Ci sediamo nel divano.
"Allora cosa vogliamo fare?"-gli chiedo mangiando i biscotti.
Marta mi guarda perplessa.
Un buon padrone sa, cosa si deve fare e quando.
Mi madre scende dalle scale, con tutte le foto.
"Io credo di sapere cosa fare."-dice lei mettendosi vicino a Marta.
Mamma adora guardare foto vecchie ed entrare in punta di piedi nei ricordi.
"Oh si, scopriamo il passato oscuro di Simone."-dice Marta ridendo.
Mi madre inizia a far vedere foto.
Io appena nato.
"Ricordo perfettamente,il giorno in cui e' nato e i dolori. Mi ha torturato. Ma quando lo sentivo, dentro di me, confermava la mia esistenza. Ogni volta."-dice mamma passando alla seconda foto.
La seconda foto, ero io a mangiare la torta nel mio primo anno di vita.
Ero tutto sporco.
Marta sorride.
"Che carino."-dice lei.
Mia madre passa alla terza.
Ero io, il primo giorno di scuola.
Ero felice, cosa che non sono piu' ora.
"Gli piaceva andare a scuola."-dice la mamma e poi continua "Ed ora no."-conclude.
Lei ride e anche Marta.
Due buone amiche ed io sono come uno spettatore, in questa situazione.
Che guarda ma non dice nulla.
Mamma passa all'ultima.
"Questo e' qualche anno fa, io, lui e Francesco. Il padre."-dice lei con un tono tremolante.
"Mi dispiace."-dice Marta.
Predo la situazione in mano.
"Ho la Wii, ricordo che non riuscivo a fare un livello qualche anno fa, facciamo una sfida?"-chiedo a Marta.
Lei mi guarda.
"Si, certo."-mi risponde.Accendo ancora scosso il gioco, mia madre se ne va in cucina
Do il telecomando a Marta e avvio la sfida.
Si parla di tutti gli sport al mondo, chi li sa fare meglio, vince.
Ci posizioniamo.
"Tanto vinco io, come a calcio."-dico io.
Marta ride.
"Speraci."-mi risponde.
Fa del suo meglio.
Perde punti.
"La finisci."-mi dice sorridendo.
"Ho appena cominciato."
Marta mi da una spintarella e si mette nella mia posizione.
Perdo punti.
Alla fine lei vince.
"Non e' giusto."-dico con una voce seria.
"Ma dai! Per una volta che perdi! Di che ti lamenti?"
Marta si siede sul divano stanca ed io pure.
"Mi dispiace per quello che e' successo prima."-mi dice.
"Non fa nulla."-gli dico.
"Non eri ancora pronto, lo capisco."
"Non lo saro' mai."
Marta guarda oltre, guarda l'orologio.
"Si e' fatto tardi."-mi dice guardando fuori."Già, te ne vai?"-gli chiedo.
"Solo se vuoi."-mi dice guardandomi negli occhi.
Non so il perchè, gli guardo le labbra, poi il suo collo e infine le mani.
Le mani mi colpiscono sempre di una ragazza, anche i capelli.
Sciolti e ricci mi sono sempre piaciuti.
"Non voglio."-dico io infine.
Non chiedetemi perchè voglio Marta ancora qui. Non lo so.
Non ho mai saputo molto della mia vita, l'ho sempre vista da fuori scorrere e ho sempre preso decisioni che alla fine non mi hanno mai dato qualcosa in cambio, anzi.
Mai nulla di positivo. Per una volta, mi sento dentro alla vita, alla mia vita. Mi sento perso perchè io in questa vita non so che strada fare. Mi sento come Dante nel bosco di sera, perso e impaurito. Di Marta, già, so una cosa. E' un uragano, vuole certezze cosa che io non posso dargli, nemmeno come un amico. Perchè non ne ho nemmeno io, vivo alla giornata. Faccio scelte puramente egoistiche e non saprei come non ferirla.
La luce attira molto e l'oscurità, lo sa bene.
Ma sa cosa fare, lasciare stare.
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Hola, chicos.
Non sono molto contenta del capitolo, ma è necessario per il prossimo.
E' un capitolo di passaggio. Volevo solo dirvi, se leggendo fino adesso la storia c'è qualcosa che magari volete chiedermi o semplicemte qualcosa che non vi piace.
Accetto anche quello.
Al prossimo capitolo:)
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Superiamo insieme queste paure.
Random"Dedicato a te che non sai come affrontare le tue paure. Ricorda, però che in due si affrontano meglio. "