Questa storia è scritta da : Ilaria
“Simon! Vuoi dirmi dove stiamo andando?” chiese Isabelle scocciata.
Simon la stava trascinando per le vie di New York ormai da mezz’ora, alla ricerca di qualcosa di incredibile, aveva detto; peccato non fosse assolutamente sicuro di dove fosse.
“Vedrai, Izzy! Devo solo trovarli,” esclamò il ragazzo trafelato.
“L’ultima volta ci sono stato da bambino, di nascosto, perché i miei non volevano portarmici,” aggiunse ridacchiando.
Izzy lo guardò cercando di immaginare quale posto potesse essere così intrigante per un bambino, ma talmente inadatto alla sua età da costringere i genitori a vietargli di andarci. Le vennero in mente una marea di posti stranissimi e fu sul punto di puntare i piedi e immobilizzare Simon per farsi dire dove stessero andando; le ci mancava giusto di visitare qualche strip club per mondani o porcherie del genere.
“Mh, forse qui…” mormorò Simon girando un angolo.
E si bloccò senza preavviso, obbligando Izzy a spostarsi di lato per non andargli addosso. Si voltò a guardarlo, pronta ad alzare la voce, ma lo sguardo di lui era talmente stupefatto e intenerito da spegnere tutto lo spirito guerriero che aveva alimentato durante quella passeggiata. Aveva gli occhi che brillavano, la bocca aperta a disegnare una O perfetta.
Isabelle si voltò lentamente, cercando la fonte di quello stupore e rimase interdetta.
“Davvero, Simon?” chiese, non senza una punta di ironia.
Simon non rispose, gli occhi pieni di luci intermittenti e meraviglia.
“Simon,” riprese accondiscendente. “Cosa…è? Sono? Insomma, dove siamo?”
Il ragazzo si voltò esibendo un sorriso da togliere il fiato. “È Natale, Izzy!”
“Tecnicamente non ancora. Ma non hai risposto alla mia domanda” ribatté lei, esterrefatta dalla capacità del suo ragazzo di meravigliarsi davanti a cose tanto semplici quanto incomprensibili per lei.
Fece un gesto vago con la mano in direzione del caos di luci, addobbi, finte renne e Babbi Natali ammassati in mezzo a tavoli pieni di oggetti di ogni tipo e cibo profumato.
“Cos’è questa roba?” chiese quasi ridendo.
“Mercatini,” rispose Simon sempre sognante.
Doveva aver fatto un’espressione strana, perché l’entusiasmo del ragazzo si spense in un baleno e gli occhi balenarono verso il marciapiedi.
“Scusa, io…avevo così tanta voglia di vederli con te, ora che sono adulto. Volevo capire se ne valeva ancora la pena. Ma…capisco che è una scemenza” concluse parlando a velocità impressionante. “Possiamo andare a prendere qualcosa di caldo al bar all’angolo.”
Izzy fu presa da una sorta di tenerezza sconosciuta. Il suo strano, strambo, dolcissimo ragazzo adorava un sacco di cose mondane e le aveva insegnato ad apprezzarle; l’aveva portata lì guidato da un ricordo di bambino pieno di entusiasmo e stupore. E la sua reazione sembrava averlo spento come si spegne una candela.
Alzò un sopracciglio, prendendo la posa della donna di mondo che tanto piaceva a Simon: “Mi stai dicendo” rispose con tono ironico e deciso, “che mi hai trascinato fin qui e ora stai pensando di non prendermi nemmeno un regalo?”
Simon sollevò la testa di scatto, basito da quel cambio repentino di atteggiamento, e la fissò a bocca spalancata. Non sembrava riuscire a rispondere.
“Stai aspettando un invito formale ad accompagnarmi alla scoperta di tutte queste meraviglie mondane o…?” chiese Izzy sorridendo.
Finalmente Simon si riprese, raddrizzando la schiena e afferrandole la mano, puntando dritto verso una bancarella di dolci di ogni forma e colore.
“Allora, innanzitutto devi assolutamente provare…”
Simon raccontava, spiegava, parlava senza mai smettere, ma tutto quello su cui riusciva a concentrarsi Izzy era il sorriso sereno e gli occhi luccicanti. Non era molto interessata ai mercatini, comunque, il più bel regalo ce l’aveva di fianco.
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Shadowhunter in Christmas
Fiksi PenggemarUn calendario dell'avvento particolare. Ogni giorno una nuova parola e delle Fanfiction.
