"Vivi come se dovessi morire domani, impara come se dovessi vivere per sempre."
Gandhi
« Perché abbiamo una figlia che si rotola sul fango? » Stridulò la madre di Sophia contro suo marito.
Il padre rivolse uno sguardo fugace alla bambina.
Aveva le calze rotte, il vestito ricamato a mano era sporco, sporca come si sentiva lei.
Non era mai stata all'altezza della madre, lei era perfetta.
Indossava un corpetto, e la sentiva, eccome se la sentiva in camera sua quando metteva un po' di chili in più.
Era inaccettabile.
Sophia non era mai stata in sovrappeso, ma vedeva il cibo come un conforto. Una fuga dalla realtà, perché solo in quel momento...nonostante le occhiate repentine della madre, si sentiva a casa.
Ogni volta che si sedeva a tavola, le parole della sua figura materna riecheggiavano nella mente:
« Prima o poi ingrasserai e non potrai più tornare indietro »
« Chi ti ha cresciuto così? Non certo io, non ti riconosco »
« Non mangiare, contieniti quando ci sono gli ospiti »
L'intestino era in subbuglio, non si sentiva apprezzata dalla madre e il padre non ha mai accennato a aiutarla.
« I bambini sono così » rantolò la figura paterna, come se questo potesse calmare la furia della madre.
« Accetti questo comportamento? Ritorna da scuola in queste condizioni e tutto quello che mi sai dire: i bambini sono così?... » rivolse lo sguardo alla bambina soprannominata dai suoi compagni delle elementari: la pasticciona.
« ... sei deludente Sophia, assolutamente deludente » si voltò dandole le spalle, e questo la feriva, sempre di più.
«... non è colpa mia... » disse la bambina graziosa, con i suoi capelli un po' arruffati e gli occhi supplicanti, voleva farsi perdonare da lei, a qualsiasi costo.
In effetti non aveva tutti i torti... era il primo giorno di scuola, non conosceva nessuno, ma era futile per Sophia perché a lei piaceva giocare con la natura, fuori dal cortile.
Prese il grillo con le dita sottili
« Che schifo! Sono orrendi » disse una bambina avvicinandosi, schiacciò l'insetto e spinse Sophia sul fango per ribrezzo.
Lei si precipitò a raccogliere il grillo, i suoi occhi erano inondati dalle lacrime
« No...No... sopravvivi »
disse all'insetto in fin di vita. Muoveva ancora una zampetta, e si sentiva morire, non era riuscita a salvarlo.
« Cosa fai? » Chiese una bambina accovacciandosi, la guardò intensamente "ma io ti conosco! Sei la figlia dell'amica di mia madre »
« Mh? » Sophia era confusa, guardava i suoi capelli riccioluti che le ricadevano sulla faccia
« Mi chiamo Lily, sono la tua vicina di casa » porse la mano alla bambina seduta per terra, piena di fango
« Io sono...Sophia » strinse la stretta e si alzò
« Sta soffrendo! dovresti ucciderlo e farci una tomba » indica il grillo. Lei era intimorita da tutta quella gentilezza, non l'aveva mai vista dalla madre e né da suo padre, si sentiva stranamente accolta e le piaceva più del previsto.
Lily senza farsi problemi schiacciò il grillo, Sophia era ricoperta di terra, stava scavando una tomba per il grillo e non si domandava del perché Lily la guardava senza aiutarla.
In quel momento solo rivolgerle la parola significava tanto, Sophia non ha mai saputo relazionarsi, perché non veniva compresa.
Stava bene da sola e non vedeva l'ora di tornare a casa, doveva raccontare ai bastoncini di legno, insettini e sassi della sua nuova amicizia.
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Amore impossibile
Romance[COMPLETA, in arrivo il sequel] Gli amori impossibili sono amori rari, imperfetti, tormentati, struggenti, passionali, folli. Sophia Clark, una ragazza statunitense, è in cerca di divertimento a Santa Barbara con la sua migliore amica Lily. Durant...
