la cena -parte due.

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Ci portano la pizza.

Lui parla ma io non lo ascolto. Penso a come io, stia tradendo per la seconda volta la fiducia di Simone. Quando gli diro' del compito e di questo, mi parlera'? Sara' ancora in grado di amarmi?

"A cosa pensi?"-mi chiede Daniele.

Guardo oltre.

"Ad un ragazzo, vero? "

"Si."-confermo.

"Dio, dimmi che sono io, dimmi che sono io."-dice Daniele guardando in alto.

Rido un pò.

"No, non sei tu. Tenta la prossima volta."-gli dico.

"Grazie eh. E chi sarebbe il fortunato?"-mi chiede.

"E' finita."-dico io concludendo il discorso.

"Perche' e come?"

Daniele sembra non capire. Io non ne voglio parlare.
"E' una lunga storia."-taglio corto.
"Sembra una storia che merita di essere raccontata."-mi dice.
"A inizio anno, ci siamo scontrati varie volte in classe. Ci evitavamo fino a quel giorno. Anni senza parlarci, senza conoscerci. Un giorno, mi ha chiesto di fare un gioco. Ricordo, che l'aveva intitolato "Superiamo Insieme queste paure."
A pensarci, adesso, quel titolo era perfetto.
Dovevo scrivere 5 paure sotto il mio nome e lui lo stesso. Dovevamo letteralmente superarle, insieme. Non erano cretinate.
Così, abbiamo iniziato a uscire per superare tali paure, da lì, piano piano me ne sono innamorata e anche lui di me. Adesso ti domanderai: "e allora? Perche' non sei con lui?"
Il punto e' che non lo conosci, puo' farti soffrire con un solo respiro. E' un rapporto rischioso. Lui mi fara' male, ed io non saro' pronta e crollero'. Quindi ho scelto me, di star bene."-concludo mangiando la pizza.
Raccontarlo così, e' davvero strano.
"Ed ora sei felice?"-mi chiede.
"No, ma passerà."
"Non passa nulla." -mi dice asciugandosi la bocca e poi continua "Se non sei felice, stai male lo stesso. E allora che cambia se ci stai o meno? Rischiatela, la vita e' anche questa. Tra qualche mese avrai il rimpianto, di non averci provato. Ti fara' star male quel rimpianto. Lo cercherai ancora, con gli occhi perche' non sei mai stata in grado di cercarlo con le parole. E piangerai. E allora io mi chiedo: "cazzo aspetti ad andare da lui?" Di dirgli, che non vedi l'ora di amarlo, di stare insieme a lui, nonostante le tue paure. Che sono grosse. Vivi Marta."-mi dice Daniele serio.
Guardo la pizza quasi finita, ne prendo un pezzo e la mangio.
Ha ragione, non posso piu' aspettare.
"Sei vuoi ti porto da lui, finita la pizza pero'."-mi dice Daniele.
"Faresti questo per me?"-gli chiedo sbalordita.
"Si."-conferma.
Gli sorrido e lui ricambia.

**
Finita la pizza, l'ansia mi assale. Stiamo andando a casa di Simone, e ho paura. Paura che non mi voglia piu'. Io non so che farei al suo posto, non lo so.
Daniele parcheggia la macchina, di fronte.
Noto che non c'è nessuna luce, ne un segno di vita. La macchina della madre non c'è. La posta, sembra non essere ritirata da qualche giorno.
Suono uguale.
Sperando che ci sia, qualche anima.
Niente.
E se si fosse trasferito? Oh mio dio, no.
Lo chiamo in preda al panico, niente.
Lo richiamo per una seconda volta, nulla.
Daniele scende, vedendomi in difficolta', a quel punto sono in lacrime.
Daniele mi abbraccia.
"Ho paura."-gli sussuro.
"Non me averne, lo troveremo."-mi dice.
Mi stacco. Mi asciugo gli occhi.
Mi siedo davanti alla porta.
"Aspetti qua?"-mi chiede.
"Per un po', ti dispiace?"
Lui si siede e mi sorride.
Si toglie la giacca, e la mette sopra alle mie gambe nude.
"Non avrai freddo, così."-mi dice.
Gli sorrido.
E' così, carino. Ma e' lontano da Simone.
Gli racconto un po' di cose, inizio a parlare a vanvera, come se fossi ubriaca.
Parlo perche' sono disperata, mi dico.
Gli parlo del mio vecchio cane, di Milano, di papà ad un perfetto sconosciuto.
Bene Marta continua così.
A mezzanotte, io e Daniele decidiamo di andare. Mi siedo sul sedile della macchina, e mi appoggio al finestrino. Chiudo gli occhi e piango.
Non voglio essere consolata, la colpa e' mia.
Ho capito adesso una cosa che dovevo capire da mesi, ma ho aspettato, cosa poi? Che le mie paure scomparissero?
Sei una bambina Marta, mi dico.

Superiamo insieme queste paure.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora