Capitolo 10-3

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Tutti gli Auror in servizio avevano sentito le urla provenire dall'ufficio del Direttore. Ninfadora Tonks non era riuscita a distinguere le parole, ma aveva visto Parker uscire dall'ufficio subito prima che scoppiasse la lite e Sara White ne era emersa dieci minuti dopo con una faccia che non prometteva niente di buono. Il che poteva voler dire molte cose, non tutte necessariamente negative per Sirius e per l'Ordine. Se White avesse davvero scoperto la verità, di certo il Direttore non sarebbe stato particolarmente contento di sentirla.

Tonks guardò l'orologio. Il suo turno ufficiale era quasi finito. Doveva trovare una scusa per restare al Ministero. Non poteva continuare a raccontare al suo supervisore di avere delle scartoffie arretrate da sistemare. Eppure non poteva nemmeno andarsene ora che le cose si facevano interessanti.

Afferrò un volume di Procedure del Dipartimento e fece il giro più largo possibile per andarlo a riporre sugli scaffali dei volumi in consultazione. Passò davanti all'ufficio di Sara White. La porta era rimasta aperta. L'Auror Capo era seduta alla scrivania, lo sguardo perso nel vuoto. Frank Parker la guardò con aria interrogativa mentre entrava nell'ufficio e chiudeva la porta. Tonks si affrettò ad andare a mettere a posto il libro.

"Tonks, dovresti andare a riposarti." La voce dell'Auror Talgarth alle sue spalle la fece sobbalzare. "Apprezzo l'impegno che stai mettendo nel tuo lavoro, ma passi più ore qui dentro di quanto sia sano. Va fuori, svagati, dormi."

"Signore, se possibile vorrei restare ancora un po'. Ho del lavoro da finire e vorrei approfondire alcuni aspetti dell'ultimo caso, soprattutto per—"

"Ho capito, Tonks." L'Auror scosse la testa brizzolata e alzò le mani in segno di resa. "Anche se dicessi di no non riuscirei comunque a convincerti ad andare. Ma non lamentarti con me domani quando sarai esausta."

"No, signore. Grazie, signore."

Tonks tornò alla sua scrivania e si tirò davanti un fascicolo a caso. Se solo avesse potuto usare le Orecchie Oblunghe dei gemelli Weasley, avrebbe potuto ascoltare la conversazione oltre la porta dell'ufficio della White. Invece doveva limitarsi a tenere d'occhio il suo andirivieni cercando di cogliere informazioni quando la vedeva passare in corridoio.

Si tenne occupata per quasi un'ora e stava cominciando a pensare che per quel giorno non avrebbe scoperto niente, quando vide la porta dell'ufficio di Sara White aprirsi. I due Auror uscirono scambiandosi un'occhiata, poi si divisero. Frank passò accanto al cubicolo di Tonks puntando verso l'area relax.

Tonks attese qualche secondo, poi si avviò casualmente nella stessa direzione. Quando entrò e si avviò verso la ghiacciaia per prendere una bibita, vide che Parker stava chiacchierando con Shira, la segretaria del Dipartimento.

La ragazza, una bionda procace che metteva sempre gonne troppo corte, era appoggiata al bancone su cui era posata la macchina del caffè e stava così vicina a Parker che rischiava di fargli versare il caffè. Che Shira avesse un debole per lui era noto, ma la cosa strana era che Frank non si ritraeva. Anzi, stava appoggiato al bancone a sua volta, leggermente chinato verso di lei.

"Lavori troppo, Auror Parker," stava dicendo la ragazza con voce suadente. Tonks aprì la bottiglia di vetro che aveva preso dalla ghiacciaia e si voltò mentre beveva un sorso. Non poteva farsi vedere troppo interessata. Stando attenta a non guardare nella loro direzione, si spostò verso la credenza e la aprì.

"Lo so, ma abbiamo quasi chiuso il caso su cui stiamo lavorando e l'Auror White vuole darci una stretta."

"Povero caro." Shira posò una mano sul braccio di Frank e fece scorrere le dita su e giù sui suoi bicipiti. "Dev'essere stressante lavorare con lei."

"Ma ne vale la pena." Con la coda dell'occhio, Tonks vide Frank fare l'occhiolino a Shira. "Ha sempre i casi più interessanti."

La selezione di snack nella credenza a disposizione degli Auror non era tale da giustificare tutta quell'attenzione, ma Tonks si mise a esaminare ogni confezione con grande impegno, le orecchie tese a captare ogni sussurro.

"Oooh, su che cosa state lavorando?" Shira squittiva come una bambina emozionata.

"Non posso parlarne, davvero. Non ancora... ma sapessi."

"Non puoi dirmi proprio niente? Sai che io non dirò niente a nessuno."

Era un'idiozia così grossa che Tonks per poco non scoppiò a ridere. Shira tenere un segreto? Tutti al Dipartimento sapevano che il modo migliore per diffondere una notizia era farla sapere a Shira e dirle che era un segreto. Tonks si bloccò con una mano tesa verso una barretta di cioccolampone di Florian. All'improvviso le azioni di Parker cominciavano ad avere un senso.

"Beh, se prometti di tenertelo per te. Shira, è davvero importante. Mi posso fidare?" Frank posò le mani sulle spalle di Shira e la guardò dritto negli occhi.

"Ma certo!" La ragazza tremava quasi per l'eccitazione.

Frank annuì. "Sara ha riaperto il caso della strage di Godric's Hollow, sai quella per cui è stato arrestato Sirius Black. E ha fatto delle scoperte davvero... Ma lo scoprirai. A breve ci sarà un'udienza. Ma non posso davvero dire altro."

Shira aveva gli occhi sgranati per la sorpresa. Tentò in ogni modo di convincerlo a dire altro, supplicando e blandendo, ma non riuscì a cavargli altro. Tonks masticò la barretta in due morsi e si precipitò fuori.

Doveva riferire a Grimmauld Place.

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