Izuku sospira delicatamente, sentendosi stordito dal sonno profondo in cui era sprofondato la notte prima. E anche accaldato, in effetti.
Lentamente le sue ciglia sfarfallano, mentre mette a fuoco il mondo attorno a lui. Una stanza pulita, uno stile minimale, che non aveva niente a che vedere col suo solito accumulare ninnoli e gingilli riguardanti ciò che lo appassionava di più.
Sospira di nuovo, lasciando che le sue palpebre scivolino nuovamente sui suoi occhioni.
Un respiro umido e caldo accarezza la sua nuca ritmicamente, aumentando la sensazione di bollore che sale e lo soffoca lentamente, piacevolmente.
Si sforza per riaprire gli occhi, prendendo un respiro profondo.
Ma si ritrova quasi impossibilitato, stritolato da una morsa che gli impedisce praticamente ogni movimento.
Gambe intrecciate, busto legato con forza.
Izuku abbassa lentamente il capo, ma qualcosa sul suo collo, che prima lo toccava al punto che non si era accorto della sua presenza, si allontana e lascia un alone sulla sua pelle che si gela a contatto con l'aria.
Uno schiocco di labbra leggero, che manda il suo cervello improvvisamente sveglio per la tangente, e il suo corpo prega qualunque venerabile Dio nel cielo di riavere quella bocca premuta su di sé.
Ma non si era allontanato. Era Izuku ad averlo fatto.
Sorpreso, un po' scioccato, alza l'unico braccio libero per sfiorare il punto preciso in cui sentiva una mancanza.
E quando la sua mano sfiora un viso, che lentamente si ritrae da lui, lo shock persiste in lui. Delle gambe allentano la presa sulle proprie, e delle braccia scivolano via dal suo busto.
Izuku si volta supino in tempo per vedere Katsuki alzarsi a sedere, e sembra quasi... scioccato.
Si guarda le mani, lancia un'occhiata al corpo che riversa nel letto accanto a sé. Izuku non riesce a capire che cosa gli prenda, per cui lui è il primo a muoversi: si mette a sedere, gli si avvicina, e gli poggia una mano sulla spalla.
Katsuki si volta lentamente, cercando i suoi occhi con affanno. Ma gli occhi di Izuku sono lì, disponibili, gentili, accoglienti. E Katsuki sembra ancora più spaesato di prima.
Prende uno, due, tre respiri profondi.
— Scusami. Non volevo appiccicarmi in quel modo.
Izuku però sfarfalla semplicemente le ciglia. E: — Buongiorno, Kacchan.
Si accoccola contro la sua spalla, e chiude gli occhi.
Un lampo di sorpresa spinge via il timore dalle brillanti iridi di Katsuki, che finalmente riprende a respirare. Inconsciamente si ritrova ad accarezzargli i capelli, e quando si accorge di starlo toccando, e di non star venendo respinto, domanda: — Amos non si arrabbierà...?
Gli occhi di entrambi sono fissati sul paesaggio al di fuori della finestra. Non si vede molto, a dire il vero. Solo il cielo già azzurro. Deve aver albeggiato un'ora fa, perché le nuvole sono ancora tinte di colori pastello piacevoli alla vista. Un incanto che rimanda la luce del sole dritta nella stanza per un qualche strano gioco di riflessi, e il mobilio in quella stanza d icolori neutri diventa pastello a sua volta, come in un sogno.
Izuku scuote delicatamente la testa, completamente calmo. — Amos è solo contento se continuiamo ad essere buoni amici e risolviamo i nostri problemi. Lo sai, non ti odia.
Katsuki deglutisce quanto più silenziosamente gli è possibile. Le sue mani continuano a passare tra i capelli di Izuku, con dolcezza, e basta. Lentamente si ritrovano ad essere di nuovo sdraiati. Izuku ascolta i battiti che risuonano sotto il petto di Katsuki, e lui lo tiene vicino a sé, passando delicatamente la mano su e giù lungo la sua schiena.
La linea di confine tra amore e amicizia tra loro due è sempre più labile.
604 parole
Autrolino dell'Angolice
Be' raga, che dire, è colpa mia che faccio fanservice se mi odierete alla fine di questo libro.
Mi dileguo- lasciatemi qui i vostri pareri su cosa succederà prossimamente!
CYACYA
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𝐋𝐄𝐖𝐃, 𝐒𝐓𝐔𝐏𝐈𝐃 𝐓𝐄𝐗𝐓𝐒 || 𝐁𝐀𝐊𝐔𝐃𝐄𝐊𝐔
FanfictionIN PAUSA FINO AL 30 SETTEMBRE 2025 FORSE È 𝗌𝖺𝖻𝖺𝗍𝗈 𝗇𝗈𝗍𝗍𝖾. 𝖨𝗓𝗎𝗄𝗎 è 𝗎𝖻𝗋𝗂𝖺𝖼𝗈, 𝖽𝖾𝗉𝗋𝖾𝗌𝗌𝗈, 𝖾 𝖼𝗈𝗇 𝗂𝗅 𝗍𝖾𝗅𝖾𝖿𝗈𝗇𝗈 𝗂𝗇 𝗆𝖺𝗇𝗈. 𝖢𝗈𝗌𝖺 𝗉𝗎ò 𝖺𝗇𝖽𝖺𝗋𝖾 𝗌𝗍𝗈𝗋𝗍𝗈? QUESTA STORIA è IN COSTANTE REVISIONE PER RIM...
