Izuku si sta dirigendo verso la mensa, accompagnato dal suo enorme gruppo di amici stretti. Ci sono tutti: Katsuki, Eijiro, Denki, Hanta, Ochaco, e anche Tenya. Izuku sembra al settimo cielo: cinguetta con tutti, sorride come mai è riuscito in quegli ultimi due anni; sembra vivere in un mondo tutto suo. E i suoi amici non possono fare a meno di esserne straniti: il giorno prima aveva saltato il pranzo ed era stato via, il suo sguardo era stato assente per tutte le lezioni, e appena usciti da scuola era andato a chiudersi in camera, senza uscirne e ignorando gli inviti di tutti.
Ma quel giorno è di buon umore, puzza di canna e non sembra se stesso, e allo stesso tempo è l'Izuku Midoriya che tutti conoscono.
Ochaco, Katsuki e Tenya non fanno che guardarsi mentre Izuku interagisce felicemente con Denki e Hanta, che sta disperatamente tentando di disintossicarsi e trova il sorriso contagioso dell'amico un toccasana.
Eijiro si unisce con il suo cipiglio preoccupato.
— Non sono l'unico ad averlo notato, vero? — mormora piano. Ochaco scuote il capo in diniego.
— Non è più lui. — replica Tenya, con una postura rigida di disagio. — La sua situazione sta peggiorando.
Eijiro e Ochaco si guardano allarmati. Il ragazzo si volta quindi verso Katsuki, ma Katsuki è taciturno. Sguardo spento fisso sulla schiena di Izuku, appannato dai pensieri, chiuso nelle sue stesse spalle, le mani infilate in tasca.
— Katsuki, stai bene? — gli sussurra. Lui annuisce piano.
— Sto bene. — è la sua risposta. — Ma avete ragione. Non è più in sé. Sta perdendo la testa.
— Dovremmo parlarne coi professori. — Tenya interviene, seppur titubante. Nemmeno lui sembra convinto dell'idea. — Dovremmo lasciar fare a dei professionisti. Lui non può aiutarsi da solo, e noi non possiamo fare-
— No. — lo blocca Katsuki. E Katsuki che dice no a una buona idea è perché pensa di sapere cosa sia meglio fare. — Lasciate fare a me.
— Ma— Ochaco si blocca appena Eijiro le sfiora la spalla, scuotendo la testa.
— Lasciate fare a me.
I suoi occhi sono fissi su Izuku. Osservano ogni movimento, espressione, sorriso, saltello. Si morde con forza il labbro, lo spazio libero tra i piercing il suo nuovo punto preferito dove affondare i denti a sangue.
Ed Eijiro, lì, capisce.
Che nemmeno lui sta poi così bene.
— Ho una cosa da fare.
Si stacca dal gruppo e inizia a tornare indietro. Eijiro fa per inseguirlo. — Bakugou!
Ma l'amico non risponde, continua a camminare a passo svelto via da loro. Eijiro lo guarda sofferente, e anche Ochaco passa una mano tra le sue scapole.
Denki, Hanta e Izuku tornano indietro dal resto degli amici.
— Kacchan? — è la prima cosa che dice Izuku. È sempre quella. È sempre quella la prima cosa che dice, ed è anche l'ultima della sua giornata.
Eijiro sospira, prima di voltarsi con un sorriso. — Ha dimenticato di chiedere una cosa al professor Aizawa, credo! Andiamo in mensa. Non vorrà essere aspettato.
Izuku annuisce, ma il suo sguardo resta fisso sulla schiena di Katsuki, smarrito.
E Ochaco si domanda allora cosa sia Amos per lui. Perché non sembra dargli nemmeno metà dell'amore che meriterebbe un ragazzo così gentile.
— Vieni! Volevo chiederti due cose. Mi aiuteresti a capire?
Izuku scuote delicatamente il capo, e guarda Eijiro con un sorriso. — Certo! Di che si tratta?
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𝐋𝐄𝐖𝐃, 𝐒𝐓𝐔𝐏𝐈𝐃 𝐓𝐄𝐗𝐓𝐒 || 𝐁𝐀𝐊𝐔𝐃𝐄𝐊𝐔
FanfictionIN PAUSA FINO AL 30 SETTEMBRE 2025 FORSE È 𝗌𝖺𝖻𝖺𝗍𝗈 𝗇𝗈𝗍𝗍𝖾. 𝖨𝗓𝗎𝗄𝗎 è 𝗎𝖻𝗋𝗂𝖺𝖼𝗈, 𝖽𝖾𝗉𝗋𝖾𝗌𝗌𝗈, 𝖾 𝖼𝗈𝗇 𝗂𝗅 𝗍𝖾𝗅𝖾𝖿𝗈𝗇𝗈 𝗂𝗇 𝗆𝖺𝗇𝗈. 𝖢𝗈𝗌𝖺 𝗉𝗎ò 𝖺𝗇𝖽𝖺𝗋𝖾 𝗌𝗍𝗈𝗋𝗍𝗈? QUESTA STORIA è IN COSTANTE REVISIONE PER RIM...
