Ringraziamento (42)

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"Confusione è una parola che abbiamo inventato per un ordine che non si comprende."
Henry Valentine Miller

Lily è dimagrita davvero tanto dall'ultima volta che l'ho vista, probabilmente è causato dallo stress di questo college così facoltoso.
Entra in camera senza permesso, e io mi sento intimorita. Aleggia un'aria di tensione
« mi hanno detto che hai passato il primo esame » si avvicina alla mia scrivania, afferra il mio portachiavi e ci gioca con le dita 
« Si è vero, su diritto » deglutisco un mattone dentro alla gola, gli occhi di Lily trasmettono oscurità.

« Kate mi ha detto che tu e Kai...siete molto affiatati » non posso crederci che stia parlando di nuovo con questo argomento
« è vero » rispondi decisa senza trapelare la mia insicurezza, non so perché ma quando sto con Lily mi sento una bambina piccola.
« Sai ti sono sempre stata vicino, a cercare di rimediare i tuoi errori. » appoggia bruscamente il portachiavi e riecheggia il rumore nella stanza. Faccio un passo indietro per sicurezza

«...solo perché le nostre famiglie si conoscono, non sono obbligata a starti dietro per sempre. Tu non dovevi toccarmi Kate. »si mette a braccia conserte e si avvicina a me, io non indietreggio. Rimango ferma fissandola negli occhi

« allora perché stai ancora fingendo, come mai ti trovi in camera mia se mi odi? » avanzo di un passo, non può trattarmi in questo modo.
« Quanto sei stupida, non potrei mai dire a mia madre quanto tu sia un errore della natura. »  le spalle sono tese, ma appena sento pronunciare queste parole, io, mi sento terribilmente male.
Sono così sorpresa da come mi ha definito che sono rimasta a bocca aperta.
Chi era lei per definirmi errore della natura?

Non ti far giudicare mai da qualcuno che non ti conosce Sophie.

« Non sei nessuno per definirmi in quel modo. Se tanto mi odi possiamo dirlo alla mia famiglia, e non dovrai più subirti un peso come me » le braccia cingono i miei fianchi, se pensa di intimorirmi ha sbagliato di grosso.
Kai mi dà la forza di reagire, per questo lo ringrazio.
«...Non ti conviene dirlo a tua madre, sai cosa succede nel caso glielo dicessi? Dirò tutto su di te e Ryan » cita il suo nome vicino al mio orecchio, e io la allontano.

Non voglio sentire il suo nome.
No.
« Ryan...» sussurro debolmente, e i pensieri riaffiorano. Le sue mani, la sua bocca, i suoi pensieri...
« dirò di quanto tu sia stata così ingenua a credere che gli piacessi. Cosa direbbe tua madre? Probabilmente ti caccerebbe di casa. » indietreggio fino a sbattere contro il muro
« No...non è vero. » boccheggio, non lo verrà a sapere.

Le mani toccano i miei capelli, guardo il ghigno di Lily e la testa mi risucchia tutta la mia lucidità mentale.

« Oh si, e se... » non la faccio finire in tempo che mi scappa uno schiaffo sulla sua faccia.
Sto per chiederle scusa, rimane ferma a pensare e io mi preparo psicologicamente per un ricambio.

Con mia fortuna ci chiamano per mangiare
« È pronta la cena! » mi levo dalla sua vista, lei si tocca la guancia e prima che potrebbe far qualsiasi mossa, rispondo
« Arriviamo » ed esco dalla camera.
La cena è stata abbastanza veloce perché mia madre deve preparare i festeggiamenti del ringraziamento.

Non pranzeremo in famiglia, come solito fare in altre case. Ma inviteremo tutti i suoi amici aristocratici.
La gioia mi passa per le vene.

Il mattino dopo sento strillare mia madre, dopodiché dei passi rumorosi si introducono nella mia camera
« Sophia stai ancora dormendo?» mia madre irrompe il mio sonno, alza le tapparelle e tutto quello che voglio fare è morire. Oggi è un giorno importante per lei, per me invece è un supplizio.
Devo incontrare persone, le stesse persone di diciotto anni solo per compiacerla
« su alzati » alza su le coperte, il freddo si attacca alla mia pelle.
Non ricordavo quanto fosse gelida San Francisco.

Amore impossibileLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora