"Vorrei avere avuto più fiori che cicatrici nel cuore.
Ma alla fine si è ciò che la vita t'insegna ad essere."
Anna
« È una follia » Il padre di Sophia si tocca la fronte e gira intorno al salotto.
Sono seduto davanti a Meredith, che non smette di fissarmi.
«Peter l'hai messa a letto? » chiede per la decima volta, e il marito sembra roteare gli occhi.
Un gesto di famiglia.
« Certo, ma questa situazione è paranormale. » sbuffa, cammina avanti e indietro pensieroso
« sono d'accordo signori Clark » cerco di calmarli. Meredith sembra stia per piangere, con la mano afferra un fazzoletto e se lo porta sotto l'occhio, asciugandosi una lacrima
« Noi..n-noi pensavamo foste tutti...morti, con lei...» sussurra l'ultima frase, istintivamente chiudo gli occhi e un brivido mi percorre lungo la schiena.
Le dita salgono sulla mia cicatrice, sento ancora il dolore alla tempia e al cuore.
Un mare di urla e pianti.
Mi ricordo mia sorella, posizionata sul seggiolone che non è riuscita a trattenere le lacrime dopo lo schianto.
Per calmarla, mi sono avvicinato con il viso e le ho cantato la sua canzoncina preferita, quella di nostra madre che prima di andare a dormire ce la cantava sempre.
In quel momento non è stato importante la ferita sulla tempia, il sangue sul viso e le pulsazioni dolorose.
L'importante è sempre stato prendersi cura della propria famiglia.
Poi sono arrivati i soccorsi, e il seguito si sa già.
«...non ci hanno fatto sapere più nulla dopo l'incidente» Peter prosegue la frase di Meredith e mi riscuote dai miei incubi.
Sul mio viso si forma una smorfia, di dolore.
So bene che Meredith e mia madre sono state amiche fin dall'infanzia. Ho ancora in Inghilterra un cassetto con le loro foto, prima che mio padre cancellasse le sue tracce.
« Lo so...Christopher non l'avrà permesso...come suo solito » tamburello le dita sul tavolo, incrocio lo sguardo di Meredith.
Lei avvicina, un po' troppo, la mano sulla mia guancia, sbatte più volte le ciglia umide lasciandomi una carezza, del calore che mi è stato proibito fin da piccolo.
« Assomigli tutta a tua madre Kai, quegli occhi blu...» io li odio. Schiarisco la voce, mi alzo facendo cadere la sedia all'indietro.
Non voglio ricordare che io assomiglio inevitabilmente a mia madre.
Lei era unica, io sono un incubo vivente.
Sono la copia uscita male di mia madre.
Mi ricordo quanto fosse gentile, delicata, simpatica...le piaceva ridere.
Ma io non sono così.
Quello che ho impresso mi ha marchiato a vita.
«... si ecco...» la mia voce è roca, loro sono sobbalzati dal rumore della sedia.
La rimetto al suo posto, e spero di non aver svegliato Sophie.
«...Sophia non dovrà saperlo» chiarisco prima che le acque possano trasformarsi in tsunami.
« Cosa? » prorompono entrambi.
Meredith si alza con la mano sul cuore, e un'altra appoggia il fazzoletto sulle labbra.
Cammina verso una libreria, la osservo ad ammirare una foto in particolare, quella che ritrae lei e mia madre
« Non se ne parla » Suo marito rompe il silenzio, vorrei rinfacciargli che Sophia è stata all'oscuro del bambino tutto questo tempo ma ingoio le parole molto brutte che vorrei sputare.
« Be' Peter, forse ha ragione Kai. Dopotutto Sophia..»
«..Sophia cosa? » intercide il marito, io non m'intrometto nella loro discussione.
Mi chiedo se Sophia stia ancora dormendo...
« Lei non si ricorda di lui » rifila, sento tensione tra i due.
La madre di Sophia non sa nulla di sua figlia, il padre non è da meno.
Si sono mai chiesti se lei avesse voluto avere un fratellino o una sorellina?.
A quanto pare no.
« Meredith, tua figlia vuole diventare un'assistente sociale per lui. » mi indica con disprezzo, io mi acciglio.
Cosa vuole da me?.
Meredith ci pensa su, cambia idea a sol pensare della carriera di sua figlia e dell'immagine che ne avrebbe dato.
« Potremmo dirglielo, almeno cambia lavoro » bofonchia, io non partecipo alla sua risata. Mi stanno dicendo in faccia che Sophia non dovrebbe diventare un'assistente sociale, potrebbe aiutare tanti bambini in difficoltà, ma non può solo per l'immagine della famiglia?.
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Amore impossibile
Romance[COMPLETA, in arrivo il sequel] Gli amori impossibili sono amori rari, imperfetti, tormentati, struggenti, passionali, folli. Sophia Clark, una ragazza statunitense, è in cerca di divertimento a Santa Barbara con la sua migliore amica Lily. Durant...
