il thè alle undici di sera.(23)

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E' sera ma oggi non fa molto freddo. Non ho sentito, Marta per ben due giorni.

Mi manca.

Prendo una coperta e la chitarra ed esco fuori nella terazza.

Mi siedo nel dondolo, ormai molto vecchio. Suono le mie prime note, di Kiss You.
Mi fermo appena sento dei passi, a causa del buio non vedo chi è.
"Simone."-dice una voce familiare.
E' Marta.
"Ciao, che ci fai qui?"-gli chiedo stordito.
"Non sei venuto a scuola, pensavo fossi morto."-mi dice.
Si mette accanto a me seduta.
"Non stavo molto bene."-gli dico riprendendo la canzone.
"Come stai messo?"-mi chiede.
"Abbastanza bene."-gli rispondo
Lei si mette a braccia conserte.
"Hai freddo?"-gli chiedo.
"Un po'."
Allungo la coperta, lei la prende e se la mette sopra alle spalle.
Lei sorride.
Compare mamma.
"Oh."-dice guardando quella scena e poi continua "non volevo, prendete."-ci dice imbarazzata.
Ci da ad ognuno di noi, una tazza di thè.
"Posso sentire la tensione."-mi dice soffiando sopra alla bevanda.
"Non sono agitato."
Marta mi fa uno sguardo contrariato.
"Ti vedo, moscio, che hai?"-mi chiede.
"Ho mal di amore."-gli dico guardandola.
Lei sorride.
"Dai non mentire."
"Che ci fai qui Marta?"-gli chiedo serio.
"Avevo voglia di vederti."
"Dopo essere scappata, certo. Poi dicevi a me eh? "
"Avevo bisogno di farlo."
"Non mi importa. A me mancavi Marta. Tutti questi due giorni, ho pensato a te. E tu? Tu cosa hai fatto? Io Marta, Ti Amo e non sono piu' disposto ad essere qui con te senza poterti toccare ne baciare. Diciditi."-dico un pò cattivo.
Per un secondo mi trasformo in un altra persona, divento spietato e tutto quello che ho detto prima, tutte quelle parole sono sparite.
"Non rispondi?"-chiedo.
Lei beve un sorso di thè e poi mi guarda.
Abbiamo fatto un progresso, ancora non se ne e' andata.
Gli ho detto "Ti amo" e lei e' rimasta ferma, così. La delusione mi prende e mi uccide piano piano.
"Puoi anche andartene."-gli dico serio.
Lei spalanca gli occhi.
Tolgo gli occhi su di lei e poi guardo lo strumento.
Lei delicatamente posa la tazza e va via.
Evidentemente non mi merita.
Quando papà diceva di "vivere la vita", diceva proprio questo, di non perdere tempo con persone che non ti meritano abbastanza.
***
Dopo alcuni istanti, mi alzo. Sospiro.
Apro la porta di casa e la luce che e' all'intero esce fuori, fino a far vedere tutto il piccolo giardino.
Mi giro.
La vedo ancora lì.
Piange.
Forse sono stato troppo crudele?
"Scusami dovrei andare."-dice lei notando la luce e i miei occhi su di lei.
"Dai vieni dentro."-gli dico indicando l'entrata.
Lei entra asciugandosi gli occhi.
Vedo mamma mangiare il pandoro.
"Ops sono stata beccata."-dice ridendo.
Marta sorride un pò.
"Andiamo al bagno."-dico a Marta.
Entrambi andiamo al bagno, ci entriamo. Chiudo la porto.
" mi dispiace, non volevo starmene là, al buio."-mi dice lavandosi il viso.
" Ti va di rimanere a dormire?"-gli chiedo.
Lei mi guarda e annuisce.
Usciamo e saliamo entrambi in camera. Lei si toglie le scarpe ed io anche dopo ci stendiano nel letto.
L'abbraccio.
****
Non sono riuscito a dormire subito. E giuro, ho sentito anche un "Ti amo anche io".
Ho sentito il suo respiro nervoso e poi di nuovo calmo.

Musica per le mie orecchie.

Superiamo insieme queste paure.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora