Strinte le mani di Mireia, cominciammo a ballare, a ritmo di musica, nel particolare, una canzone di Lana del Rey, alla quale ero veramente tanto affezionata.
Si parla di Yes to Heaven, una canzone che parla di un amore incondizionato; il significato di essa, rispecchia proprio la stessa autrice, che spiega con tante metafore, che seguirà sempre e per sempre il suo partner, in qualsiasi decisione lui prenderà.
Non sono affezionata a questo pezzo in sé, perché non ho un fidanzato e nemmeno una cotta, ma la ho dedicata alla mia stessa migliore amica e viceversa.
Io e lei, ci siamo conosciute durante un pranzo di famiglia, all'etá di cinque anni, dove entrambi i nostri genitori ci fecero avvicinare, mettendo così inizio ad una amicizia bellissima, che dura tutt'ora..dopo circa dodici anni.
Una volta finita la riproduzione, ci sdraiammo a peso morto, schiacciando il piumone, che prese la nostra forma.
"Ti ricordi quando abbiamo accompagnato Eneas?"
spiccó parola, voltandosi di pancia e prendendo tra le mani il suo telefono.
"Mh" la incitai a continuare, rimanendo in silenzio, guardandola segretamente smanettare sul suo apparecchio.
Ad un certo punto mi puntó il display per poco in faccia, facendomi sobbalzare, quasi acciecata.
"Cristo, Mira!" mi massaggiai gli occhi.
Lei rise beffardemente: "Guarda" indicò lo schermo.
Su di esso era ritratto un profilo instagram da 12,2 milioni di followers, un dettaglio che mi fece rimanere a bocca aperta, seppur non fossi a conoscenza dell'individuo. "Lo conosci?"
Mireia, riprese a ridere, come una bambina, sbattendo la sua mano sulle coperte. "Fai sul serio?"
Annuii, sentendomi completamente presa in causa: "Non capisco, Mira".
Lei si schiarii la voce e si mise a sedere, sul bordo del letto, "È il giocatore che aiutava tuo fratello, all'allenamento...te lo ricordi vero?" piegó leggermente la testa, aspettando una mia risposta.
"E quindi? Ho altro a cui pensare" sbuffai, riferendomi allo studio e alla scuola, alla quale sì, andavo bene, ma non come avrei voluto.
"Non pensi sarebbe un modo carino per intrufolarsi nella squadra?" con occhi sognanti, la biondina mi guardò, già pensando ad una strategia per conquistare il calciatore che tanto amava, ovvero Pedro Gonzalez. "Se solo avessi un fratellino piccolo!" continuó sempre lei, non lasciandomi parlare.
"Per me, puoi anche tenerti Eneas e due, non andró mai a fare amicizia con dei calciatori!" mi espressi, quasi con tono disgustato.
"Sei Insensibile, Catherine" Mireia fece il broncio, mettendo le braccia conserte, cercando di atteggiarsi infantilmente.
Io rimasi in silenzio, tornando sdraiata, a fissare il mio lampadario, in centro alla stanza.
Con la coda dell'occhio, potei notare la mia amica, cambiare pagina di Instagram e continuare a scrollare i post del calciatore di cui si innamorò tempo fa, in modo perduto. Mi ricordo ancora, quella sera, quando suo zio, la portó a vedere una partita, direttamente in prima fila e lì, conobbe di faccia tutti i giocatori del Barcellona, invaghendosi del centrocampista, Pedri.
L'amore è tanto bello, quanto peró, sofferente, infatti porta tanti di quei pianti e di quelle tragedie, che sarebbe meglio non innamorarsi.
L'unica volta in cui mi innamorai, o forse più che quello, era solo un enorme senso di ammirazione nei suoi confronti (o forse cerco di giustificarlo con questo) fu quando, mi ossessionai completamente del mio migliore amico..d'allora.
Per motivi finanziari si dovette trasferire in Australia, così prima della sua partenza, all'etá di quindici anni, decisi di dichiararmi, mandando tutto a rotoli. Da quel momento, rinunciai completamente all'idea di avere un ragazzo o perlomeno, di far battere il mio cuore per qualcuno.
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Millions -'ღ'- Gavi
Fanfiction.・。.・゜✭・.・✫・゜・。. Immagina essere ricchi, vivere in una bella casa, grande e spaziosa e poter soddisfare ogni tua necessità e bisogno. Bene, questa era la mia famiglia, ero frutto di due medici e il mio nome è Catherine Jiménez. Abbiamo origini itali...
