«Auguri, Maria.» le bacio una guancia, concedendole un sorriso dolce e pieno d'amore.
«Grazie, piccola.» mi abbraccia a sua volta, regalandomi il calore di cui avevo bisogno sul mio corpo infreddolito.
Mi fa accomodare nel suo salone, dove il profumo di lavanda si insinua nelle mie narici, odore che fa riaffiorare in me un senso di ospitalità e accoglienza.
I quadri in stile scandinavo sono appesi al muro proprio come li ricordavo, che abbelliscono la casa insieme a decorazioni varie e piantine grasse. Sui mobili sono poggiate le solite foto incorniciate, sorrido amaramente alla vista di una piccola me insieme a Vinnie, strano che non l'abbia ancora tolta da lì.
Il tavolo è apparecchiato e tutti sono già seduti, mancavo solo io, che ho ritardato anche questa volta.
Mentre mi spoglio del mio cappotto, gli sguardi sono tutti di me, compreso quello di Vinnie, che mi osserva di sottecchi.
«È il tuo ragazzo quello che ti ha accompagnato? Ho visto come vi abbracciavate qui fuori.» mi fa l'occhiolino Maria, mettendomi in imbarazzo davanti alla mia stessa famiglia.
Una risata nervosa fuoriesce dalla mia bocca. «Oddio, no, no. È solo un amico.»
«Sei sicura?» continua, con il suo sorriso furbo, a stuzzicarmi.
«Giuro.» alzo le mani e mi accomodo a tavola occupando l'unico posto disponibile, di fronte a Vinnie, che mi scruta con la mascella serrata e gli occhi neri dalla rabbia, come se ne avesse il diritto.
La cena viene servita in fretta, Maria è un'ottima cuoca e infatti, solo la vista di quelle prelibatezze mi fa venire l'acquolina in bocca.
Il nervosismo tende perpetuamente ad accrescere la mia fame e, con Vinnie che, davanti a me, mi guarda malissimo, la tensione non può che salire alle stelle, lasciando che il mio corpo si ingozzi di cibo innecessario.
«Dobbiamo parlare dopo.» sussurro cercando di farmi sentire soltanto da lui.
La sua espressione dura muta in una più confusa e perplessa, sembra pensarci su e forse sta provando a capirne il motivo.
La sua curiosità viene alla luce e, non appena mi vede finire la porzione di carne nel mio piatto, si alza facendo un lieve movimento con la testa per farsi seguire.
Gli sto dietro imitando i suoi passi frettolosamente, la sua muscolosa schiena mi sovrasta occupandomi tutta la vista dinanzi a me. Mi guida fino alla sua camera, che chiude a chiave per avere maggiore privacy.
«Chi è il ragazzo con cui sei venuta?» incrocia le braccia al petto guardandomi furioso, nonostante si stia sforzando nel dedicarmi una smorfia severa, la situazione mi fa scoppiare a ridere.
«Perché cazzo stai ridendo?»
«Perché fingi di odiarmi e poi sei geloso.»
«Non sono geloso.» scatta alzando la voce.
«Si, okay, adesso lasciami parlare.» chiudo sbrigativamente il discorso lasciandolo nella sua convinzione.
Prendo un sospiro, non ho la voglia di pensare di nuovo a quel mostro, eppure sono in dovere di farlo, per Vinnie. Mi siedo sul bordo del suo letto e stendo la schiena sul materasso, lui imita i miei movimenti facendo lo stesso. «Oggi ho visto Jacob.»
«Stai bene?» si alza di scatto, mi guarda dall'alto con preoccupazione, un velo di angoscia gli attraversa il volto.
Io rimango impassibile, sono sempre stata brava a nascondere le emozioni e, anche questa volta, non mi lascio tradire dalla mia faccia.
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Deceptive
Romance"Sono io, quei petali, e lui le mie spine; nonostante si fosse ostinato a tagliarle, loro faranno sempre parte di quella rosa, rendendola più forte e solo più bella." Alyssa Evans è una ragazza di diciannove anni, coraggiosa e dal cuore buono. Vinni...
