La molletta dispersa (41)

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"A volte allontanarsi è l'unico modo di essere lì per qualcuno"
Wesley Eisold

La delusione è la peggior ferita.
Perché deriva da una fiducia ormai tradita, da una speranza strappata davanti agli occhi.
Mi sono sentita amata da Kai, e ho fatto l'errore di non dire del bacio con Jake.
Forse avrei fatto meglio a non dirglielo, così che, quella serata sarebbe finita nel modo migliore.

A tavola, impegnati nel mangiare i nostri panini e a ridere. Perché Kai ha organizzato quella cena per me, per aver passato il mio primo esame.
Io non mi sono neanche preoccupata del fatto che non abbia superato il suo.

« Ti vedo un po' pensierosa, sei agitata perché vedi i tuoi oggi o perché...» Donnie dissolve i miei pensieri e si avvicina al mio orecchio
« ...devi trascorrere un viaggio in treno con Oliver? » sussurra, e gli lancia un'occhiata, è a affianco a me. La mano tiene saldamente la valigia, dondolo con i piedi e il mio cuore martella all'impazzata
« Non so cosa aspettarmi al ringraziamento, sono sicura che andrà malissimo » chino il viso e osservo le mie scarpe nere, un po' vecchie, con lacci bianchi.

« Soph, guardami...» Donnie mi alza il mento, e io incrocio il suo sguardo
«... se qualcuno cerca di ferirti non esitare a chiamarmi, non mi hai mai parlato della tua condizione familiare. Ma io ci sono, e sai che ti voglio bene » mi avvolge in un caloroso abbraccio, e io mi faccio stringere.
« Ti voglio bene anche io» sussurro, e inspiro il suo profumo alla ciliegia.

Fa un passo indietro, si asciuga una lacrima quando rivolge l'attenzione a Oliver
« Ora basta smancerie perché altrimenti mi metto a piangere, ora vado. trattamela bene, sai cosa succede se Sophia mi ritorna con le lacrime? » Lui schiocca le labbra, e mi posa un braccio sulla spalla
« Sophy e io siamo una cosa sola » sorride fiero, a me invece viene solamente da vomitare.
Appena Donnie ci saluta lasciandoci da solo in stazione, io levo il suo braccio di torno
« Levati. » lo scanso e mi metto dopo la linea gialla, vediamo da lontano arrivare il treno.
Lui prende il mio braccio e indietreggio, quella linea gialla serve per avvertimento di non oltrepassarla?

« Sophy dobbiamo stare insieme in treno per parecchie ore, non cominciare a far così » mi ammonisce, nella testa chiedo perché abbiamo deciso di prendere il treno, per giunta insieme.
Poi rammento che mio padre non poteva fare avanti e indietro, e che nessuno dei due ha la macchina.

Il treno si ferma, e le porte si aprono. Come sempre mia madre mi ha rifilato il miglior posto di tutto il treno. Perché devo far vedere a tutti quanti quanto io sia perfetta e privilegiata.
Oliver mi supera, sale le scale e si ferma a guardarmi

« Che fai? Non sali?» sento una tensione alle spalle, e mi gira la testa. Non so come funziona il treno...
« i-io...» balbetto, le persone dietro di me si lamentano ma io sono impalata davanti alla porta
« Cosa Sophy? » chiede freneticamente, mi supplica di salire e lo faccio solamente perché qualcuno da dietro mi dice di sbrigarmi.
« È la prima volta che prendo il treno » sollecito, mi guardo intorno e tutto per me sembra così strano e nuovo
« Non...l'hai mai preso? » domanda quando prende le nostre due valigie, lo seguo da dietro e non capisco che sta facendo. Guarda di lato, a destra e sinistra.
« No » boccheggio, nervosamente metto due dita sulle labbra e premo fino a creare un piccolo taglio con le unghie.

« Ecco qui, siediti al sedile numero 23, io mi metto nel 22. » affianco abbiamo una finestra davvero grande.
« Già cominciamo Sophy? Tieni » mi passa un fazzoletto e tampono il sangue sulle labbra, non mi sono accorta del sapore metallico.

Ci sediamo, non so come comportarmi e quindi imito Oliver. Prende una rivista, e io faccio lo stesso. Con il dito umido gira il foglio, seguo ogni suo passo anche quando accavalla la gamba.
« Hai la rivista al contrario Sophy, se cerchi di imitarmi almeno fallo bene. Con eleganza.» prende il suo tè caldo, e anche io ne bevo un sorso.

Amore impossibileLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora