14.

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Il giorno della festa arrivó e tutti gli invitati, compresi Gavi e Pedri ci appostammo a casa Alonso con tutto l'occorente che predeva pizze, patatine e dolci di tutti i tipi.
Le porte della villetta si aprirono, illuminandoci con la presenza di Mireia, che rimase giustamente, sorpresa, portandosi le mani davanti alla bocca dallo stupore. "Buon Natale Mira!" gridammo tutti in coro, accogliendola tra le nostre braccia.
Lei si emozionò dalla contentezza dell'idea, mettendosi a piangere, sopratutto quando vide il migliore amico di Gavi, la quale invitai io, personalmente.
Dopo poco iniziammo a mangiare, chiaccherando di svariate cose, sopratutto accertandoci delle effetive condizioni della sua appendicite, che ormai era stata asportata via, dopo l'operazione.
"Comunque vi ho fatto a tutti dei regali" si alzó Pedri, sempre tenendo fissi gli occhi sulla bionda, che con uno sguardo follemente innamorato e angelico, lo guardava, ne profondo dell'anima.
"Non dovevate" ridacchio Mireia, incuriosendosi sui presenti a lei regalati, girandosi verso il grande albero, che decorava la sua meravigliosa casa, dove sotto, erano presenti svariati pacchi rossi e verdi, con tanto di fiocco. "Okay, dovrebbe essere questi"
ce li portò ad ognuno di noi davanti, così iniziammo a spacchettarli.
A me compró una sciarpa marrone e nera, a Gavi un cappotto e dei guanti neri mentre infine, alla sua ammiratrice numero uno, degli orecchini d'oro...le donavano tanto!
Poi arrivó il turno del numero 30 del Barça.
Rimasi per svariati minuti con gli occhi fissi sul regalo di quest'ultimo, che per me, compró dei tacchi, andando nei dettagli quelli di Yves Saint Laurent, con il tacco d'orato. Ne sollevai uno, con degli occhi meravigliati: "S..sono..No, non posso accettarli" riposi il coperchio della scatola, chiudendola e posandola tra le mani del giocatore.
"Cath!" disse, vedendomi alzare dal mio posto.
Andai da Mireia a salutarla, per poi girarmi verso la tavolata: "Sui pacchi rimasti c'è il nome di ognuno di voi" lasciai una carezza sulla testolina della mia migliore amica e uscii dalla casa, tornando al freddo e al gelo, stringendomi con forza nella giacca.
Rimasi ancora scioccata dal regalo che mi lasció..tutti quei soldi..soltanto per me?
Guardai il cielo stellato sopra la mia nuca, accorgendomi di piccole costellazioni che mio nonno mi aveva insegnato a distinguere.
Sentii il portone aprirsi alle mie spalle e d'istinto mi misi a camminare, nonostante qualcuno dietro di me continuava a gridare il mio nome nel vento e nel piccolo nevischio che aveva cominciato a scendere.
Raggiunsi la città e dopo di essa, proseguii verso il mio quartiere, giungendo così anche nella mia villetta, dove trovai la mia famiglia in preda ai festeggiamenti, con zii e parenti vari.

Millions -'ღ'- GaviLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora