Attratta dalle spine (38)

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"Se due persone si amano, non può esserci un lieto fine."
Ernest Hemingway

Fin da piccola ho sempre avuto il terrore di non lasciare il segno.
Ho cercato di prendere un sentiero senza tracce, perché in questo modo posso mantenere l'impronta.

Io credo di averci provato, al massimo, ma alla fine tutti mi hanno abbandonata.
Hanno ragione, sono un'amica terribile.
Il fatto di non essere più legata con Lily, è ancora sconvolgente.
Ci siamo sempre viste e sentite, quindi quando si è arrabbiata perché lei pensa di controllarmi, io ho deciso di non scusarmi, ha sbagliato e Lily si scuserà.
Mi chiedo se al ringraziamento avrò modo di vederla, così chiariremo e magari, perché no, anche fare pace.

Sono stata fino a tardi, dietro alla porta della camera di Brooke.
Ad un certo punto sono dovuta tornare in stanza, ma penso che Jake sia rimasto lì tutta la notte.
Spero di sì.

Purtroppo in questa giornata, non ho avuto modo di incontrare Brooke.
È sabato, lei di solito torna dai suoi genitori, e molte volte l'ho invidiata.
La sua famiglia la vuole, la cerca, e l'accetta per quello che è.
Sono felice per lei, ma...avrei voluto avere anche io una famiglia del genere.
Una che ti accetta così come sei, che ti vuole accanto e che non si basa sull'apparenza ma ti chiede come stai finché non rispondi sinceramente.

Avrei voluto crollare, piangere intorno alle braccia di mia madre.
Ma lei non me l'ha permesso.
Avrei voluto farmi consolare, quando tutto andava male con la scuola.

La dura verità è che lei ha sempre pensato a sé stessa.
Solo che a sé stessa.

Il busso della porta mi fa tornare alla realtà.
Sono davanti allo specchio, e sto fissando la mia sagoma da una quindicina di minuti.
Troppi pensieri.
Troppe delusioni.

Non mi sono impegnata molto nel vestirmi, indosso la prima gonna e maglietta stretta che ho trovato nell'armadio, infilo gli anfibi, e infine sono pronta per uscire.

Apro leggermente la porta, non mi fido delle persone.
Sono abituata con Kai che mi piomba in camera, quindi questa volta sarò cauta.
Appena intravedo i capelli passati con il gel, ammorbidisco le spalle e raddrizzo la schiena.
« Jake » sorrido anche se dentro sono distrutta.
« Sophia...» Lui ha il capo basso, indossa una camicia bianca e dei pantaloni da smoking.
Rispetto a me sembra che debba andare ad un gala.
« So che non vuoi farlo, ma è davvero importante per me» il suo viso è cupo, non voglio costringerlo però non ho altre opportunità .
« Lo so...» mette la mano in tasca, la sua faccia è pentita e questo mi fa pensare a Brooke.
Probabilmente non sono riusciti a parlarsi.

«...ti ho portato questo» in tasca ha una scatolina, la apre e dentro contiene un anello con tante, piccole pietre luminose in argento.

« Non...N-non dovevi » balbetto imbarazzata
« Così sarà tutto più reale no? dovevo darlo a Brooke ma questa sera lo presto a te. Quindi usalo bene e non perderlo » prende il mio anulare e infila l'anello.

È incantevole, bellissimo, stupendo.
Ho tanti altri aggettivi da affibbiarli, ma la sua luminosità mi lascia senza parole
« Grazie...» questo gesto è molto importante per me.
Lui mi sorride imbarazzato
« Hai cercato di parlarle? » gli chiedo senza preavviso, non si aspettava questa domanda, al che si raddrizza e scrolla le spalle
« Si ma non mi ha voluto ascoltare.» annuisco.

Qualche minuto di silenzio basta per prendere la borsa e dire qualcosa stemperando la situazione
« Andiamo, gli altri ci stanno aspettando » in effetti è vero perché Madison, con il numero di Kai, mi ha scritto che ci stanno aspettando.

Amore impossibileLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora