Spina salvavita (48)

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Ho un mal di testa enorme, non riesco ad aprire gli occhi.
Sbatto più volte le palpebre, dove sono?...
Non eravamo alla festa di Ryan? E Kai dov'è?.
Sistemo i miei pensieri mattutini: sono a casa sana e salva; ieri mi sono drogata; ho vomitato sulla felpa apparentemente di Kai e poi sono crollata.
Ricordo questo.

Accendo la luce sul comodino, tutto mi sembra confusionale.
Mi alzo strusciando i piedi, e raggiungo il bagno sbadigliando. Spingo l'interruttore della luce, i miei occhi chiedono pietà ma dopo un po' ci fanno l'abitudine alla luminosità.

Mi tocco la testa, ho dato qualche botta ieri? Non ricordo ma pulsa e fa un po' male.
Ho i capelli scombinati, cerco di sistemarli in una coda ordinata anche se sembra impossibile.
Percepisco un fastidio sulle cosce, solo ora noto che non indosso i pantaloni...chi è che mi ha spogliato?.
Giro il mio corpo facendo vedere allo specchio dei graffi vicino al sedere.

Mi metto le mani in faccia, no non l'ho fatto davvero.
I ricordi riaffiorano.
Non ho fatto quello che penso di aver fatto.
È vero ho voluto farlo ma...oddio...metto la mano sulla fronte.
Non posso guardare in faccia Kai dopo quello che è successo nel bagno.
Sophia prendi un respiro forte.
Incamero aria e sventolo le mani, sono tutta accaldata ed è quasi Natale!
Quindi dovrebbe far freddo.

Devo stare tranquilla
Se io mi comporto in modo normale lui farà lo stesso, ne sono sicura.
Mi infilo un paio di pantaloni, e scendo con ancora il pezzo sopra del pigiama senza reggiseno.
Cerco di non farmi sentire dalle scale
« Oh ecco Sophia » Dannazione.

Sono tutti e due seduti a tavola, mi faccio forza e scendo
« Buongiorno a tutti » fischietto per stemperare la tensione, mia madre mi fa cenno di sedermi perché sta per portare la colazione.
Indica il posto vicino a Kai.

« posso mettermi a capotavola, è così bello questo posto » Kai è muto, non mi ha ancora guardato.
Sono in totale ebollizione. Sto avendo troppo caldo dopo quello che è successo ieri sera.
« Sophia non dire sciocchezze e mettiti seduta vicino a Kai » mia madre mi lancia un'occhiataccia, quando pronuncia il mio nome lui si gira verso di me e mi fissa.

Perdo l'equilibrio, manco di tanto la sedia e finisco con il sedere per terra.
Mi aggrappo al tavolo per sollevarmi e ignoro le mani di Kai dietro la schiena.
Gli rivolgo un sorriso impacciato, ma lui resta lì a guardarmi senza ricambiare. Serro le labbra, mia madre ci porta i piatti e mi accorgo che manca qualcosa nel mio.

Io ho due pancake in meno rispetto a Kai...
« Tuo padre è andato a lavorare, invece ieri sera ho visto che voi due siete tornati tardi » non ricordo assolutamente nulla, quindi Kai mi ha portato a casa ma poi cosa è successo? 
« Kai ha detto che vi siete addormentati con Lily nel vedere un film. La prossima volta però avvisatemi » Mia madre si gira per prendere una cosa in cucina, quando non ci vede Kai prende il suo pancake e me ne regala uno.
« Si scusa » Mormoro, i miei occhi guardano ogni suo movimento.
Se qualcuno potesse vedermi direbbe che nelle mie iridi emanano amore, perché non mi sarei mai aspettata un gesto del genere.

Kai inaspettatamente si avvicina al mio orecchio, io resto pietrificata
« Occhi grandi hai dormito bene dopo ieri sera? » sussurra, sto per rispondergli di no perché ho male alla testa ma lui mi strizza la coscia, posizionando la mano più basso. 
Dò un'occhiata a mia madre che ancora è occupata con la cucina e poi rivolgo lo sguardo a Kai

« Ehm si...bene grazie » sento le vampate di calore, il mio cuore martella sul petto. Allora nel panico prendo in bocca un pancake pieno di sciroppo d'acero per farmi vedere indaffarata,  mastico e deglutisco, indico la mia guancia
« È molto bu-. » mi zittisce baciandomi, passa la lingua nella mia bocca, non mi da il tempo di reagire che subito si stacca da me inebriandomi
« Avevi un po' di sciroppo d'acero...»  le sue dita si posano sul mio labbro inferiore, facendolo abbassare
«...proprio qui » si lecca il bordo della bocca, i suoi occhi sono puntati in basso, verso il mio viso
« ah si...» sembra più una domanda che un'affermazione. Siamo ipnotizzati dalle nostre labbra, io sto per avvicinarmi con il viso.
Lui sorride, e riprende a mangiare i pancake.
Lo guardo per qualche secondo, non so bene come debba interpretare questo gesto.

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