Come chiesto da Mireia, mi recai un posticino carino nei dintorni della grande città spagnola, dove solitamente erano noti i gustosi e delicatissimi apertivi, in cui sopratutto i turisti, tanto innamorati della mia città, passavano ore, su quei divanetti ricoperti di pelle bianca, con delle cuciture marroni, tendenti quasi al nero.
Strinsi la borsetta in un pugno, e mi avviai nella stradina, rustica e circondata da varie case, tutte messe in fila, che creavano una curva.
Entrai dentro il locale, salutando il barista, che mi aveva visto crescere, siccome la mia stessa famiglia frequentava spesso questo posto, sopratutto per chiacchierare tra colleghi o riunioni non importanti.
Mi accomodai, affondando nella poltroncina, guardando le mattonelle turchesi che ricoprivano il pavimento, aspettando con ansia l'arrivo della mia migliore amica, che come al solito, ritardava.
Finalmente alzai lo sguardo, notando un'ombra per terra, così di accorgermi della sua sagoma, con i capelli biondastri e l'espressione sorridente, sulla soglia dell'entrata. Mi venne subito incontro, per poi lasciarmi un bacio sulla guancia, sedendosi di fronte a me e lasciando la sua borsa sul tavolino in vetro.
"Mi hai convocato qui, dimmi tutto" ridacchiai, preparandomi ad una delle nostre discussioni tanto accese in questo periodo, per la frequenza nota di gossip e cose interessanti.
"Mettiti comoda, non ci crederai mai!" sventolò le mani nell'aria, per mettermi ancora più di curiosità, non stavo nella pelle a dir il vero.
Sospirai accavallando una gamba sull'altra, appoggiandomi completamente allo schienale, mentre intanto, il cameriere portò degli stuzzichini da sgranocchiare. "Dai, forza!" la incitai.
"Okay, bene. Come sai, io e Pedri ci sentiamo già da tanto tempo e siccome te l'ho già detto, ci siamo pure già baciati" disse tutto di un fiato e io annuii, per farla continuare nel discorso.
"L'altro giorno dopo la partita..." la bloccai.
"Sei stata una stronza a lasciarmi sola!" esclamai, portando le braccia conserte al petto, offesa.
Le rise alla mia reazione e proseguii, "Non è quello il punto...mi ha chiesto di metterci insieme!" alzó il tono della voce, lasciandomi stupefatta, con la bocca aperta e le mani che la coprivano. "Non ci credo!"
Lei annuii soddisfatta, guardandomi negli occhi, con la mia espressione sconvolta dall'accaduto, con il suo bellissimo sorriso stampato nel volto.
"Sono un sacco contenta per voi!" mi lanciai ad abbracciarla, orgogliosa della sua impresa, che finalmente dopo anni aveva avuto successo.
Tornai seduta, per poi sospirare, "I tuoi lo sanno?"
Mira scosse la testa, in segno di negazione e la cosa mi lasció stranita, solitamente lei era il tipo da raccontare un pó di tutto, sopratutto alla signora Adéla, sua madre, che l'aiutava in tutte le situazioni in cui aveva bisogno di una mano.
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Millions -'ღ'- Gavi
Fanfiction.・。.・゜✭・.・✫・゜・。. Immagina essere ricchi, vivere in una bella casa, grande e spaziosa e poter soddisfare ogni tua necessità e bisogno. Bene, questa era la mia famiglia, ero frutto di due medici e il mio nome è Catherine Jiménez. Abbiamo origini itali...
