"Come fai a dire che ami una persona, quando al mondo ci sono migliaia di persone che potresti amare di più, se solo le incontrassi? Il fatto è che non le incontri."
Charles Bukowski
*
Kai non era ancora abituato a quel contatto così soffice, rasserenante.
La bambina lo guardava intensamente con quegli occhi verdi smeraldo
« Ti va di fare uno scambio? » Kate prese la sua mano, e lo strattonò verso la stanza dei giocattoli.
I regali di sua madre.
I ricordi incombevano quella camera, si sentì soffocare, come se l'ossigeno fosse svanito e che in tutto questo tempo riuscì a respirare solo grazie alla madre.
La sua mancanza si sentiva già da un'anno e mezzo, Kate fece parte della sua vita come un chicory in un campo di rose spinate.
Questo tipo di fiore è destinato alle persone possessive e iperprotettive.
Kate manipolava ciò che era fragile.
Ma come farne una colpa? Lei era cresciuta negli affari di famiglia fin da piccola.
In Kai però trovò qualcosa di diverso. Non era un girasole, lui era una rosa...una rosa strappata, marcia.
Non riusciva a manipolarlo, sembrava immune alle sue parole.
« Quale scambio? » Kai si guardò intorno, aveva il timore che da un momento all'altro la stanza si rimpicciolisse, non voleva essere schiacciato.
Le immagini gli percorrevano davanti al viso, non riusciva a guardare i giocattoli, il suo orsacchiotto.
Si mise le mani sulle orecchie per tapparle
« cosa ti ha detto la mamma? »
No...No...No...No.
Supplicava Kai, ancora la voce nella sua testa. La sentiva, la sentiva come se non fosse mai morta.
« Fai il buono! » si raggomitolò in un angoletto, sperando che le voci dei suoi genitori si placassero nella sua testa.
Sapeva che Kate non poteva sentirle, ma egoisticamente avrebbe ceduto tutto il dolore a lei se ne avesse avuto la possibilità.
Non voleva più sentire la disperazione, l'urlo straziante della madre, il padre che gli sbraitava contro.
« Tutto okay? Ti senti bene? » Kate così minuta si fece spazio in quella stanza buia, per un momento gli era sembrata la salvezza in tutta quella agonia.
« s-scusa...i-i-io...» non seppe cosa dire, si sentiva osservato da mille occhi. Kai balbettava ogni volta che si sentiva insicuro.
« Tranquillo, so come ti senti » porse la mano a Kai, lui non voleva nessun contatto. Si sentì sempre di più bruciare a quella vicinanza così ristretta, Kate lo voleva salvare?.
Lo aiutò a rialzarsi, e continuarono il discorso senza badare alla crisi di Kai.
« Lo scambio di giocattoli. Tu prendi una cosa mia e io una tua. Ci stai? » sorrise giocando con due pupazzi
« Va bene » Kate iniziò per prima.
Fece avanti e indietro svariate volte, prese alcuni giocatoli vecchi di Kai e li rimise successivamente apposto. Passò il dito sulla mensola, e si pulì dalla polvere rimasta nel polpastrello.
Frugò nei cassetti
« Cos'è? » Tirò fuori un cucchiaino da tè, Kai rimase impalato a fissare l'aggeggio familiare.
Ci volle una manciata di minuti prima di ricordarsi chi gliel'aveva regalata.
STAI LEGGENDO
Amore impossibile
Romance[COMPLETA, in arrivo il sequel] Gli amori impossibili sono amori rari, imperfetti, tormentati, struggenti, passionali, folli. Sophia Clark, una ragazza statunitense, è in cerca di divertimento a Santa Barbara con la sua migliore amica Lily. Durant...
