Non ci credo.
E' andata a Napoli, la citta' piu' pericolosa al mondo, per lei e per la sua situazione economica.
Poco furba.
***
Arrivati, non sappiamo dove iniziare a cercare.
Dicerto non si puo' permettere grandi cose, quindi andare nei quartieri e' la cosa giusta.
Un problema: a Napoli ci sono molti quartieri.
Passa un uomo, abbastanza in carne che ci da un foglio.
"Innagurazione di un ristorante.""Magari si trova qua, dovra' pur mangiare no? O lavorare?"mi dice luca.
"Ineffetti. E' andata via senza un euro, mentre nella nostra citta' vendeva a mano a mano suoi quadri, o faceva i ritrattu alla gente, alla riva e poi gli vedeva il ritratto. Ma la nostra, e' una citta' piccola, e' facile guadagnare qualcosa. Napoli e' enorme ed e' difficile guadagnare.
"Andremo lì, non possiamo stare tanto tempo." -dico io.
"Lo so."
"Facciamoci un giro intanto."
Ci avviamo dove c'è molta gente, notiamo l'inizio di un mercato di alimentari. La gente si ferma e si saluta. c'è un calore assurdo. Non sono mai stato al sud, e per fortuna Alex, senno' non avrei mai visto questa magnifica citta'.
"Hey"-gli dico a Luca.
"Che vuoi?"
"Ti ricordi di quella sera, vero?"
"Si."
"Sapevi dell'allarme?"
"No"
"Bugiardo."
"Una volta."
Vedo una chioma bionda.
Allungo, la vista. E' lei.
Inizio a correre e vado verso di lei, lei se ne accorge e senza girarsi, scappa.
La inseguo, lei imbocca dei vicoletti e alla fine la perdo di vista. Luca e' dietro di me.
"L'hai vista?"-mi chiede.
"E' lei."
"ALEX, DOVE SEI? VOGLIAMO SOLO PARLARTI."-Urla Luca.
Sorrido un po'.
"Con lei, non funziona. E' gia' dall'altra parte della citta'."-gli dico con un tono sarcastico.
**
Torniamo indietro nella nostra macchina.
"Sono le tre, dobbiamo tornare a casa."-mi dice Luca.
"No, dobbiamo restare Lù. Dobbiamo cercarla."-gli dico.
"Chiamala di nuovo digli che alle quattro, andiamo via e non torniamo. Digli che meritiamo un addio."-mi dice.
Luca ha ragione.
La chiamo.
"Lo sai, chi sono. Ti ho vista. Alex vogliamo solo parlarti. Noi alle quattro partiamo, se ci tieni, ti aspettiamo in piazza, al parcheggio della pizza."-dico, anzi mi dico.
Luca entra in macchina, ed io chiamo Marta.
"Hey"-mi risponde.
"Ciao, come stai?"
"Abbastanza bene, quando torni?"
"Stasera sul tardi, abbiamo deciso di ritornare."
"Non avete trovato nulla?"
"Nono l'abbiamo vista, ma e' scappata."
"Di nuovo?"
"Di nuovo."
"E quindi?"
"Non loso, Marta. Gli ho lasciato un messaggio nella segreteria. Vedremo."
"Mi manchi."
"Anche a me."
"Oggi e' venuto Daniele sotto casa."
"Davvero?"
"Si."
"Che ti ha detto?"
"Le solite cose."
"Senti Marta, dobbiamo parlare."-dico ricordandomi del patto.
"Dimmelo ora."
"Un giorno, ho fatto un patto con Daniele."
"Ma che stai dicendo?"
"Mi ha chiesto di riniziare il gioco, per capire se ti piacevo ancora."
"Simone, che cazzo fai?"
"Ma Marta, io l'ho fatto perche' volevo riaverti non per quel patto."
"Basta Simone. Sai inventarti cazzate, su cazzate."
Marta riattacca.
Mi aspettavo questa reazione. Mi giro e vedo Luca guardare dietro. Non vede l'ora di vedere Alex.
Guardo l'orario:15.30
E' quasi ora.
Prendo un foglio e una matita dallo zaino e disegno, i vocoli con colori di Napoli: gioiosi.
Rosso, verde, giallo, viola, azzurro.
Disegno la gente, abbracciata o che si bacia o che litiga.
Mi firmo.
"Sono le quattro, Simo"-mi dice Luca e poi continua dopo una pausa "andiamo"-conclude sicuro.
Mi giro, e la vedo ammirarci da lontano, con l'occhiali da sole e un cappello sopra la testa.
"Eccola lì"-la indico a Luca.
Luca scende dalla macchina.
E poi si osservano, lei si avvicina a noi, a passi lenti.
"Forse dovresti parlarci tu per primo"-gli dico a Luca.
Luca fa cenno di si. Gli va incontro ed io intanto metto dentro il disegno.
"Non e' tempo per noi, e' tempo per me."-sento dire da Alex.
Lui torna indietro, e sconvolto rientra in macchina.
"Faro' subito, giuro."-gli sussurro.
Gli vado incontro.
"Te ne sei andata così, senza dire una parola. Ti sembra un comportamento giusto? "-gli chiedo.
"Ho letto, le tue parole. "
"E quindi? Il fatto chd io ami Marta, non significa che non posso aiutarti non ho mai pensato dj abbandonare la nave. Sei tu, che hai mollato. Torna con noi."-gli dico.
"No, mi dispiace. Voglio restare qua."
"Perche'?"
"Non posso sopportare di vedere l'uomo che amo, con un altra, tutti i santi giorni."-mi urla jn pieno viso.
"Ho capito."-dico annuendo.
"Simone, ci rincontreremo."-mi dice.
"Io penso di no."-dico tornando in macchina.
Accendo la macchina e parto. SenA nemmeno salutarla. Si, sono deluso.
***
Durante il viaggio del ritorno, penso a mille cose.
Alex, non stava bene, si vedeva. I suoi occhiali per nascondere gli occhi, per non farsi vedere.
So i suoi trucchetti.
Penso a cosa mi aspettera' una volta tornato.
Dovro' parlare con Marta e sara'dura, controbbattere.
***
Torniamo alle 23, sono stanco morto.
Mi siedo nella serranda di casa, non fa molto freddo. Chiudo gli occhi.
Sento dei rumori.
Apro di nuovo gli occhi.
"Come ai vecchi tempi eh?"-mi chiede una voce.
Marta.
Sorrido.
"Hai aspettato fino adesso?"-gli chiedo
"Fino adesso."
"Che ci fai qui?"
"Per parlare."
"Dimmi, allora."
"Non mi importa. Questa e' un altra cosa, che non ci vuole insieme, questo patto, assurdo. Voglio stare con te, nonostante tutto. A che serve stare lontani se poi ci si ama da lontano?"
"Forse perche' non si sa amare da vicino."-cerco di rispondere io.
"Oh si, noi sappiamo farlo."
"Per me va bene, lo sai."
"Non mi sembri contento."
"Sono stanco, ho avuto una giornata assurda, Marta."
"Mi dispiace."
"Ha deciso di rimanere in quel posto."-dico io con un tono incredulo.
"Ha deciso di fare la sua strada."
"Scusami, sto parlando ancora di lei."
Marta si siede accanto a me.
"Non fa nulla, davvero."[Penultimo capitolo]
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Superiamo insieme queste paure.
Random"Dedicato a te che non sai come affrontare le tue paure. Ricorda, però che in due si affrontano meglio. "