavere doveva essere morto già da un po'.

Prima di muoversi ancora nel negozio, Sara frugò nelle tasche ed estrasse un paio di guanti e dei sovrascarpe, che indossò per non contaminare oltre la scena.

Roger ricomparve sulla porta. "Stanno arrivando."

"Non c'è fretta. È morto da giorni. Speriamo che Faith sia in grado di stabilire da quanto esattamente." Sara irrigidì la mascella. Non era una guaritrice, ma aveva visto la sua bella quantità di cadaveri. Se aveva ragione, il signor Martin era morto da prima che venisse ucciso il signor Roth.

Senza che lei dovesse dirgli niente, Roger indossò guanti e sovrascarpe e si mise al lavoro per raccogliere le tracce. Sara invece uscì per aspettare tutto il circo.

Dopo pochi minuti le auto verdi del Ministero arrivarono sgommando. Alcuni Tiratori Scelti chiusero la strada, gli Obliviatori scesero dai mezzi per ispezionare la zona e cercare eventuali Babbani a cui cancellare i ricordi, Frank e Olga arrivarono a passo spedito con le valigette di strumenti in pugno.

"Capo?" chiese Frank senza convenevoli.

"C'è un uomo morto qui dentro," Sara sospirò e si gettò un'occhiata alle spalle. "Suppongo che sia il proprietario del negozio ma non ne abbiamo ancora la certezza. Aspettiamo Faith per muovere il corpo. A prima vista sembra stato ucciso dall'Avada Kedavra, ma anche per questa conferma aspettiamo l'autopsia. Procediamo con i soliti rilievi."

I quattro Auror si misero al lavoro, muovendosi con cautela per preservare la scena e raccogliere tutti gli elementi che potevano tornare utili per ricostruire l'accaduto.

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