June, 15th

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Izuku alza il suo bicchiere, quasi sia un calice. — Finiamo l'alcol, prima che arrivi il domani, e con lui il professor Hound-Dog a controllare le nostre stanze.

    — Augh! — fanno Denki ed Eijiro, bevendo con tutta calma.

Katsuki li fissa corrucciato. — Ma che cazzo "augh, augh" che non ci sono manco dei nativi qui in zona.

    — Shhh, — fa Izuku. — Tutto questo fa parte delle stronzate che si tirano fuori durante la serata super gay.

Katsuki lo fissa confuso, voltandosi verso Denki. Sta sghignazzando senza criterio alcuno, come un idiota, mentre beve tre shots di fila. — Non vedo ancora il lato gay della cosa.

    — Huh-uh. Aspetta quando inizieremo a giocare a "Chi lo farebbe".

    — Che gioco è?

    — Non chiedere. Non mi ricordo la traduzione corretta in giapponese. Solo... fa molto ridere. E molto litigare.

    — Domenica stavamo per litigare con il Midobro perché quando giochiamo a One's Justice con lui perdiamo sempre contro il tuo personaggio.

Izuku arrossisce furiosamente. — Non... ma è il mio preferito!

    — Sì, ma non ha senso cazzoooo! — Denki si lamenta a gran voce, e dal tono traballante è facilmente intuibile che sia piuttosto alticcio.

Izuku lo guarda male. Fa per dire qualcosa, ma Katsuki posa una mano sulla sua coscia, per bloccarlo. Improvvisamente, tutta la sua attenzione va diretta solo a quello che Katsuki ha da dire. Ma soprattutto, è diretta a quella mano ruvida, callosa, sempre bollente, piacevole, poggiata su una delle zone più sensibili del suo corpo: l'interno coscia.

    — Il fatto che Deku vinca usando il mio personaggio è soltanto una prova della mia incredibile forza e astuzia incrementate, insieme alle mie capacità sul campo, con un partner come lui.

Izuku sente il cuore battergli letteralmente in gola, forte, veloce. Una parte inconscia della sua testa pare pensare a quel moto sollecitato come le movenze di Katsuki durante gli allenamenti: apparentemente sgraziati, ma con un fine ben preciso, che tutto il suo corpo comunica senza timore alcuno, con semplicità, chiarezza, trasparenza. E il suo cuore sta dicendo apertamente: Dio, quanto amo questa dinamica tra di noi.

    — Se vi ricordate, quando il videogioco è stato tarato su di noi, l'anno scorso, io e lui stavamo iniziando ad andare molto più d'accordo. Avevamo iniziato ad allenarci di più insieme in quel periodo. Stavamo lentamente riempiendo le lacune che avevamo da soli allacciando insieme le nostre forze.

Il suo tocco sembra farsi più delicato. Le punte delle dita di Katsuki lo sfiorano dolcemente, tracciando il suo discorso mentale su quella fascia di pelle chiara e lentigginosa. Izuku non riesce ad assimilare informazioni più importanti, né a muovere un muscolo: quel braccio forte, di quel corpo di roccia, così vicini a lui, che parlavano delle sue capacità, della sua persona (proprio di Izuku, non di qualcun altro),

    — Quel gioco è praticamente tarato su un me che Deku ora conosce perfettamente, e con cui è in grado di interagire. Ora può sfruttare la mia potenza di fuoco con la sua intelligenza, e io posso sfruttare il suo Quirk tramite il mio buonsenso, unica cosa che, purtroppo, non possiamo passarci a vicenda.

Katsuki ha davvero ragione. Izuku lo guarda con la coda dell'occhio curioso, con le guance dolcemente arrossate. Sta lodando entrambi, con grande sorpresa di tutti, probabilmente. Non si era mai spinto con le lodi fino a questo punto davanti a qualcuno. O almeno... non lo aveva mai fatto per Izuku.

La sua attenzione viene completamente distolta quando quella stessa mano che lo stava accarezzando con cotanta cura affondò le dita nella sua carne, facendolo mugolare per la sorpresa.

𝐋𝐄𝐖𝐃, 𝐒𝐓𝐔𝐏𝐈𝐃 𝐓𝐄𝐗𝐓𝐒 || 𝐁𝐀𝐊𝐔𝐃𝐄𝐊𝐔Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora