Le luci del Luna Parck di sera. (5)

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"Ti verro' a prendere alle 21."-dico a Marta prendendo la giacca.

"Con cosa?"-mi chiede.

"Con il motorino."-dico sorridendo.

Alza gli occhi al cielo e va via. Sa perfettamente che tra qualche ora faro' una delle mie. Per scelta.

***

"Dove cazzo sta il motorino di Carlos?"-chiedo al citofono di Luca.

Sono in ritardo, un ritardo tremendo.

"Simone dovresti smettere di fare queste cose."-mi dice ridendo.

Carlos e' il vicino, nerd che tutti vorrebbero. Puoi rubargli la moto, i soldi e forse anche la vita, lui non se ne accorge.

"Sta nel cortile."-mi dice luca.

Inizio a correre verso il cortile, prendo la chiave in tasca (ho fatto la copia con quella originale.) E scappo.
Scappo da Marta.
Che Cosa brutta da dire.
Sembro un innamorato.
Evito tutto il traffico e volo. Mi piace guidare questo affare. I capelli al vento, l'anima piu' leggera e il sorriso stampato. Anche se, c'è poco da ridere.

Arrivo da Marta.
Lei , e' seduta su una pachina davanti casa. Mi chiedo se ogni tanto, si mette là, e pensare.
Appena mi vede, si alza. E' molto carina. Quasi bella. Bellissima. Mi fermo davanti a lei.
"Hai il patentino?"-mi chiede guardando il motorino.
"Probabilmente si, probabilmente no."-gli dico sorridendo.
"Io non vengo."-mi dice mettendosi seduta.
Sorrido, un sorriso da cattivo ragazzo.
"Sei pallosa."-gli dico passandogli il casco.
Lo prende ,lo guarda e poi guarda me.
Sta scegliendo.
Sta scengliedo,se rimanere nel suo mondo o venire con me e scappare come una principessa per poi tornare a mezzanotte.
"Vengo."-conclude mettendo il casco.
Non avevo dubbi.
E' tenace.
Sale nel motorino per poi tenersi nel mio giaccone, gli prendo le mani e mi abbraccia totalmente per opera mia.
"Pronta?"-chiedo urlando.
"Sii."-risponde ridendo.

Parto subito alla velocita' della luce.
Il Luna Parck ,non dista molto ma e' lontano. Quella parte di citta',che non si caga nessuno, proprio come me.
***

Parcheggio in un prato, il motorino.
Io e Marta scendiamo e ci togliamo i caschi.
Le luci del Luna Parck, si vedono da lontano.

"Siamo arrivati."-annuncia Marta.

"Ma dai!"-esclamo io ridendo.

Sono nervoso.
Andro' sul quella specie gi giostra travestita da mostro.
***
Entriamo, non c'è molta gente ma abbastanza per chiamare una ambulanza in caso di morte.
Si, la mia.

"Ti vedo proccupato."-dice Marta ridendo.
Gli faccio una linguaccia.
"Andiamo a fare qualche tiro a calcio, lì!"-esclama Marta portandomi in quella parte.

"Voglio fare due giri."-dice allo straniero triste e paga.

Lo straniero triste posa la palla a terra e si risiede.
" Inizio io, sei troppo debole."-dico io ridendo.
Prendo la rincorsa,facendo anche gesti eglatanti, Marta ride e si copre il viso.
Alla fine calcio e goal.

"YEAAAAAAA"-urlo io, abbracciando lo straniero triste e Marta.
Marta ride e anche io.
Ci prova anche lei. Ma addirittura manca la palla, totalmente.
Scoppio a ridere e anche lo straniero quasi allegro.
E' simpatico il tipo.
Dopo una trentina di volte, Marta ha rinunciato a fare goal.
"Allora affrontiamo questa paura? Che dici?" -mi chiede Marta.
Mi guardo intorno.

"Va veloce." -gli dico.
"Ma il cuore di piu'."

Andiamo entrambi ai "Giri della morte." , pago i biglietti.
Io e Marta ci sediamo, uno straniero, ci mette la cinta, bene stretta.
Mi metto, la mano ,al cuore per vedere se c'è ancora.
"Stai tranquillo."-mi dice Marta sottovoce in modo che lo sentissi solo io.
Appena la macchina inizia a camminare piano, il mio stomaco fa le giravolte.
Ho l'ansia di morire.
La macchina va ancora piu' veloce, mi reggo. Va piu' veloce e i capelli mi vanno tutti all'indietro. Marta inizia a urlare e a maladire me e il mio giochetto di "Merda."
Ho riso cosi tanto ad ogni parola che stavo per morire.
Quando si ferma, Marta ha i capelli tutti alti e lo sguardo assassino.
Come posso non ridere? Ride anche lei.
Sceso, mi sento libero.
"Non era difficile no?"-mi chiede Marta.
"No, non con te."

In quell'istante, quella sera con le luci del Luna Parck tristi , io vi assicuro che siamo tornati ad essere congiuti ma questa volta in un modo giusto, non confuso.
E' come se,la luna si e' incontrata con il sole, la luce con il buio e cosi via.
Vi assicuro, che in quell'istante mi sono sentito un essere  libero.
Per una volta, mi sono sentito un ragazzo normale, che non fa scelte egoistiche e che si fa due risate senza fare errori.
Sono Simone, il non essere, come il vuoto, dove si muovono gli atomi in un modo casuale.
Non si giustificano, si muovono e basta.

Un po', come me. Non mi giustifico mai.

Forse oggi sono stato un essere quasi eterno, quasi speciale.

O magari no.

Superiamo insieme queste paure.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora