Dopo finalmente, il mio diploma di cinque anni consecutivi di liceo, qui a Siviglia, inevitabilmente ci aspettava una bellissima festa, in un locale solo per me e gli invitati, come giusto che sia. Indossai un vestitino corto, che lasciava poco ad immaginare, in sintonia con quello di Mira, del colore opposto: bianco.
Infatti, il mio colore preferito era proprio il nero, una tinta più bella di quest'ultima non c'era. Poteva esprimere di tutto, a partire dall'eleganza e il lusso, alla volgarità più assoluto, perciò lasciava molta libera interpretazione nella scelta e in che ambito poter utilizzarlo.
Insieme alla mia migliore amica, accompagnata da un taxi, arrivammo per prima alla festa, incontrando i proprietari e tutti gli altri, che avevamo chiamato personalmente per gestire la musica e il cibo.
Pian piano, la sala si riempii, solo con circa una ventina di persone, che cominciarono a posizionare i loro regali sul tavolino e ballare in pista, a ritmo della leggera musica che avevano acceso.
Tra la folla, l'unica persona che cercavo con lo sguardo, mettendomi in punta di piedi seppur avessi i tacchi, erano quei tanto conosciuti capelli castani, insieme a quegli occhioni altrettanto marroni, così dolci...tanto da poter sciogliere qualsiasi mia barriera. "Eccoti Cath" mi girai spaventata, verso la voce proveniente alle mie spalle, vedendo proprio quello che stavo cercando. "Pablo, ehy!" salutai, cercando di sembrare sciolta e disinvolta.
"Ti ho portato questo" disse lui, porgendomi un drink, lo stesso che teneva anche lui tra le mani.
Oltre ad incantarmi nei suoi bei modi di fare, cordiali e ad annegare nel suo sguardo così affascinante, osservai anche l'abbigliamento.
Aveva deciso di mettersi uno smoking nero, classico, seguito da un papillon. "Sei bellissima stasera" si complimentó il calciatore, analizzando anche lui, il mio vestiario. Io arrossi, ma cercai di nasconderlo tra ì riflettori colorati della pista, cominciando a sorseggiare la bevanda che mi procurò.
"Balliamo?" chiese sempre lui, porgendomi la mano, che strinsi, venendo tirata da lui, in mezzo a tutta la sala. "Dai!" dissi imbarazzata, vedendomi sotto agli occhi di tutti.
Tra tutte le persone, scorsi anche Pedri, nonché migliore amico di Gavi, che Mira mi supplicó di invitare, che guardava, accompagnato dalla mia migliore amica, Pablo fiero.
Quando la musica si alzó sentii come un brivido in tutto il corpo, sentendo come se l'ansia mi sopraffasse, ma non fu così, anzi, era una bella sensazione, sopratutto quando posizionò le sue belle mani sui miei fianchi, che ondeggiavano insieme ai suoi, seguendo la sinfonia delle casse.
Sempre Pablo, mi spinse leggermente di più verso il suo corpo, continuando a farmi sentire le farfalle nello stomaco, in particolare quando continuò ad accorciare le distanze pure con la testa.
Arrivammo a tal punto di non poter andare indietro ne ritirarci, così tagliammo completamente i centimetri che continuavano a separarci, così iniziando un bacio, approfondito.
Le persone che ci circondavano, indubbiamente si esaltarono, continuando a fare il tifo verso noi due, ma provai a mandar via l'imbarazzo, continuando ad assaporare le sue labbra rosate, proprio cone fece lui.
Fu come se fosse il primo ragazzo che baciai, come se fosse la prima volta che posai le mie labbra su delle altre. Era come una sensazione nuova, ma non troppo, probabilmente il bacio più bello io abbia mai avuto.
STAI LEGGENDO
Millions -'ღ'- Gavi
Fanfiction.・。.・゜✭・.・✫・゜・。. Immagina essere ricchi, vivere in una bella casa, grande e spaziosa e poter soddisfare ogni tua necessità e bisogno. Bene, questa era la mia famiglia, ero frutto di due medici e il mio nome è Catherine Jiménez. Abbiamo origini itali...
