"È un vero peccato che impariamo le lezioni della vita solo quando non ci servono più"
Oscar Wilde
Mio padre mi sveglia dopo ore di sonno, sento il collo dolorante visto che il sedile è scomodo, mi lamento mettendo una mano dietro la nuca "ci fermiamo un attimo così da prendere un caffè" slaccio la cintura, appena guardo dove siamo mi metto a ridere, l'unico posto dove non avrei mai pensato di rivedere.
Il breakfast, qui ho incontrato la prima volta Kai.
Esco dall'auto e mi dirigo dentro al bar, sembra che il tempo si sia fermato perché l'anziana sta pulendo le scale e appena ordino un caffè insieme a mio padre, l'uomo dietro al bancone mi lancia un'occhiataccia.
Mi sono seduta al posto di Kai, rivolgo lo sguardo verso le bustine di sale e zucchero. Sono identiche, potevano scambiarle chiunque...le giro e mi accorgo che la bustina ha su scritto: Sale/ Zucchero.
Mi sento una deficiente.
Lascio perdere dando comunque la colpa al breakfast. Prendiamo il caffè, papà mi informa che potrebbero esserci ospiti a casa, come se non fosse mai successo...Torniamo in macchina e mi rimetto a dormire.
Ore più tardi finalmente sono arrivata a casa, mi chiedo cosa stiano facendo gli altri a mezzogiorno...mia madre riporta i miei pensieri per terra quando mi dà metà abbraccio e mi sussurra all'orecchio "corri nella tua stanza, abbiamo ospiti. Ti ho messo un vestito stirato sul letto" Annuisco, sgattaiolo senza farmi vedere, non ho niente di personale nella mia camera perché tutto quello che possiedo sta nelle valigie, però sono macchina. Probabilmente mio padre le tirerà fuori dopo il pranzo con gli ospiti.
Le voci non mi sembrano familiari, non indago più di troppo e metto il vestito elegante scelto ovviamente da mia madre. Scendo le scale di casa, e dopo essermi data una sistemata alla faccia e ai capelli sono pronta per presentarmi agli ospiti.
Entro in scena "oh eccola" mia madre sorride, io cerco di fare altrettanto "Sophia ti presento la famiglia Stone, si è trasferita da poco nei nostri quartieri e pensa un po'! Il loro figlio Oliver verrà con te al College di Oxford" mi avvicino alla tavola imbandita di cibo "è un piacere conoscerti Sophia Clark"
Oliver si avvicina, prende la mia mano baciandola delicatamente, nello stesso esatto momento mi guarda e fa l'occhiolino con un sorriso, si allontana con nonchalance.
Come se non ci fossero i nostri genitori a guardarci.
"Sembrano andare d'accordo" frenetica mia madre con quella di Oliver "Mio figlio sceglie solo il meglio" corruccio la fronte, non ho neanche il tempo di pensare a cosa si riferisse che mio padre aggiunge in tono acido "Sophia è una ragazza brillante, Oliver dovrebbe essere consapevole con chi ha a che fare" mia madre lo guarda male "intende dire che sono tutti e due dei ragazzi eccezionali, siamo fortunati che siano stati accettati a uno dei migliori college d'America" cerca di alleviare la tensione.
Pensano che Oliver sia un tipo interessante per me?
Per caso siamo tornati nell'antichità dove si combinavano i matrimoni?.
Mi metto seduta e iniziamo a mangiare, Oliver cerca in tutti i modi di avere un mio sguardo ma non glielo permetto. Con la coda dell'occhio vedo che ha la mania di toccarsi i suoi capelli riccioluti, sono biondi quasi oro per quanto siano luccicanti e voluminosi. Nel mentre che i nostri genitori parlano, rivolgo lo sguardo a Oliver così da lanciargli un'occhiataccia, deve smetterla di guardarmi. Quando lo faccio lui sorride, io sono ancora più infastidita.
"Ragazzi andate in camera, dobbiamo parlare di alcune cose. Sophia fai vedere a Oliver la tua stanza, o i tuoi progetti per il futuro" mi cade la forchetta sul piatto "eh?"
"Si vai" mia madre che invita un maschio nella mia camera? Non l'ha mai fatto con il mio ex...
"Oppure andate in giardino" sottolinea mio padre.
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Amore impossibile
Romansa[COMPLETA, in arrivo il sequel] Gli amori impossibili sono amori rari, imperfetti, tormentati, struggenti, passionali, folli. Sophia Clark, una ragazza statunitense, è in cerca di divertimento a Santa Barbara con la sua migliore amica Lily. Durant...
