Questa storia è scritta da : Koascrive
Si poteva morire d’imbarazzo? Alec se l’era chiesto spesso nell’ultimo periodo, per la precisione ogni volta che una situazione o una persona, Magnus Bane nello specifico, lo faceva arrossire così tanto che iniziava per davvero ad assomigliare a un pomodoro. Non che scoprire il sesso e avere una relazione stabile avessero migliorato le cose, anzi niente era davvero cambiato sotto quel punto di vista. Alec ancora si sentiva morire per la vergogna quando il suo ragazzo flirtava spudoratamente con lui, usando anche termini piuttosto espliciti. C’erano poi le volte in cui lo riempiva di complimenti, magari appellandolo con quelli che per lui erano stupidi e non appropriati vezzeggiativi. Si irrigidiva ancora quando lo chiamava “Fiorellino” mentre le annesse variazioni su tema come: fiorellino adorato e dolce fiorellino profumato, non miglioravano affatto il suo stato d'animo. Ciò che in quell’otto dicembre gli aveva proposto di fare, però, andava oltre ogni sua più fervida immaginazione. Era assolutamente inappropriato, aveva tentato di ribattere a un certo punto, sebbene inutilmente. Il suo balbettare non lo aveva aiutato, non lo faceva mai in effetti. E comunque sapeva che non sarebbe servito a niente, d’altra parte aveva promesso…
Era il giorno del compleanno di Magnus e Alec Lightwood aveva programmato una splendida giornata all’insegna del divertimento e del relax, oltre che delle coccole. Poteva non coccolare il suo amato pluricentenario stregone? Assolutamente no quindi aveva iniziato presto, poco dopo le otto, quando aveva preparato degli waffle belga che aveva servito su di un vassoio assieme a una tazza di cioccolata calda. Magnus aveva sorriso, stiracchiandosi pigramente tra le lenzuola di seta e allungandosi quel tanto da farsi baciare le labbra. Un cercarsi sin troppo rapido, a modo di vedere di un insoddisfatto Alec. Il suo ragazzo pareva attirato da altro e non soltanto dalla torretta malfatta di waffle pericolanti, che stavano sopra a un piattino e che erano ricoperti di sciroppo d’acero, minacciando di cadere. Era soprattutto per il pacchettino di una gioielleria che stava fra tazza e piattino. Era una collana. Niente di relazionalmente impegnativo, per citare le parole di Isabelle, ma abbastanza importante da poter dire: “Ti amo tanto, buon compleanno”. Aveva scelto per lui uno stupendo pendente in argento con un brillante blu che grazie all’angelo gli era piaciuto. Poi, dopo aver fatto colazione e un po’ di sesso, perché a suo modo di vedere quello non guastava mai, Alec si era fatto scappare la promessa. Non sapeva se era stato per colpa delle endorfine date dall’orgasmo o perché era davvero impazzito, ma gli aveva giurato che fino a sera avrebbe fatto tutto quello che voleva, obbedendo senza fare storie. Sulle prime aveva pensato che glielo dovesse, già solo per tutte le volte in cui si negava perché riteneva una determinata cosa troppo strana o imbarazzante. Per esempio, non si era mai vestito di giallo come Magnus gli aveva chiesto né era andato in giro per New York con indosso una maglietta con una scritta del tipo: “Proprietà del Sommo Stregone di Brooklyn” ma per un giorno… O meglio, per il giorno del suo compleanno avrebbe anche potuto fare un'eccezione. E invece il suo ragazzo non aveva manifestato il desiderio fargli mettere strani capi di vestiario. Quasi aveva tirato un sospiro di sollievo quando gli aveva detto che, invece, preferiva addobbare la casa per Natale. Si era sentito fortunato per tutta la mattina intanto che andavano e tornavano dal vivaio, persino mentre usava tutta la sua forza Nephilim per trasportare un enorme abete su per le scale e poi fin dentro al loro appartamento, perché “Senza magia è più bello, no?” lo aveva provocato lui, ammiccando. Alec non si era lamentato neppure dopo che il suo ragazzo aveva dichiarato di volerlo addobbare di bianco e oro. Non lo aveva trovato poi così strano, Magnus era eccentrico, aveva gusti nel vestire e nell’arredare casa piuttosto particolari. E poi, pensò guardando le centinaia di palline che aveva recuperato da uno scatolone, erano decorazioni molto belle. Alcune buffe, dalla forma di un pacco regalo o con il viso di Santa Claus o quello di una renna dal naso rosso. Altre invece erano delicate e sottili come vetro, ma scintillanti al pari di stelle. Fu con il sorriso che iniziò il proprio lavoro, recuperando un filo di luci e poi anche un secondo. Stava già per cominciare a girare attorno all’albero, quando la voce di Magnus lo fermò: “Aspetta, fiorellino, non siamo ancora pronti!”
“In che senso non lo siamo?” aveva chiesto Alec, molto innocentemente. C’era l’abete, c’erano le luci e gli addobbi, che altro gli serviva?
“Voglio che mi aiuti a decorare l’albero di Natale, come ti ho detto stamattina, ma vorrei che lo facessimo nudi. Entrambi.”
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Shadowhunter in Christmas
Fiksi PenggemarUn calendario dell'avvento particolare. Ogni giorno una nuova parola e delle Fanfiction.
