Indossai il lungo cappotto nero, che faceva risaltare i miei occhietti verdognoli e uscii di casa, incontrando subito il freddo di dicembre, che mi si fiondò addosso, facendo brutalmente muovere i miei capelli.
Strinsi le mani nelle grandi tasche, dove tenevo sia chiavi che telefono e mi feci coraggio, proseguendo verso il vialetto ed uscendo, chiudendo il cancelletto.
Il rumore di esso venne sommerso dal vento, che ululava come i lupi durante la notte, sotto al chiaro di luna, mentre io, continuavo a passo svelto verso la mia meta.
Finalmente arrivando in centro, non fui sola, ma anzi, c'era qualcuno, matto come me, che camminava solo, in questa burrasca.
"Brrr" sussurrai, sentendo i denti sbattere tra essi, mentre intanto, piccolissimi e invisibili fiocchi di neve, si posavano sulle spalle della mia stessa giacca, sciogliendosi subito. Mi guardai intorno, non sentendomi più sola, vedendo sopratutto le altre persone, in difficoltà quanto me.
Sentii una presenza accanto a me, affiancarsi alla mia spalla, sfiorandola con il suo giubotto, che richiamò la mia attenzione. Mi voltai leggermente infastidita, incrociando degli occhi nocciola, grandi e illuminati, in tutta quella nebbia così concentrata.
"Cath!" con la mano, l'individuo si tolse la sciarpa dal volto, rivelando a me, un viso così familiare che mi fece per un pelo imbarazzare.
"Ehi"
abbassai lo sguardo, notando il suo abbigliamento elegante ed accurato, simile al mio, ma ovviamente maschile. "Sono Pablo, non ti ricordi di me?" chiese, con un sorrisetto sul viso, come se pretendesse che mi ricordassi la sua faccia.
"Già" annuii scocciata, stringendo i pugni nelle tasche, continuando a camminare a passo con lui.
Lui mi squadró, osservando anche il mio, di abbigliamento, "Cosa ci fai qui? Fa freddo.."
"Non sono fatti tuoi" mi voltai, guardando la strada che stavo facendo, senza dargli troppo corda.
"Sei la prima ragazza che vedo che fa così" ridacchiò, prendendo in giro il mio comportamento riservato.
Sbuffai, facendo volare via, una nuvola di vapore dalle mie labbra.
"Ti sei offesa?" domandó lui premuroso, incontrando il mio sguardo e posizionandosi di fronte a me, fermandosi proprio d'innanzi a me.
Lo guardai dal basso, confusa dalla sua azione, che mi fermò, impedendomi di proseguire.
"Spostati, Gavi" lo chiamai per soprannome, scocciata dal suo comportamento tanto infantile, peggio di un bambino.
Lui si scostò, probabilmente sentendosi in colpa e finalmente potei proseguire, senza dare troppo conto a lui, che continuó a seguirmi, rimettendosi la sciarpa. "Scusa per prima, ho fretta" mi voltai leggermente, incrociando nuovamente il suo sguardo, intimorito.
"Non ti preoccupare.." sorrise, facendomi stare tranquilla che stesse bene.
"Tuo fratello è bravo a calcio, sai?" allungó il palmo della mano, voltandolo verso il cielo e raccogliendo un po' nevischio che ovviamente si trasformò in una microscopica pozza d'acqua. "Ci tiene" risposi soltanto.
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Millions -'ღ'- Gavi
Fanfiction.・。.・゜✭・.・✫・゜・。. Immagina essere ricchi, vivere in una bella casa, grande e spaziosa e poter soddisfare ogni tua necessità e bisogno. Bene, questa era la mia famiglia, ero frutto di due medici e il mio nome è Catherine Jiménez. Abbiamo origini itali...
